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I bambini e i dispositivi digitali, lo stato dell’arte

novembre 29, 2018 10:00 am

L’età della prima volta su qualsiasi tipo di device si abbassa sempre di più, è necessario quindi educare da subito i bambini a saper convivere con il nuovo ambiente e non solo per difendersi

La conferma del primo contatto ravvicinato con un monitor da parte di un bambino arriva da una ricerca portata avanti dall’’Associazione Culturale Pediatri – ACP –  insieme al Centro per la Salute del Bambino onlus. Dell’indagine condotta in questo anno, ne abbiamo parlato un paio di settimane fa, sono ben otto i bambini su dieci a saper usare il cellulare dei genitori. Considerato che l’utilizzo è ormai sdoganato anche per i bambini piccolissimi, già da un anno con la giustificazione del distrarli, è bene educare da subito i bambini a sapersi destreggiare nella comunicazione inter e intra device.

 

Un libretto per educare i genitori ad educare i bambini

Un manuale per i genitori è stato pensato proprio per educare Anche i genitori da Anna Sarfatti, autrice di libri per bambini. La sua competenza per entrare nel mondo dei più piccoli, le deriva dall’aver insegnato per molti anni nella scuola primaria e dell’infanzia. Considerato che l’evoluzione digitale è ormai entrata a pieno titolo nel quotidiano, non solo degli adulti ma anche dei bambini, si rende necessario puntare il timone dell’educazione verso il corretto utilizzo della rete. L’autrice con il suo nuovo libro, sarà presentato in anteprima il prossimo 30 novembre a Bari –  Parole appuntite, parole piumate – descrive con parole chiare e mirate sul come raccontare la rete ai bambini: cosa è la rete, cosa fare attraverso la rete, cosa si può scrivere nelle rete e cosa si può dire di noi di in rete.

 

La rete è ormai parte di noi

Dobbiamo prendere atto, come già il Presidente della Società Italiana di Pediatria, dott. Alberto Villani ha commentato, non si può puntare il dito contro le tecnologie digitali, anzi la verità è che ci sono delle applicazioni utili per lo sviluppo cognitivo dei bambini, l’importante è che vengano utilizzate in presenza dei genitori o comunque degli adulti a sorvegliare. Ecco perché il contenuto del libro – Parole appuntite, parole piumate – è importante che venga diffuso. E’ una sorta di Manifesto in cui vengono enfatizzate delle semplice regole che i genitori potranno leggere ai bambini più piccoli e da sfogliare e apprendere da quelli più grandicelli. Si tratta di dieci semplici concetti da trasferire sotto forma di educazione, il libro sarà acquistabile online www.francopaniniragazzi.it a partire dal 30 novembre.

 

Le 10 norme base per una sana comunicazione on-line per bambini dai 3 ai 7 anni:

  1. La rete non è un gioco. È un posto diverso, ma è tutto vero. E anche in rete ci sono i buoni e i cattivi: bisogna stare attenti! – Virtuale è reale
  2. In rete bisogna essere gentili. Dietro le foto ci sono persone come noi. Se dici cose cattive, saranno tristi. O penseranno che sei cattivo. – Si è ciò che si comunica
  3. Prima di parlare bisogna pensarci: puoi contare fino a 10! Così riesci a trovare proprio le parole giuste per dire quello che vuoi. – Le parole danno forma al pensiero
  4. Nessuno ha ragione tutte le volte. Imparare ad ascoltare è molto bello, perché si capiscono i pensieri degli altri e si diventa amici. –  Prima di parlare bisogna ascoltare
  5. Ci sono delle parole che fanno ridere e stare bene, come una coccola o un abbraccio. E abbracciarsi con le parole è bellissimo! Le parole sono un ponte
  6. Le parole cattive graffiano e fanno male. Se tu fai male a qualcuno con le parole, poi non è più tuo amico. Tante parole belle, tanti amici! Le parole hanno conseguenze
  7. La rete è come un bosco: meglio farsi accompagnare da un grande. E non dire mai a nessuno il tuo nome, quanti anni hai, dove abiti. Condividere è una responsabilità
  8. Qualche volta non si va d’accordo: è normale. Ma non è normale dire parole cattive a un amico se lui non la pensa come te. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
  9. Offendere non è divertente. Gli altri diventano tristi e arrabbiati. Adesso sei grande e sai parlare: non hai più bisogno di urlare. Gli insulti non sono argomenti
  10. Qualche volta è bello stare zitti. Quando non sai cosa dire, non dire niente! Troverai il momento giusto per dire la cosa giusta. Anche il silenzio comunica

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico – guidagenitori.it

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