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I musei e le città dei bambini

23 Febbraio, 2010 12:28 pm

Imparare senza annoiarsi, imparare facendo e giocando. Da Milano a Napoli, da Roma a Genova, passando per Siena, è questa la filosofia degli spazi educativi per i più piccoli. Il gioco come metodo di apprendimento: questo è il principio sul quale sono fondati i musei e le città dei bambini, nati un secolo fa negli…

I musei e le città dei bambini

Imparare senza annoiarsi, imparare facendo e giocando. Da Milano a Napoli, da Roma a Genova, passando per Siena, è questa la filosofia degli spazi educativi per i più piccoli.

Il gioco come metodo di apprendimento: questo è il principio sul quale sono fondati i musei e le città dei bambini, nati un secolo fa negli Stati Uniti con l’intento di proporre chiavi di accesso e interpretazioni diverse della realtà e l’obiettivo non tanto di divulgazione, ma piuttosto di promozione della crescita individuale e della conoscenza. Ne esistono circa 300 in tutto il mondo, e anche in Italia ce ne sono (a dire il vero non molti), per ora a Milano, Genova, Siena, Roma e Napoli. Ma essendo un’esperienza – quella dei musei e delle città dei bambini – relativamente recente nel nostro paese, altri sono in fase di progettazione a Bologna, Catania, Foggia, Reggio Emilia, Taranto e Venezia. La loro peculiarità sta nel fatto che i bambini, come evidenzia il pensiero pedagogico più avanzato, imparano con una metodologia che si differenzia profondamente da quella degli adulti. I piccoli infatti apprendono più facilmente tramite l’attività e l’esperienza diretta, giocando, facendo, toccando, da qui la definizione di “hands-on museum” (letteralmente: museo pratico). Per questo i musei dei bambini utilizzano strumenti molto lontani da quelli dei musei tradizionali, dai quali si differenziano in modo sostanziale per l’interattività – in questo senso intesa come il fare esperienza senza la mediazione di un adulto – ed anche la contestualizzazione dell’esperienza in un ambito di apprendimento legato a specifici spazi e tempi a misura di bambino e dei diversi tipi di intelligenza. In sintesi, sono spazi per imparare giocando, dove i cinque sensi diventano le porte del sapere, per scoprire cose nuove, anche difficili e complesse, ma divertendosi. Vediamo cosa propongono le strutture attive in Italia.

A Milano c’è il MUBA (Museo dei Bambini), che pur definendosi museo non ha uno spazio espositivo permanente perché la sua attività consiste nel progettare grandi mostre interattive e modulari che vengono allestite di volta in volta in spazi diversi, ospitando le eccellenze
professionali della cultura, della didattica, della scienza e delle arti dedicate all’educazione e alla crescita dei bambini. In Italia è quello che più si avvicina al modello dei Children’s Museums americani dove arte e creatività sono al servizio dell’apprendimento. Realizza percorsi con installazioni interattive e divertenti, all’insegna del gioco, dove l’elemento distintivo rispetto alle mostre tradizionali è l’importanza attribuita al visitatore rispetto al contenuto. Nato nel 1995, il MUBA in genere ha eletto la tappa di partenza delle sue mostre itineranti presso la Triennale di Milano. Dal 2007 è anche una Fondazione e ospita la sede dell’Associazione Europea dei Musei dei Bambini.
www.muba.it

La Città dei Bambini e dei Ragazzi di Genova è uno spazio per bambini e ragazzi dai 2 ai 14 anni con percorsi diversificati a seconda dell’età. Si trova nell’Area Porto Antico, all’interno dei Magazzini del Cotone (1° modulo, 1° piano). La finalità è quella di coinvolgere piccoli e adulti in giochi creativi e in scoperte divertenti ed utili per la crescita. Tre sono le macro aree espositive, l’ultima nata si chiama Spazio 2/3 (i numeri ovviamente si riferiscono alla fascia di età), dove è stato ricreato l’ambiente-bosco e la realtà e la fantasia si incontrano: una seconda area è chiamata Spazio 3/5 dove non è necessario saper leggere o scrivere. Le quatto isole tematiche dello spazio chiamano in gioco i 5 sensi e invitano i piccoli a scoprire sé stessi e il mondo circondante in modo semplice e intuitivo. Si può giocare con l’acqua, con la propria immagine e persino costruire una casa. Infine lo Spazio 6/14 dove si possono fare divertenti esperienze alla scoperta della fisica, della biologia, della comunicazione, del dietro le quinte della tv e della tecnologia. Oltre a questi tre spazi, ci sono 96 postazioni di gioco da provare e toccare; 9 isole che raggruppano tematicamente più postazioni di gioco e ancora laboratori, animazioni e percorsi liberi.
www.cittadeibambini.net

La città di Siena (interna al Complesso museale del Santa Maria della Scala, in piazza Duomo 2) ospita Bambimus, Museo d’arte per bambini. Il suo obiettivo è l’avvicinamento del mondo dell’infanzia all’arte e alla cultura artistica attraverso l’esperienza diretta vissuta nel museo. Si viaggia in pratica dall’antico al contemporaneo e le opere raccolte hanno l’infanzia come filo conduttore. Le mostre proposte dal Museo sono sempre pensate e allestite a misura di bambino e le proposte didattiche offerte sono differenziate per fasce di età, dai 3 ai 6 anni e dai 6 agli 11 anni. Personaggi, situazioni, argomenti, autori ed opere della cultura storico-artista occidentale, unitamente a spaccati di mondi appartenenti a culture diverse sono presentati all’utenza dei piccoli in modo da creare una conoscenza del patrimonio storico artistico. Costante è l’approccio interdisciplinare, per cui tutti i linguaggi artistici sono utilizzati per aprire la tematica offerta dalle mostre e dalle altre iniziative. Il metodo si basa sul far vivere al bambino, singolo o in gruppo, un’esperienza che permette, attraverso il vissuto diretto, di memorizzare l’evento, permettendo col tempo di acquisire familiarità con il mondo dell’arte e della sua storia. Una costante dell’attività espositiva è l’allestimento della mostra internazionale di illustrazione per l’infanzia “Le immagini della fantasia”, eccellente rassegna di opere di autori da tutto il mondo.
www.comune.siena.it

A Roma, il museo dei bambini si chiama Explora e si trova in centro, a via Flaminia 80. Anch’esso si ispira ai grandi musei per bambini degli Stati uniti dove si può usare e toccare tutto ciò che è esposto. È strutturato come una piccola città a misura di bambini dai 3 ai 12 anni. Le sezioni sono quattro, ciascuna composta da più allestimenti: Io (i segreti del corpo umano che i bambini scoprono entrando nella pancia della mamma, nella bocca del gigante, nello studio medico o dal dietologo); la società (col suo supermercato e piccoli carrelli con cui i piccoli si divertono a fare la spesa, la pompa di benzina, la fontana e un camion dei pompieri da scoprire nei particolari); l’ambiente (con la sua casa speciale, una casa ecologica dove gli spazi sono trasparenti, alimentata dall’impianto fotovoltaico e rispettosa dell’ambiente perché ricicla i rifiuti che produce); ed infine la sezione dedicata a la comunicazione (dove i bambini vanno alla scoperta dei mass media sperimentando come e perché si comunica, come si fa la tv, qual è il valore di una banconota, come viaggiano le lettere che passano per l’ufficio postale). La mission di Explora è di incoraggiare e aiutare il naturale desiderio di apprendimento che è in ogni bambino con proposte ed esposizioni stimolanti, divertenti e studiate per le diverse fasce d’eta.
www.mdbr.it

All’interno della Città della Scienza di Napoli (via Coroglio 104), centro polifunzionale che si prefigge la diffusione del sapere scientifico e dell’innovazione tecnologica, si trovaL’Officina dei Piccoli, sezione dello stesso centro dedicata esclusivamente a bambini e bambine da 0 a 10 anni. Realizzata grazie a quella che viene definita “progettazione partecipata”, ovvero con il coinvolgimento diretto dei bambini, l’Officina propone a piccoli visitatori la possibilità di esplorare il corpo umano attraverso percorsi di esperienze percettive, da vivere con tutti i cinque sensi. Collabora anche con altri musei dedicati ai piccoli, come nel caso della mostra “Produciamo Sicurezza, esperienze per bambini intorno a un tema da grandi” ideata dal MuBa di Milano per la Confindustria e che dal capoluogo lombardo in questi giorni si è trasferita a Napoli.
www.idis.cittadellascienza.it

 

Marina Zenobio

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