prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

L’Epifania ed il valore dei doni: i Re Magi e la Befana

2 Gennaio, 2020 1:00 pm

L’Epifania è la festa che tutte le altre si porta via, ma proprio per questo dolce e malinconica aiuta a riscoprire il valore delle cose semplici e del piacere dello stare insieme

Dopo la trepida gioia dell’attesa, la sorpresa dei mille regali, i cenoni e i festeggiamenti di Capodanno, ecco in arrivo l’Epifania, la festa a conclusione del lungo periodo di festeggiamenti natalizi. Una festa che porta in sé un po’ di tristezza, perché di solito il giorno successivo la vita riprende il suo cammino tra ritorno a scuola o al lavoro. Eppure è una festa da rivalutare e vivere con serenità: proprio perché è l’ultimo giorno delle lunghe vacanze invernali.

La leggenda della Befana

La Befana è raffigurata come una vecchiata, un po’ arcigna ma simpatica e la sua festa si celebra il giorno in cui tradizionalmente i Re Magi arrivarono ad omaggiare Gesù Bambino. Esiste una leggenda le cui origini si perdono nel tempo. Si racconta che, pochi giorni dopo la nascita di Gesù, i Magi si fermarono in un villaggio vicino a Betlemme per riposare. Raccontarono che stavano andando a trovare un nuovo Re e invitarono gli abitanti del paese a seguirli. Tutti quanti andarono con i Magi, uomini, donne e bambini tranne una vecchietta molto scettica, che rimase a casa a spazzare la casa, vestita com’era di stracci. In seguito la vecchina si pentì, mise in un sacco qualche povero dono che aveva in casa, un po’ di frutta e qualche biscotto e con ancora la scopa in mano corse dietro agli altri. Troppo tardi: non riuscì a raggiungerli e quindi non trovò mai Gesù Bambino. Da allora, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, la vecchina con la scopa, vestita di stracci e in mano un sacco con pochi, semplici doni, gira per tutte le case del mondo, alla ricerca del Bambino.

Una tradizione mediterranea

Questa simpatica storia è un tentativo, nato nel tempo, di unire la tradizione cristiana dei Re Magi con i racconti pagani-mediterranei legati al culto della terra e della fertilità. In antichità si veneravano divinità femminili adulte, legate al culto della terra, della natura e della fertilità che nelle notti successive al solstizio di inverno si aggiravano per i campi, distribuendo frutti, erbe e sementi. La notte più lunga dell’anno, il 21 dicembre, è infatti passata e si allungano le giornate, quindi il ruolo di queste donne era propiziare l’arrivo della bella stagione. La dodicesima notte dopo il Natale si celebravano la morte e la rinascita della natura, personificata dalla figura pagana di Madre Natura che, proprio la notte del 6 gennaio, volava per i cieli con una scopa sotto l’aspetto di una megera benevola, distribuendo frutti a tutti. Queste affascinanti tradizioni si sono riunite nella tradizione della Befana, il cui nome è una storpiatura di Epifania, che divenne prima Befanìa, poi Befana appunto. Ed è una tradizione completamente mediterranea, tanto è vero che solo nel nostro paese si festeggia la vecchina sulla scopa.

La Befana, una festa sulla quale riflettere

Il 6 gennaio quindi è importante focalizzarsi più su queste tradizioni che sugli ennesimi regali: Babbo Natale ne ha già portati così tanti! Insegniamo ai bambini il piacere di ritrovarsi insieme, nel calore della propria casa prima della impegnativa ripresa della scuola. Riflettiamo sul significato dei piccoli doni, di solito un libro, qualche dolcetto, un paio di guanti in più. Poca cosa rispetto a quelli avuti il 25 dicembre, ma forse proprio per questo più significativi. Facciamo riflettere i piccoli sulla bellezza di gioire con il poco, con un libro da sfogliare avvolti in una copertina, con un dolcetto da assaggiare dopo una giornata all’aperto a giocare, oppure dopo aver visitato un museo con la famiglia, o visto un bel film. Condividiamo con i bambini il piacere di fare un gioco di società insieme agli amici, perché il ricordo più prezioso che lasciano Gesù Bambino e i Magi, la Befana o Babbo Natale è l’amore per la propria famiglia e gli amici.

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI