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Una rivista per… giocare

giugno 24, 2002 12:00 pm

E’ Dada, il trimestrale per bambini dai 6 ai 106 anni, che dedica il numero al valore e al piacere del gioco Dada, la rivista trimestrale per bambini dai 6 ai 106 anni, pubblicata dall’Associazione Attività Educative di Brescia, ha dedicato il suo ultimo numero al gioco e a tutti gli aspetti, letterari, figurativi, didattici…

E’ Dada, il trimestrale per bambini dai 6 ai 106 anni, che dedica il numero al valore e al piacere del gioco

Dada, la rivista trimestrale per bambini dai 6 ai 106 anni, pubblicata dall’Associazione Attività Educative di Brescia, ha dedicato il suo ultimo numero al gioco e a tutti gli aspetti, letterari, figurativi, didattici e filosofici, che ne fanno parte. “Chi gioca scopre – scrive nell’editoriale Mauro Speraggi – rischia, osa… Giocare è un’importante palestra per affrontare da grandi le cose serie ed affrontare il mondo con occhi diversi”. La rivista, strutturata in tre parti – una dedicata alla storia dell’Arte, una alle finzioni dell’arte e una agli atelier d’arte – offre un materiale didattico approfondito e completo utile a genitori, operatori didattici e soprattutto ai bambini.

Conoscere e riconoscere
Attraverso le pagine di Dadagrandi e bambini potranno scoprire che l’antenato del gioco dell’oca risale a più di 5000 anni fa, o che la trottola era molto in voga in Mesopotamia, o ancora che lo yo-yo esisteva già nel 440 a.c., sparì improvvisamente e poi tornò di moda in Europa nel 1600. Sicuramente molti si meraviglieranno del fatto che il gioco della palla era praticato soprattutto dalle ragazze o che nell’antica Grecia bambini e bambine giocavano con le bambole.
Queste ed altre curiosità, corredate da immagini tratte da papiri e vasi antichi, documentano l’origine dei giochi nell’antichità. Altre immagini del passato più vicino a noi, come dipinti settecenteschi ed ottocenteschi, raccontano quali fossero alcuni dei giochi preferiti dall’alta società, come l’altalena ed il cavalluccio a dondolo con le ruote ritratto in un quadro di Manet, o quelli più comuni come le carte o le bolle di sapone.
Una particolare attenzione è dedicata al gioco interpretato dagli artisti contemporanei, che si ispirano talvolta ai giochi orientali come gli origami, altre volte creano essi stessi dei giochi realizzati con oggetti d’uso quotidiano cui è stato modificato il senso, oppure si dedicano ai giochi di parole.

Racconti e giochi di parole
Una peculiarità della rivista è anche quella di raccontare storie costruite appositamente sul tema scelto e spesso ispirate dalle immagini. Da qui nascono i brevi racconti sui giochi di parole, i giochi di mani e i giochi popolari. Anche la bambola, il gioco per eccellenza, diviene ispiratrice del racconto e come in una lettura a molti livelli il fascino delle immagini che la affiancano, che sia il frammento antico o il manufatto, alimenta l’immaginazione già ampiamente sollecitata dalle parole.
Così la storia del bambino Ludo che aveva un’unica idea in testa, quella di divertirsi, e che anche da grande continuò sempre a giocare, scegliendo di “essere” un artista, fa sì che il bambino associ la dimensione ludica e creativa non più solo ad una stagione della vita come l’infanzia ma ad un modo di rapportarsi al reale con curiosità e vivacità, che è proprio quello degli artisti.
Per incrementare questa consapevolezza, ed aiutare i grandi a individuare spunti sempre nuovi, Dada fornisce anche suggerimenti bibliografici su testi che hanno come temi i giochi ed il gioco e soprattutto ha ideato l’ABC dell’arte, pagine dedicate alla scoperta di parole come favola, trottola, o rebus.

Costruire ed inventare giochi
Dalle storie si passa ai fatti: sfogliando la rivista siamo arrivati alla sezione in cui gli autori ci raccontano le esperienze che i piccoli potranno ripetere, come quelle suggerite dal “Centro Lucertola di Ravenna”, in cui, con l’aiuto del maestro giocattolaio, i bambini imparano a restituire la vita a vecchi giocattoli e ad oggetti di uso quotidiano, semplicemente imparando a guardarli con occhi nuovi . I ragazzi potranno inoltre cimentarsi con la scrittura creando anagrammi o, seguendo l’esempio di “Pico e Copi” , realizzare, partendo da figure geometriche, immagini sempre nuove, con l’aiuto di una macchina fotocopiatrice.
Con una macchina fotografica, invece, ognuno potrà mettere in scena il proprio gioco preferito, poi ogni bambino potrà fotografarsi insieme ad esso e aggiungere una frase per spiegare il perché lo preferisce. Seguendo delle semplici istruzioni, infine, i bambini saranno in grado di costruire con materiali come il legno e un po’ di tubo ondulato dell’elettricista, un gioco di abilità come quello degli anelli.

In Rete:
La rivista Dada

 

Elena Paloscia

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