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Giovani e… fumatori

febbraio 21, 2002 12:00 pm

Cresce il vizio della sigaretta nella fascia d’età tra i 14 ed i 16 anni: 33 % tra i maschi, 69,7% tra le femmine Il morbo del tabacco nasce tra gli adolescenti e si propaga nell’età adulta, ma tra i giovanissimi il fenomeno è in netta crescita in tutta Europa: in Italia, secondo i dati…

Cresce il vizio della sigaretta nella fascia d’età tra i 14 ed i 16 anni: 33 % tra i maschi, 69,7% tra le femmine

Il morbo del tabacco nasce tra gli adolescenti e si propaga nell’età adulta, ma tra i giovanissimi il fenomeno è in netta crescita in tutta Europa: in Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il 1993 e il 1999 si è verificato un netto incremento del vizio nelle fasce di età 14-16 anni e 17-19 anni. Tra i giovani maschi la crescita è stata del 33% nel primo gruppo e del 26% nel secondo, ma tra le giovani è stata del 69,7% e del 40%.
Si tratta di un fenomeno definito dall’Organizzazione mondiale della Sanità preoccupante, contro il quale il ministero della salute e l’organizzazione dell’Onu concentreranno i loro sforzi nel prossimo piano sanitario 2002-2004 e nella Conferenza di Varsavia (da dopodomani) dove 48 Stati Europei prepareranno la convenzione mondiale contro il tabacco.
“Alcuni dei nostri obiettivi prioritari – ha spiegato il sottosegretario alla salute Antonio Guidi in una conferenza stampa nella sede dell’Oms italiana – sono la diminuzione del numero dei fumatori e soprattutto la diminuzione del numero degli adolescenti che cominciano a fumare”.
Secondo Roberto Betollini, direttore del Centro Oms ambiente e salute, “è dai 14 ai 20 anni l’età veramente critica dove il vizio di fumare comincia come costume sociale, indotto dalle pressioni dell’ambiente esterno a cui contribuisce in primo luogo l’industria”.

Secondo una indagine internazionale condotta tra i giovani di 30 paesi risulta che in Italia si sta evidenziando il “fenomeno del sorpasso”: se fino a circa 5 anni fa la percentuale dei ragazzi fumatori era maggiore rispetto a quella delle ragazze, oggi l’andamento di crescita di queste ultime nelle fasce di età 15-16 anni ha subito una forte accelerazione fino a superare la percentuale dei ragazzi fumatori (28% tra le ragazze e 24% tra i ragazzi). Ma è in particolare tra i 14 e i 16 anni, secondo gli esperti dell’Oms, che si verifica l’incremento maggiore del fumo tra gli adolescenti, in significativa corrispondenza con il passaggio dalle scuole medie inferiori alle medie superiori. Stessa progressione si registra a livello europeo, ma con una graduale riduzione della distanza tra ragazze e ragazze (29% e 25%); inoltre si registra un netto cambio generazionale rispetto a 5 anni prima: tra il 1997 e il 2001 la percentuale di ragazze fumatrici è salita al 25.5% rispetto ad una media del 21.5% delle loro madri; dunque nel giro di pochi anni è lecito attendersi un conseguente incremento della percentuale delle donne adulte fumatrici.

“Il fenomeno della globalizzazione del tabacco tra i giovani è davvero preoccupante – ha spiegato Bertollini e anche a livello mondiale le differenze tra occidente e oriente sono minime”. Secondo i dati dell’Oms l’impatto sulla salute dei danni del fumo è enorme: il 15% dei decessi in Europa è attribuibile al fumo; il 28% dei morti per tumore, il 12% dei morti per malattie cardiovascolari. Per non parlare delle ripercussioni economiche per il servizio sanitario nazionale: secondo Piergiorgio Zuccaro dell’Istituto Superiore di Sanità i costi ospedalieri di un solo anno attribuibili ai danni del fumo ammontano a 10.000 miliardi di lire, a causa di 1 milione e 800 mila ricoveri (12 milioni di giornate, con un costo medio a ricovero di 5 milioni). E di tutti i ricoveri il 14% è legato alle conseguenze del fumo.

 

Matteo De Matteis

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