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Aggiungi un posto a tavola

Per il cenone di Natale Davide ha deciso di invitare un signore che solitamente vive per strada

E’ finalmente arrivato il Natale e a casa di Davide fervono i preparativi. La mamma ha comprato molti addobbi per rendere la casa più festosa, il papà come ogni anno ha pensato al presepe, invece Davide e il fratellino si sono occupati dell’albero.
La casa è piena di luci e colori, ma anche negli animi dei familiari c’è serenità e una gran voglia di festeggiare un nuovo Natale.
Davide solitamente mette da parte, nei mesi precedenti, i soldi per comprare dei ben regali. Anche quest’anno ha raccolto un buon gruzzoletto che gli permetterà anche di farsi un regalo da solo. I giorni passano veloci fino all’arrivo del 24 dicembre.
Quel giorno la mamma si svegliò presto per cominciare a cucinare e tutti le diedero una mano per preparare i deliziosi piatti del cenone.
Solo Davide non partecipò agli ultimi preparativi per la serata, perché come al solito, per fare i regali, si è ridotto all’ultimo giorno.
Le strade e i negozi erano affollatissimi per lo shopping dell’ultimo minuto e Davide stava impiegando molto tempo, tra una fila e l’altra, per fare le sue spese. Ad un certo punto si rese conto che stava cominciando a far tardi, affrettò il passo e si avviò verso l’ultimo negozio per fare un regalo anche al fratellino. Mentre camminava, a passo svelto, gli rimbombava nella mente la voce della mamma “mi raccomando alle 8.00 saremo tutti a tavola”. Ma, ecco che arrivò davanti alla vetrina del negozio di giocattoli che stava cercando. Stranamente invece di concentrarsi sui mille giochi esposti, la sua attenzione venne rapita da un vecchio signore vestito di stracci, seduto a terra accanto alla vetrina. Davide aveva sentito parlare tante volte dei barboni, anche a scuola, sapeva che erano persone povere e abbandonate, ma non ne aveva mai visto uno. Quell’uomo poi aveva uno sguardo particolarmente triste che contrastava con le luci, il frastuono, l’allegria che gli stava attorno.
Davide non riuscì più a pensare al regalo per il fratellino, perché gli venne in mente che il più bel regalo che poteva portare a casa era un altro. Convinse quel signore malandato a seguirlo e quando bussò alla porta di casa venne accolto con gran stupore. Azzittì i familiari con decisione ed esordì dicendo: “Prima che possiate fare commenti voglio scusarmi per il ritardo e spiegarvi il mio gesto. Mi avete sempre insegnato ad essere generoso e ad amare il prossimo e quando ho visto il signor Enrico, così solo in un giorno di festa, ho pensato che fosse arrivato il momento di mettere in atto quegli insegnamenti. Noi abbiamo molte cose da mangiare che possiamo dividere con lui. Anche la nostra felicità è abbastanza da essere condivisa, almeno per una sera, con una persona abbandonata. A volte, fare un regalo significa farsi un regalo, e a noi basta aggiungere un posto a tavola”. Concluso il discorso di Davide, la madre non esitò a prendere un’altra sedia e la serata continuò in allegria.

 

Gaetano Franzese

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