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A gennaio si festeggia il Natale dei Cristiani ortodossi

2 Gennaio, 2020 10:00 am

Se in Occidente il 6 gennaio tutte le feste finiscono, in Russia e altre zone dell’Est Europa tutto deve ancora cominciare: il Natale ortodosso si celebra il giorno dopo l’Epifania

Nei paesi cristiani cattolici i festeggiamenti natalizi volgono alla fine, ma nei luoghi dove si professa la fede ortodossa tutto deve ancora iniziare e i bambini stanno vivendo proprio in questi giorni la gioia dell’attesa. Se da noi in occidente con l’Epifania si conclude il lungo periodo dei festeggiamenti natalizi, nei paesi cristiani d’Oriente, vale a dire  gli ortodossi, tutto deve ancora iniziare. Infatti, il Natale ortodosso viene celebrato il 7 gennaio. La chiesa ortodossa segue ancora il calendario giuliano, formulato da Giulio Cesare e non quello introdotto nel 1582 da papa Gregorio XIII.

I festeggiamenti dopo il digiuno

Per preparare la mente e il cuore al Natale, nei paesi ortodossi si osserva un periodo di quaranta giorni di digiuno, in parte simile alla Quaresima che da noi precede la Pasqua. Non è un digiuno completo: il mercoledì e il venerdì si devono evitare le carni e i cibi grassi e gustosi, limitandosi al pesce. La Vigilia di Natale l’unico alimento consentito è il cibo socivo, ossia grano lesso e frutta. Il digiuno si conclude la sera della vigilia, con la messa che viene celebrata all’apparire della prima stella: i fedeli recitano preghiere e intonano canti mentre il sacerdote celebra la benedizione di pane, grano, vino ed olio. Alla fine della Liturgia vengono cantati inni di Natale e in chiesa viene portata in processione l’icona di Natale e una candela accesa che simboleggia la Stella Cometa. Infine i fedeli ricevono la benedizione con l’olio santo e si consuma tutti insieme il pane in condivisione.

Simboli antichi e tradizionali

I simboli del Natale sono particolari, antichi, più legati alla tradizione dei primi cristiani, diversi rispetto ai nostri: ghirlande, pesci, pecorelle compaiono nelle case e nelle chiese, come secoli fa comparivano nelle catacombe. Non si addobba l’albero e non si allestisce il presepe: l’albero di Natale fu introdotto nell’ottocento, mentre il presepe secondo la tradizione fu creato per la prima volta da San Francesco, mentre la chiesa ortodossa si rifà a una cristianità molto più antica e semplice. Nelle città più grandi della Russia, però, stanno facendo la loro comparsa i primi alberi di Natale soprattutto negli hotel e nei centri commerciali, frequentati da una clientela internazionale. Una sorta di Babbo Natale però esiste nei paesi dellìEst: è Nonno Gelo, un vecchio signore burbero ma gioviale, con una lunga barba bianca, vestito solitamente di blu o di bianco, i colori del freddo. Accompagnato da Babuschka, una figura femminile rappresentata a volte come una bambina, altre volte come una vecchina simile alla Befana, porta dolci e doni ai bambini buoni, su una slitta. Il pranzo di Natale è robusto e appetitoso, a base di carne, formaggi, dolci e bevande forti, per combattere il freddo. La porta di casa viene lasciata aperta, per permettere ai poveri di entrare consumare cibi al caldo e tra amici: una bellissima tradizione alla quale ispirarsi.

Giorgia Andretti

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