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Approvata la legge sul riciclo dei pannolini

maggio 31, 2019 10:00 am

Il Ministro dell’Ambiente ha firmato il decreto: la legge prevede il recupero di migliaia di tonnellate di pannolini. Finalmente la plastica isolante e la cellulosa non inquineranno più

I pannolini per bambini, ma anche gli assorbenti per uso femminile e i pannoloni per chi ha problemi di incontinenza, sono da sempre tra i rifiuti più inquinanti. Con l’approvazione della legge anche l’Italia potrà favorire il recupero e il riutilizzo dei pannolini. Pochi giorni fa è stato infatti firmato il decreto – end of waste – per il riciclo dei PAP: i prodotti assorbenti della persona come i pannolini. Il decreto permetterà di sviluppare un nuovo settore nell’industria italiana creando nuovi posti di lavoro. Grazie a questo decreto sarà possibile recuperare ben novecento mila tonnellate l’anno di rifiuti. I pannolini sono solo il primo step: secondo il Ministro, saranno recuperati pneumatici, carta e cartone, plastiche miste, rifiuti da costruzione e demolizione, tutti avranno una legge ad hoc permettendo a nuove industrie di crescere e svilupparsi, contribuendo in modo efficace al rispetto dell’ambiente e, come si spera, anche del clima.

 

I PAP possono diventare tanto altro

Pannolini e pannoloni riciclati possono essere trasformati in una infinità di prodotti utili e insospettabili: grucce, mollette, sedie di plastica, cartoni da imballaggio industriali e nuovi prodotti assorbenti. Un’azienda del nord Italia lo sta già facendo, ha infatti presentato le proprie lavorazioni a Ecomondo, la fiera dell’ecologico a Rimini. Con duecento ventisette chili di pannolini usati riciclati si può produrre una sedia di plastica. Un oggetto utile, insomma, che contribuirà a ridurre l’impatto ambientale di quasi un milione di tonnellate di rifiuti inquinanti ogni anno. E non è l’unica possibilità: i pannolini usati, una volta sterilizzati e riciclati, possono divenire nuova cellulosa, plastica e polimero super-assorbente, materiali di grande versatilità. Si possono ottenere carta, oggetti per la casa e altri pannolini destinati all’uso personale.

 

I pannolini: i rifiuti più inquinanti

I pannolini di tutti i tipi sono sempre stati tra i rifiuti più difficili da gestire. Impossibile pensare di risparmiare su di essi: un cambio non sufficiente può infatti causare al bambino dermatiti e irritazioni, quindi il cambio dei pannolini deve essere frequente, soprattutto nei primi mesi di vita e si arriva fino a dieci pannolini al giorno. Ciascun pannolino, se non adeguatamente smaltito nell’inceneritore, resta nell’ambiente decine di anni perché non è biodegradabile. I pannolini biodegradabili esistono, ma non sempre rispondono alle esigenze dei consumatori perché trattengono feci e urina in modo meno efficace. I pannolini da lavare in casa possono rappresentare una soluzione, un tempo si chiamavano – i sorrisi – e tra la pelle e la stoffa si inseriva un velo biodegradabile da smaltire nelle condotte del bagno.  Questa pratica richiedeva tempo e lavaggi con acqua ad altissime temperature, detersivi e disinfettanti che hanno anch’essi un impatto ambientale anche se sono tante le mamme che utilizzano i pannolini lavabili.  L’invito è insomma a trovare la soluzione adatta al proprio caso, senza sprecare inutilmente ma senza sacrificare il benessere del bambino. La possibilità del riciclo è una ottima notizia, che apre opportunità positive sotto tutti i punti di vista.

 

Giorgia Andretti

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