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A Milano Sant’Ambrogio anticipa il Natale

dicembre 6, 2018 10:00 am

I festeggiamenti di Natale nel capoluogo lombardo iniziano con il primo week-end natalizio, la ricorrenza del patrono di Milano Sant’Ambrogio e la celebrazione dell’Immacolata.

L’aggettivo ambrosiano, l’equivalente di milanese arriva direttamente da Sant’Ambrogio, vissuto nei primi secoli della cristianità proprio a Milano, dove fu vescovo. Oggi è ricordato come Dottore della Chiesa, con una splendida basilica antica che conserva le sue spoglie e con la celebrazione il 7 dicembre, subito prima della festa della Madonna Immacolata. Sant’Ambrogio, insieme al Duomo e al panettone  è uno dei segni distintivi di Milano nel mondo.

 

Sant’Ambrogio avvia il periodo delle feste a Milano

Il giorno di Sant’Ambrogio iniziano i preparativi nelle case milanesi per le feste invernali, con l’addobbo dell’albero e del presepe. Molti milanesi, in realtà, approfittano di un lungo ponte per le prime sciate, se le cime dei monti sono già imbiancate dalla neve. Un’altra celebrazione importante, questa volta mondana, è la Prima alla Scala, atteso appuntamento più per chi ama mettersi in mostra con mise originali per i veri intenditori dell’opera lirica. Ancora, al santo di Milano si deve il carnevale allungato, chiamato appunto ambrosiano, il carnevale si celebra una settimana più tardi rispetto al resto d’Italia. Anche il rituale della Messa è differente rispetto a quello della Chiesa romana. Insomma, Ambrogio rappresenta la differenza per Milano.

Sant’Ambrogio aveva una voce dolce come il miele

E pensare che Ambrogio non era nemmeno di origine milanese. Aurelio Ambrogio era nato a Treviri, in Gallia, oggi Germania, da una famiglia nobile, di religione cristiana. Era il 340 dopo Cristo. La leggenda vuole che il piccolo Ambrogio, un giorno dormisse nella sua culla all’aperto e uno sciame di api entrò nella sua bocca, per poi uscirne senza averlo nemmeno punto una volta. Il padre esclamò che un tale prodigio indicava che il bambino sarebbe divenuto un grande uomo. E così fu: Ambrogio studiò retorica a Roma e già allora si racconta che riuscisse a convincere gli animi della gente per una voce dolce come il miele  di quelle api che non lo avevano ucciso. Per questo motivo Sant’Ambrogio è anche venerato dagli apicoltori. Giunse a Milano in un periodo di tumulti e fu eletto vescovo per acclamazione popolare. Fu vescovo della città dal 374 fino alla morte, nel 397. Donò i suoi beni ai poveri e seguì una vita ascetica, intensa di studi teologici. Convertì e battezzò sant’Agostino che era giunto a Milano per insegnare retorica.

 

Molte leggende raccontano di Sant’Ambrogio

Ambrogio lottò contro gli ariani e il paganesimo, inventò il canto antifonale: la preghiera cantata in forma di inno, fu precettore dell’imperatore Graziano e osò vietare l’ingresso in chiesa all’imperatore Teodosio che si era macchiato del massacro dei cittadini insorti a Tessalonica. Ai fatti storici si sommano le leggende: camminando per Milano, Ambrogio si imbatté in un fabbro che non riusciva a piegare il morso di un cavallo. Era perché in quel morso c’era un chiodo della crocifissione di Gesù, che il vescovo riconobbe e fece conservare. Ancora oggi si trova nel Duomo. Passeggiando in piazza Sant’Ambrogio, ancora oggi si può vedere una colonna con due fori: sono i buchi delle corna del diavolo, che lottò contro il Santo uscendone sconfitto. Sembra che i fori emanino odore di zolfo e che appoggiando l’orecchio si avvertano i terrificanti rumori infernali.

 

Giorgia Andretti

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