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Il cervello umano e sempre più sotto scacco

luglio 29, 2019 10:00 am

Le nuove tecnologie ci hanno regalato progresso e ci guideranno nel curare malattie degenerative e forse ci porteranno su Marte ma sono davvero innocue per il nostro benessere?

La scorsa settimana ho partecipato ad un convengo sull’intelligenza artificiale, a relazionarci su questo delicato argomento è stato il prof. Enrico Prati, fisico e ricercatore presso il CNR di Milano. Indubbiamente le opportunità delle nuove tecnologie sono infinite, ma nello stesso modo infiniti sono i problemi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Si perché, nei nuovi sistemi allo studio, gli umani inseriranno solo le regole del gioco che vogliono sviluppare e sarà il sistema intelligente, pur non avendo conoscenze a priori, ad arrivare all’obiettivo stabilito. Certo è che l’applicazione dell’intelligenza artificiale applicata alla ricerca sulle malattie genetiche o sullo sviluppo di un nuovo farmaco può condurre a dei grossi vantaggi ma, oltre agli hacker tecnologici, pronti ad usare la stessa moneta, possono arrivare delle ricadute negative se parliamo dell’intelligenza umana, ovvero: la memoria e le capacità cognitive stanno andando, inesorabilmente, verso il dimenticatoio.

 

Il cervello umano è sempre più sotto scacco

Gli effetti dell’esposizione prolungata ai nuovi sistemi digitali sono facilmente ritracciabili negli adulti, sono state notate delle cadute di alcune competenze che contraddistinguono l’uomo dagli altri primati. Solo per ricordarne alcune:

  • La concentrazione – è la prima struttura ad essere sotto scacco: l’attenzione è continuamente disturbata dai device, il nostro contesto quotidiano. Pensiamo agli effetti delle notifiche sullo smartphone che inducono a distrarsi da ciò che stiamo facendo, la perdita di attenzione non solo non aiuta la memorizzazione ma rallenta l’ideazione e la logicità del pensiero;
  • La memoria – è una delle strutture psichiche che stiamo utilizzando di meno, è sufficiente toccare un punto dello schermo di un device per richiamare alla memoria immagini, concetti, operazioni matematiche e tanto altro. Purtroppo, l’abitudine di utilizzare la memoria esterna alla nostra naturale, di certo non accresce la nostra intelligenza, anzi lo scarso utilizzo porterà alla perdita della capacità di memorizzazione. Di fatto facciamo lavorare sempre meno le aree cerebrali destinate alla memoria e tutte le strutture collegate; l’utilizzo anche di una sola settimana di internet per il richiamo di informazioni piuttosto che nelle nostre strutture naturali, riduce la connettività funzionale delle aree coinvolte nella formazione della memoria a lungo termine, nello specifico: l‘Ippocampo e il giro temporale;
  • Sviluppo delle relazioni sociali e delle emozioni collegate – l’area cerebrale deputata a questa attività è l’amigdala, una piccola formazione a forma di mandorla situata vicino al lobo temporale. La struttura è implicata nelle emozioni che scaturiscono dallo sviluppo delle relazioni sociali che avvengono vis-a-vis, tanto che oggi si riconosce l’esistenza di una correlazione tra le dimensioni dell’amigdala e l’ampiezza delle relazioni sociali di un individuo. Le relazioni on-line non consentono all’amigdala di svilupparsi allo stesso modo del vis-a-vis.
  • Privacy – il fatto stesso di aprire un contatto su internet, velocemente veniamo catalogati dai software a questo dedicati, la maggior parte dei sistemi sa riconoscere chi siamo, quali sono i nostri gusti, cosa saremo intenzionati a comprare o cosa faremo nel week-end. In pratica i sistemi sanno tutto di noi non solo ciò che si vede ma anche quelle che saranno le nostre intenzioni. Alcuni di questi sistemi sono in grado anche di replicare fedelmente la nostra voce e il nostro volto.

 

Sviluppo celebrale degli adolescenti e internet

Ad oggi non è possibile valutare gli effetti dei vari software sullo sviluppo cerebrale degli adolescenti, soprattutto in considerazione della rapida crescita dei lobi frontali in questo periodo della vita. Non possiamo certo dimenticare che il salto di qualità il nostro sistema cerebrale lo compie durante l’adolescenza con lo sviluppo ulteriore delle aree frontali e il correlato sviluppo delle competenze logico-deduttive.  Secondo Dr.Joseph Firth ricercatore alla Western Sydney University, studioso delle problematiche psichiche in adolescenza così si esprime: – Fino a oggi la maggior parte degli studi su utilizzo internet e cervello sono stati condotti su adulti, e nulla o poco sappiamo sugli effetti che possono essere arrecati sui ragazzini, forti utilizzatori dei media online in una fase cruciale dello sviluppo e dell’affinamento delle abilità intellettuali più elevate.  Uno studio realizzato su 400 ragazzi, forti utilizzatori di Internet e pubblicato da un gruppo di ricercatori giapponesi su Human Brain Mapping, ha mostrato che nei più forti utilizzatori dei device erano stati rilevati alcuni effetti negativi sullo sviluppo del cervello   Un’elevata frequenza di utilizzo è risultata associata a una diminuita intelligenza verbale e a un ridotto incremento di volume di ampie aree del cervello dopo alcuni anni. Si tratta di aree cerebrali correlate allo sviluppo del linguaggio – regione perisilviana sinistra, dell’attenzione e alle funzioni esecutive più elevate e quindi alle emozioni e ai meccanismi di ricompensa – amigdala, della memoria – ippocampo, per il ragionamento – le regioni prefrontali laterali e la manipolazione delle informazioni. Però, sappiamo anche che livelli contenuti dell’uso della tecnologia non causano preoccupazioni così drammatiche.

 

La tecnologia, purtroppo, ha già modificato il modo di funzionare della mente

Si, purtroppo, non è infondata la preoccupazione che la tecnologia fortemente avanzata sia in grado di provocare cambiamenti strutturali di alcune aree cerebrali di coloro che utilizzano i software quotidianamente e per molte ore. E per dirla con il Dr. Firth: “Vi è bisogno di azioni preventive per evitare che ciò avvenga” e proprio per questo motivo è stata attivata la Survey per conoscere il grado di disponibilità   dei genitori ad esporre la privacy dei loro figli on-line.   I risultati saranno la base di un lavoro che porterò al prossimo convegno della SIMA – Società Medicina dell’Adolescenza, che si terrà a Sorrento il prossimo 19 ottobre. Invito tutti voi, con preghiera di diffondere il questionario, a partecipare all’indagine così da avere uno spaccato reale su quali sono i comportamenti dei genitori degli adolescenti di oggi. Concludo con le parole del prof. Enrico Prati: non si può prescindere dall’intelligenza umana e dalla funzione cruciale ricoperta dall’educazione, dalla formazione e dalla ricerca che vede l’uomo protagonista di un cambiamento globale.

 

 Dott.ssa Rosalba Trabalzini

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