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Bambini e tecnologie

Mentre l’Italia si conferma in testa alla classifica nel rapporto cellulari/minori, l’Europa si interroga sui rischi

Secondo i dati diffusi recentemente da Eurobarometro, un’agenzia di sondaggi della Commissione europea, il 70% dei ragazzi tra i 12/13 anni ed il 23% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni possiede un telefono cellulare. Il primo posto di questa classifica europea spetta all’Italia, dove il 50% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni possiede un telefonino. E dai 14 anni in poi, conferma lo studio di Eurobarometro, ce l’hanno praticamente tutti. Si tratta di un record europeo di cui non c’è probabilmente molto di cui vantarsi e che solleva, nel nostro Paese più che negli altri, una questione “sicurezza”.

I cellulari e la questione “sicurezza”
Insieme all’aumento esponenziale di bambini e ragazzi che utilizzano il telefonino è cresciuto, in forma spettacolare, anche il numero delle funzioni degli apparecchi stessi. Oltre ai messaggi, le ultime generazioni di telefoni cellulari permettono l’invio e la recezione anche di foto e filmati «fatti in casa» i cui contenuti non sempre sono legali e/o adatti ai minori, con conseguenti rischi per la tutela della loro vita privata. In questo senso sono già stati denunciati casi di “seduzione di minori”, cioè tentativi da parte di uno sconosciuto di “diventate amico” di un bambino al fine di incontrarlo, oppure casi di bullismo con l’invio, tra bambini, di messaggi e foto offensive e compromettenti. Senza nulla togliere all’importanza che la telefonia mobile rappresenta per lo sviluppo delle economie e delle società europee, è però necessario, anche in questo ambito, garantire la tutela dei minori.

L’impegno della Commissione Europea
Per questo la Commissione europea per la società dell’informazione e dei media ha lanciato una consultazione pubblica sui potenziali rischi legati all’utilizzo dei telefoni cellulari da parte di bambini e ragazzi. Chiamate a partecipare a questa consulta tutte le parti interessate: associazioni di genitori, organizzazioni per la tutela dei minori e dei consumatori, operatori di reti mobili, fornitori di servizi, fabbricanti di telefoni e di reti. L’obiettivo è quello di raccogliere informazioni e pareri delle varie parti interessate sui tipi di rischi che corrono i bambini quando utilizzano i servizi di contenuti mobili, fare una verifica sulle soluzioni tecniche e le normative già esistenti ma, soprattutto, sulle azioni previste per il futuro a livello europeo. La Commissione spera che un dibattito a questo livello possa portare all’istituzione di un sistema di autoregolamentazione comune a tutta l’Unione europea. La consultazione in atto, la cui conclusione è previste per fine ottobre, fa però parte di un progetto ben più vasto – avviato un anno fa dal “Forum per un Internet più sicuro e a misura di minore” – che ha come obiettivo quello di mettere a disposizione dei genitori e degli insegnati le conoscenze e gli strumenti necessari per garantire un utilizzo senza rischi di Internet da parte dei minorenni. Per questo impegno a combattere i contenuti illegali e nocivi, che possono circolare attraverso la Rete web internazionale e la telefonia mobile, l’Unione europea ha stanziato 45 milioni di euro.

 

Marina Zenobio

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