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Italia: primato in Europa per morti da polveri sottili

Novembre 19, 2019 10:00 am

Il nostro paese ha il triste primato dei decessi per malattie legate all’inquinamento. Le generazioni più giovani sono a rischio: proviamo a mettere in atto difese per i nostri bambini

Le morti premature, causate dall’esposizione alle polveri sottili, solo nel 2016 sono state ben quarantacinquemila seicento, il dato peggiore in Europa. Il risultato è uno dei dati di un’analisi pubblicata sulla rivista The Lancet a proposito dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, condotta da trentacinque università. Il particolato PM2.5 è un elemento di piccolo diametro, ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell’atmosfera: essendo micro possono penetrare fin negli alveoli polmonari e potenzialmente passare nel sangue. Gli esperti hanno stimato per l’Europa duecentottantuno mila morti premature per esposizione alle PM2.5. In pericolo è soprattutto la salute dei bambini e dei neonati, più esposti perché hanno il sistema immunitario e respiratorio non ancora del tutto sviluppati, con impatto a lungo termine.

I danni delle polveri sottili

Le polveri sottili: benzene, anidride solforosa e le altre sostanze tossiche presenti nell’atmosfera delle città inquinate, provocano una situazione di infiammazione cronica sui tessuti dell’apparato respiratorio. Molti studi hanno provato che i polmoni di coloro che vivono nelle aree urbane sono maggiormente soggetti a bronchiti croniche, asma, forme allergiche di tipo respiratorio rendendo il substrato respiratorio suscettibile nei confronti degli agenti virali. Anche il freddo, soprattutto di tipo secco, favorisce le infiammazioni, poiché paralizza le ciglia vibratili che ricoprono la mucosa delle vie respiratorie e che hanno la funzione di favorire l’espulsione di polvere e germi. In questo modo le particelle inquinanti, gli allergeni e i virus riescono a penetrare con più facilità fino agli alveoli polmonari. Coloro che sono esposti all’inquinamento possono avere problemi alle vie respiratorie, i più a rischio sono i bambini sotto i sei anni, il loro sistema immunologico è meno allenato, quindi hanno una risposta immunitaria ridotta agli agenti nocivi.

Come difendersi dallo smog

Il consiglio, ovviamente, è cercare di respirare aria pulita. Anche solo un fine settimana fuori città aiuta a ripulire l’apparato respiratorio e il sangue dalle polveri. La montagna è indicata nelle mezze stagioni perché il clima è più rigido, soprattutto per chi soffre di affezioni respiratorie di tipo allergico, perché al di sopra dei 1.500 metri non esistono praticamente allergeni. Il mare è in genere più adatto durante la stagione invernale, perché il clima più mite riduce il rischio di  infezioni virali delle vie aeree. L’aria di collina e di lago è temperata e altrettanto ricca di ossigeno. Insomma, l’importante è stare davvero lontani dall’inquinamento, scegliendo di fare passeggiare nei sentieri o sul lungomare, lontano dalle auto, in un luogo che risulti gradevole e che dia una sensazione di benessere. Inoltre, si deve considerare la possibilità di effettuare il vaccino anti pneumococcico, in grado di prevenire le infezioni serie disseminate, polmonari e non solo. La vaccinazione è raccomandata per i bimbi molto piccoli. Altro consiglio da seguire: non sedare eccessivamente la tosse, è il sistema principe dell’organismo per eliminare il catarro, quindi i virus e le particelle inquinanti.  E’ meglio favorire il ruolo della tosse: spazzina dell’organismo, assumendo liquidi caldi che favoriscano la produzione di muco più morbido e facile da espellere.

Alimentazione e idratazione seconda grande alleata

I polmoni e l’apparato respiratorio si possono difendere anche a tavola, non facendosi mancare due cibi che raggiungono la pienezza dei loro benefici proprio in questo periodo. Si tratta degli agrumi e dei cavoli di tutti i tipi. Arance, mandarini, pompelmi sono ricchi di beta-criptoxantina e vitamina C, il loro ruolo è antinfiammatorio sui tessuti e combattono i danni provocati dai radicali liberi dovuti allo smog. Inoltre, sono ricchi di vitamine del gruppo B e di ferro, che aiutano a utilizzare meglio l’ossigeno. Infine, coprirsi la bocca con una sciarpa è una raccomandazione utilissima per difendere l’apparato respiratorio. Infatti coprendo la bocca si è obbligati a respirare con il naso e questo rappresenta una prima difesa, perché nelle fosse nasali l’aria fredda e inquinata ha più tempo per giungere ai polmoni riscaldata e parzialmente ripulita dagli inquinanti più dannosi.

Sahalima Giovannini

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