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Certificati fuorilegge

marzo 9, 2001 12:00 pm

Diventano un ricordo gli attestati che costringevano i cittadini a file e spese negli uffici pubblici Addio vecchio certificato. Dal 7 marzo scorso nessun impiegato delle amministrazioni e dei servizi pubblici – per intenderci regioni, comuni e province, aziende municipalizzate, Enel, Poste, Rai, Telecom, Ferrovie dello Stato, Autostrade – potrà azzardarsi a pretendere qualsiasi tipo…

Diventano un ricordo gli attestati che costringevano i cittadini a file e spese negli uffici pubblici

Addio vecchio certificato. Dal 7 marzo scorso nessun impiegato delle amministrazioni e dei servizi pubblici – per intenderci regioni, comuni e province, aziende municipalizzate, Enel, Poste, Rai, Telecom, Ferrovie dello Stato, Autostrade – potrà azzardarsi a pretendere qualsiasi tipo di certificazione in tutti i casi in cui si possa far ricorso all’autocertificazione. Anche i provvedimenti disciplinari, in caso contrario, non sono irrilevanti: infatti, in caso di richiesta del certificato, l’impiegato rischia una condanna per violazione dei doveri d’ufficio. La fine del certificato e’ stata decretata dal Testo Unico sulla documentazione amministrativa pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale. Vita più facile, dunque, per i cittadini, che non dovranno più sottoporsi alle estenuanti attese cui erano abituati per ottenere un atto di nascita o uno stato di famiglia: con la certificazione “fai da te” sarà sufficiente non dichiarare il falso, pena la denuncia all’autorità giudiziaria e la perdita degli eventuali benefici ottenuti con l’autocertificazione. In prospettiva, l’obiettivo dovrebbe essere quello di abolire la stessa autocertificazione, grazie all’introduzione della carta d’identità elettronica e al collegamento telematico tra le varie amministrazioni pubbliche. Resta inteso che tutti i cittadini sono nel pieno diritto di richiedere alle amministrazioni la produzione dei certificati.

Chi deve sempre accettare l’autocertificazione

  • Le pubbliche amministrazioni
  • I servizi pubblici, cioè le aziende che hanno in concessione servizi come i trasporti, l’erogazione di energia, il servizio postale, le reti telefoniche. Tutte queste aziende (Municipalizzate, Telecom, Rai, poste, FS, Autostrade) sono tenute ad accettare inderogabilmente l’autocertificazione).
  • E’ importante ricordare che le domande e le dichiarazioni da presentare alle pubbliche amministrazioni possono essere inviate anche per fax, allegando la fotocopia di un documento d’identità, e per e-mail, ma solo potendosi identificare con la nuova carta d’identità elettronica, in distribuzione nelle principali città italiane dal mese di marzo 2001.

Chi non è tenuto ad accettare l’autocertificazione

  • Le aziende e le società private. Le banche, le assicurazioni, e le imprese sono state invitate ad accettare l’autocertificazione, ma possono anche non farlo, e quindi continuare a esigere la produzione di certificati.
  • I Tribunali non sono tenuti ad accettare l’autocertificazione.
  • I certificati medici non possono essere sostituiti dall’autocertificazione.

Tutti i certificati che non potranno più essere richiesti

  • Nascita.
  • Residenza.
  • Cittadinanza.
  • Godimento dei diritti civili e politici.
  • Stato di celibe, coniugato, vedovo, stato libero.
  • Stato di famiglia.
  • Esistenza in vita.
  • Nascita del figlio, morte del genitore, del coniuge, etc.
  • Tutti i dati contenuti nei registri di stato civile.
  • Iscrizioni in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni.
  • Appartenenza a ordini professionali.
  • Titoli di studio, esami sostenuti.
  • Reddito, situazione economica, assolvimento di obblighi contributivi.
  • possesso e numero di codice fiscale, di partita Iva e tutti i dati contenuti nell’anagrafe tributaria.
  • Stato di disoccupazione, qualità di pensionato e categoria di pensione.
  • Qualità di studente.
  • Qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili.
  • Iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo.
  • Tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio.
  • Non aver riportato condanne penali e non aver procedimenti penali in corso.
  • Non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e non aver presentato domanda di concordato.
  • Vivere a carico di qualcuno.

In Rete:
Guida all’autocertificazione

 

Giancarlo Strocchia

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