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TBC–Tubercolosi la malattia antica torna a colpire

aprile 15, 2019 10:00 am

Vicino a Parma un ragazzino di dodici anni ha contratto la tubercolosi. Il giovanissimo è in buona condizioni di salute, ma è doveroso chiedersi quanto la malattia sia rischiosa

È in buone condizioni di salute il ragazzino di dodici anni di Langhirano, comune vicino a Parma, ricoverato in nel reparto infettivi della Pediatria generale all’Ospedale Maggiore di Parma per una forma di tubercolosi a bassa contagiosità. È il secondo caso nel giro di pochi giorni, dopo quello dell’insegnante di Treviso, il cui batterio silente per oltre trenta anni è tornato a dare i segni dell’infezione tubercolotica attiva. Nel caso del ragazzino, sono state attivate le misure di prevenzione previste e sia la famiglia sia i compagni di classe sono stati sottoposti ai test specifici per individuare eventuali infezioni latenti.

 

TBC – una malattia che a volte torna

La tubercolosi o TBC è causata dal Mycobacterium tuberculosis o bacillo di Koch, un batterio che si diffonde attraverso il contatto con saliva di persona infetta dando luogo alla formazione di tubercoli, noduli infiammatori che compaiono in molti organi, febbre, stanchezza e tosse. Il risultato del contagio dal batterio è un’infezione cronica e progressiva con un periodo di latenza, ad esserne colpiti sono soprattutto i polmoni il cui corollario di sintomi sono: tosse  produttiva, dolore toracico, difficoltà nella respirazione e febbricola persistente. Nei bambini la malattia primaria può diffondersi alle vertebre, causando il morbo di Pott, infezione della colonna vertebrale, oppure alle epifesi delle ossa lunghe: la TBC delle ossa e delle articolazioni. Secondo gli esperti una persona, nel corso della vita, ha una probabilità su quattro di entrare in contatto con il bacillo di Koch responsabile della malattia. Se il contatto si verifica, è difficile ammalarsi perché una buona salute, un’alimentazione corretta e una vita sana costituiscono una valida protezione. A rischiare la malattia sono soprattutto le persone con malattie croniche in atto o che assumono farmaci per sopprimere l’attività del sistema immunitario. Il contagio comunque non è semplice: è necessario vivere a stretto contatto con un individuo portatore per correre il rischio di ammalarsi. Il problema è che il batterio resiste agli antibiotici: la Mdr-Tbc o Tubercolosi multi resistente infatti resiste a rifampicina ed isoniazide, un tempo validi antitubercolari.

 

Come difendersi dalla tubercolosi

Per contenere la diffusione della malattia la vaccinazione è un possibile rimedio, purtroppo la vaccinazione non è indicata su larga scala ma solo a soggetti a rischio o tra gli operatori sanitari. Ovviamente è importante fare la diagnosi di malattia il prima possibile, ovvero quando ancora non è virulenta, quindi non contagiosa. Il modo più rapido, efficace e sicuro per avere una diagnosi è il test di Mantoux,  chiamato anche intradermoreazione alla tubercolina. Si effettua un’iniezione intradermica nell’avambraccio di una piccola quantità di tubercolina, una sostanza innocua in grado di stimolare una reazione cutanea. Questo test un tempo veniva effettuato nelle scuole, oggi si effettua solo nelle popolazioni a rischio e che vivono in condizioni di sovraffollamento e in condizioni igienico sanitarie inadeguate. Ed è possibile anche una forma di prevenzione, somministrando isoniazide, il farmaco specifico per contrastare la TBC, a dosi controllate dal medico. Per combattere il rischio di infezione o per evitare che il virus latente acquisisca virulenza è importante nutrirsi in modo adeguato, vivere molto all’aperto ed evitare gli ambienti umidi e in scarse condizioni igieniche, prendendosi cura della propria salute in caso di disturbi improvvisi.

 

Giorgia Andretti

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