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Allattare fa bene… alla mamma

Agosto 12, 2002 12:00 pm

Una ricerca conferma che nutrire direttamente il bambino diminuisce il rischio di tumore alla mammella Allattare al seno fa bene alla mamma. Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Lancet e firmata da un gruppo di epidemiologi dell’Università di Oxford, conferma infatti che non solo la gravidanza, ma anche l’allattamento aiuta ad aumentare le difese contro…

Una ricerca conferma che nutrire direttamente il bambino diminuisce il rischio di tumore alla mammella

Allattare al seno fa bene alla mamma. Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Lancet e firmata da un gruppo di epidemiologi dell’Università di Oxford, conferma infatti che non solo la gravidanza, ma anche l’allattamento aiuta ad aumentare le difese contro il tumore alla mammella. L’indagine si basa su 47 studi epidemiologici che hanno coinvolto circa 150 mila donne in 30 diversi paesi del mondo occidentale. Il complesso lavori di ricerca e di analisi ha coinvolto 50 mila donne che avevano avuto un tumore al seno e 97 mila totalmente sane. Dallo studio è emerso che le donne che avevano avuto un tumore avevano avuto in media meno figli delle seconde e che il 29% di esse non aveva mai dato il latte ai figli contro il 21% delle altre. Inoltre è emerso che le donne con tumore al seno avevano allattato per periodi inferiori (quasi la metà) rispetto alle altre.
Secondo gli studi condotti è stato calcolato che il rischio del più diffuso tumore tra le donne diminuisce del 4,3% per ogni anno di allattamento, percentuale che va addizionata al 7% di diminuzione per ogni figlio. Tutti i rischi potrebbero diminuire del 50% se le donne avessero più figli e se li allattassero molto più a lungo.

Una ricerca che parte da lontano
Uno dei curatori dello studio pubblicato su Lancet, Gillian Reeves, ha detto che è impossibile immaginare che le donne ritornino a standard di cento anni fa per quanto riguarda il numero dei figli, tuttavia sarebbe sufficiente che la durata dell’allattamento aumentasse in media di sei mesi per avere una diminuzione complessiva dei tumori del 5%. Uno dei primi collegamenti tra allattamento, maternità e tumori al seno era stato fatto dallo studioso italiano Bernardino Ramazzini, il padre della moderna medicina del lavoro, il quale nel 1700 aveva riscontrato in un gruppo di suore di Padova che la percentuale di tumori tra loro era più alta della media. E aveva attribuito il fatto alla mancanza di gravidanze. E dopo la pubblicazione del trattato del Ramazzini “De Morbis Artificium Diatriba” un altro studio italiano del 1843 aveva confermato che le suore registravano una maggiore percentuale di tumori al seno.

Gli obiettivi della ricerca futura
Mentre fino all’inizio del ventesimo secolo, ed in molti paesi fino all’ultimo dopoguerra, allattare era una cosa assolutamente comune ed era socialmente accettato (era più scandaloso mostrare una caviglia), con la scoperta del latte artificiale era cominciato un lento distacco diventato poi una moda negli anni 60 e 70, per ricrescere poi lentamente parallelamente con l’approfondimento della conoscenza dei benefici che questo portava per i figli ma anche per le mamme. Il prof. Valerie Beral, che ha guidato il gruppo di studiosi, ha rilevato che si tratta “di un importante passo avanti” nella conoscenza del tumore alla mammella. Si tratta ora di trovare la chiave del meccanismo biologico che è all’origine e vedere se gli scienziati saranno in grado di riprodurre gli effetti protettivi.

In Rete:
La Leche League

 

Matteo De Matteis

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