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L’avventura di Tondino

Sotto la pioggia, senza ombrello, a caccia di lumache: alle mamme una cosa così non sfugge di certo

Tondino è un bambino molto molto vivace. Lo chiamano così perché è tutto tondo, ha gli occhi rotondi, la testa rotonda, il naso a patata, le orecchie piccole piccole e la boccuccia piccola e con pochissimi dentini. E’ molto simpatico e la sua più grossa predisposizione è quella di mettersi nei guai. Vive con la sua famiglia, mamma, papà, sorellina e un vecchio nonno in una casetta in campagna, e sia in estate che in inverno è sempre fuori in giardino, dove inventa insieme ai suoi fantastici amici mille giochi ed avventure.

Un giorno Tondino, dopo avere fatto merenda chiede alla sua mamma di poter uscire, ma la mamma gli dice di no, perché fuori stava piovendo e sarebbe stato meglio aspettare che smettesse. Allora lui, zitto zitto si infila nella porticina riservata al gatto e riesce ad uscire di nascosto. Si era ben vestito, con stivali e giaccone pesante ed un sacchettino che sarebbe servito per raccogliere le castagne. Una volta fuori casa Tondino si rende conto che pioveva veramente tanto e che lui aveva dimenticato l’ombrello. Non potendo tornare indietro decide ugualmente di perlustrare il bosco vicino casa e percorrendo il lungo sentiero incontra molti animaletti che già conosceva: il Signor Gufo che vedendolo arrivare gli ricorda che così conciato si sarebbe inzuppato tutto. C’era tutta la famigliola di scoiattolini, e Tondino come d’abitudine tirò fuori dalle tasche qualche nocciola e la porse alle bestiole che veloci le presero tra le zampine e corsero nel loro rifugio. C’erano i leprottini, che non appena lo videro scapparano a gambe levate…due giorni prima quel biricchino li aveva spaventati con i petardi.

Camminava spedito perché voleva arrivare in fretta alla fine del sentiero dove avrebbe potuto raccogliere le prime castagne. Ad un certo punto vide che per terra c’erano decine e decine di lumache che tranquille passeggiavano sotto la pioggia. Era tutto bagnato ma nella sua mente balenò un’idea fantastica: raccogliere più lumache possibili e portarle a casa, per poi portarle a scuola il mattino seguente. Tirò fuori il suo sacchetto e lo riempì completamente con le lumache, poi lo chiuse e si riavviò verso casa. Quando arrivò era già tardi ed i suoi genitori lo stavano cercando. Allora Tondino, per non farsi accorgere della sua uscita clandestina, senza pensarci troppo buttò dentro la porticina del gatto il sacco pieno di lumache e cercò di entrare. Ma essendo tutto bagnato, il giubbotto si era un po’ gonfiato e lui rimase incastrato, metà dentro e metà fuori. Il sacchetto nel buttarlo dentro si era aperto e lui, senza possibilità di fare nulla, vedeva tutte quelle lumache che uscivano e si dirigevano da tutte le parti, strisciando sui muri, sui mobili e sui divani.

Quando la mamma arrivò e vide che cosa quella peste aveva combinato uscì fuori, e senza liberarlo gli diede due scapaccioni sul sederino tutto inzuppato. Tondino dovette rimanere chiuso in camera sua per tutta la settimana, ma stava già pensando cosa avrebbe potuto fare una volta finito il castigo.
Arrivederci alla prossima avventura di Tondino il bimbo biricchino.

 

Laura Franchino

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