

Pasqua è arrivata con il suo prezioso carico di tradizioni religiose e culinarie, con le campane festose a portare via il silenzio della lunga Quaresima e con i segni della primavera ormai inoltrata con gli alberi e campi vestiti di mille colori. Pasqua è anche la festa delle uova, simbolo universale ad indicare la rinascita dell’umanità intera e per il cattolicesimo la Resurrezione di Gesù. I bambini, però, amano l’uovo soprattutto per il cioccolato perché finalmente ne possono mangiare giustificati dalla festa. Considerato che ogni bambino riceve più di un uovo, tra genitori, nonni e zii, il rischio è che arriva in casa un bel carico di zucchero.
L’uovo di cioccolato equivale alla Pasqua, così come la colomba che è il simbolo della pace. Ma i dolci tipici di questo periodo sono tanti altri, meno commerciali ma irresistibilmente golosi come ad esempio la pecorella di pasta di mandorle farcita di marmellata, tipico delle regioni del Sud Italia. Altrettanto delizioso è il casatiello, sempre del sud, un dolce a pasta lievitata dall’aroma di limone e coperto di glassa croccante. In Sicilia le famose cassate siciliane a base di ricotta e pasta di mandorla, mentre in Sardegna sono tipiche le pardulas, cestini di pasta frolla farciti di ricotta e uvetta, al profumo di limone. Risaliamo un po’: in Umbria si può gustare la ciaramicola, una ciambella ricoperta di glassa croccante. In Toscana la pasimata, all’aroma di arancia e anice, mentre in Emilia si preparano i piadot, dolci di farina bianca e gialla. In Lombardia si gusta il bussolano, una ciambella con Marsala, mentre in Veneto si addolcisce il palato la fugassa, una focaccia dolce molto lievitata.
Ovunque si decida di trascorrere i giorni di Pasqua, in fatto di dolci della festa c’è solo l’imbarazzo della scelta. Purtroppo, queste golosità hanno anche un apporto calorico, quindi zuccheri, non indifferente: l’uovo di Pasqua apporta oltre 550 calorie per 100 grammi, che aumentano nel cioccolato bianco, o con granella di mandorle. La colomba apporta almeno 400 calorie per una fetta, così come le varie ciambelle o focacce. La pasta di mandorla supera le 480 calorie per 100 grammi. Il rischio di esagerare con gli zuccheri è reale e non solo nei giorni della festa: spesso i dolci a disposizione sono così tanti che riempiono le dispense per qualche settimana, un po’ come a Natale e con questi arrivano anche i chili in più. Un bel rischio per i bambini, soprattutto se sono già un po’ rotondetti, ma anche per mamme e papà, che oltre alla ciccia possono vedere salire il livello di trigliceridi e la glicemia. I piccoli, inoltre, corrono il rischio di avere l’acetone: la formazione, nell’organismo, dei corpi chetonici, dovuti all’ingestione dei troppi grassi.
Per godersi la Pasqua in dolcezza, è sufficiente seguire semplici accorgimenti. Non è necessario negare un pezzo di cioccolata o una fetta di colomba a nostro figlio, è sufficiente ridurre l’apporto calorico nel resto del pasto, limitando altri zuccheri e preferendo verdure e proteine del pesce. I dolci tipici possono anche essere consumati per colazione, quando il metabolismo è più veloce e il consumo delle calorie è assicurato. Oppure, se ci siamo gustati un vero e proprio pranzo di Pasqua completo, ritardiamo l’assaggio del dolce a metà pomeriggio accompagnato da una tazza di tè. Alternativa per bruciare gli zuccheri approfittando anche del bel tempo: fare un giro in bici, una bella corsa, una lunga passeggiata o giocare tutti insieme su un prato in un parco. Un piccolo particolare da non dimenticare: le buone abitudini vanno mantenute tutti i giorni dell’anno.
Giorgia Andretti