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Fiaba della buona notte

Un bambino, una mamma, una lampadina magica e tanta, tanta fantasia: così il sonno arriva lieve

— Mi racconti una favola?
— Perché dovrei raccontarti una favola?
— Per dormire!
— Ma non le hai mai ascoltate le favole prima di dormire!
— Adesso ne voglio una!
— Forza, a nanna! Vieni qui che ti tiro su le coperte…
— Mamma…raccontami una storia
— Non ne hai bisogno per dormire…
— Tutti i miei amici ascoltano una storia prima di andare a dormire…
— Allora facciamo così: mettiti giù e chiudi gli occhi…… cosa vedi?
— Buio!
— Eh! Solo buio?
— Una pallina…luminosa che ha la forma della lampada..
— E’ l’impronta che ha lasciato la luce dell’abat-jour sui tuoi occhi… beh non è proprio corretto dire impronta, ma rende l’idea.
— Cosa è una impronta?
— Ricordi quando questa estate poggiavi la tua manina sulla sabbia e premevi forte forte? Quando toglievi la mano, cosa rimaneva?
— La mia mano!
— No, amore, l’impronta della tua mano, chiaro adesso?
— Mmmm sembra di sì, mi racconti una storia?
— Hai riaperto gli occhi… chiudi gli occhi
— Chiusi
— No, ne hai uno aperto per metà
— Se li chiudo tutti e due non ti vedo…
— Se non chiudi tutti e due gli occhi non inizia la storia… bene… allora, vedi sempre la pallina luminosa?
— Sì, si muove, cerco di seguirla, ma non riesco a prenderla.
— E’ una pallina dispettosa e questa è la sua storia…
— Come la chiamiamo?
— “Salta”!
— Va bene, Salta.
— Salta compare sempre quando i bimbi hanno chiuso gli occhi e scompare quando li riaprono, così nessuno riesce ma a prenderla, né a vederla proprio bene. E non si sa mai esattamente come sia fatta: ad un bambino sembra tonda, ad un altro quadrata, ad un altro a forma di uovo, oggi sembra bianca e nera dentro, domani rosa chiaro, domani ancora a puntini….e quando qualcuno cerca di tenere gli occhi chiusi forte forte per vederla meglio…. scompare. Ma è una pallina magica, che prende per mano i bimbi che stanno per dormire e li porta in mondi fantastici e bellissimi, ricchi di avventure e strane creature. Vediamo un po’ dove ci porta oggi…
vedo il mare..
— il mare è lontano, laggiù, e si muove…
— è nero!
— Se dai la manina a Salta vedrai che non è più nero….sta diventando blu scuro, si sta avvicinando… è diventato azzurro, è giorno e c’è il sole, caldo caldo che ci riscalda. Sento voci di altri bimbi, eccoli laggiù, li vedi?
— Sì, si rincorrono sulla spiaggia, giocano : “dai, passami la palla… goal!”
— La spiaggia è chiara e rimanda la luce del sole. Marco, vuoi giocare con questi bimbi?
— No, Salta… ma…ma.. tu non sei più una pallina!
— Ah no? e chi sono, piccolino?
— Sei… tu sei…UN PESCE!!!!
— Sì, è vero! E tu chi sei? Ti sei visto?
— Sono un pesce anche io!?!
— Già sei il mio piccolo amico Azzurrino.
— Dove andiamo?
— A fare splash! Altrimenti rimaniamo senza aria….SPLASHHHH
— L’acqua è calda!
— Ci sono le correnti calde che la riscaldano, noi pesci le seguiamo, sai? Per trovare da mangiare e per essere trasportati più velocemente
— Guarda laggiù, Salta, che cosa è?
— E’ la grotta delle sirene. Devi sapere che tanto tempo fa, questo mare era abitato da creature bellissime con il corpo per metà di pesce e per metà di donna. Le sirene appunto. Avevano voci stupende che catturavano gli uomini e li portavano qui in questa grotta dove vivevano. Vedi quelle statue laggiù? Ogni statua è un uomo catturato.
— Perché li catturavano?
— Perché li amavano e volevano tenerli tutti per loro. Ma gli uomini non sopravvivevano a lungo in mezzo al mare, e così le sirene avevano solo il tempo di fare un ballo con loro tra le onde. Ballando ballando si staccava dalle loro code una polverina luminosa, che si andava a poggiare sul fondo del mare e sugli scogli. Questa polverina come toccava qualcosa la trasformava in pietra luminosa e in coralli. Vedi quello scoglio? Brilla tutto, infatti. Guarda quel corallo, è iridescente, vedi quel pesciolino? Ha i colori cangianti…… sono state le sirene con la loro polverina e il riverbero della loro luce si vede ancora, talvolta al tramonto. Quando si vede, ai marinai sembra di sentire un canto bellissimo, lontano, che li culla sul mare e piano piano scivolano nel sonno… sereni, come stai facendo tu adesso……
Buona notte, amore mio!

 

Luisella De Vitis

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