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Funghi selvaggi, attenzione, soprattutto ai bambini

settembre 18, 2018 10:00 am

Si va per funghi? Attenzione: ancora troppe persone restano intossicate cogliendo esemplari che sembrano innocui. Il controllo degli esperti ASL per sapere se sono eduli è necessario

Andar per funghi è uno dei passatempi preferiti di molte famiglie: in autunno, sono molti coloro che si alzano all’alba, per recarsi nei boschi alla ricerca di queste creature, talmente belle e strane che sembra impossibile possano essere dannose. E’ necessaria la massima prudenza: ancora oggi troppe persone rimangono intossicate per aver ingerito funghi velenosi, confondendoli con esemplari innocui. I funghi tossici possono provocare nausea, vomito, aumento della sudorazione, allucinazioni: alcuni esemplari poi mettono in serio pericolo la vita. E’ bene quindi non fidarsi nel mangiare funghi di cui non si conosce bene la provenienza, neppure se questi vengono regalati dall’amico che li raccoglie da vent’anni e che si definisce un grande esperto.

 

Quali sono i rischi dei funghi non eduli

I disturbi che compaiono dopo aver ingerito alcune specie di funghi, sono dovuti alla diffusione nell’organismo delle tossine. Alcune di queste sostanze non sono del tutto dannose: è il caso di quelle contenute nei chiodini, che sono rese inefficaci da una lunga pre-bollitura. Nei funghi velenosi, però, la tossicità rimane anche dopo la cottura: ecco perché è necessario evitare il consumo di questi funghi. Gli esperti suddividono le sindromi da intossicazione in due categorie principali:

  • Le sindromi a breve incubazione sono le meno pericolose. I sintomi compaiono poche ore dopo l’ingestione del fungo tossico;
  • Le sindromi a lunga incubazione. I sintomi dell’intossicazione si manifestano anche alcuni giorni dopo e sono le più pericolose perché possono causare anche la morte.

 

Il controllo deve essere affidato agli esperti

I funghi velenosi sono molto più numerosi di quelli che sono state elencate: ecco perché non ci si deve sentire autorizzati a consumare funghi anche se sono belli e profumati. E’ invece assolutamente necessario far analizzare i funghi raccolti da un ispettore micologo della ASL di zona prima di consumarli o di riporli nel freezer. Attenzione anche a come vengono trasportati: il fungo è un alimento facilmente deteriorabile, è sufficiente che siano lasciati in un sacchetto di plastica per essere immangiabili. Meglio utilizzare quindi un recipiente rigido e aerato. I funghi i selvaggi non andrebbero mai offerti ai bambini, a differenza degli champignon coltivati, perché sono difficilmente digeribili anche se i porcini sono ricchissimi di nutrienti antiossidanti.

 

 

Come comportarsi in caso di intossicazione

Non esiste alcun farmaco in grado di combattere l’azione intossicante dei funghi velenosi: l’unico rimedio possibile è cercare di eliminare le tossine dall’organismo. E’ quindi necessario, in caso di sospetta intossicazione da funghi, recarsi immediatamente al Pronto Soccorso più vicino. Una volta in ospedale, il medico di turno può stabilire se è un’intossicazione da funghi, osservando i sintomi e indagando su quello che la persona ricoverata ha ingerito nelle ore precedenti. Se si sospetta intossicazione, si ricorre al parere di uno specialista tossicologo, che sarà in grado di dare la conferma. Si procede quindi con gli interventi di urgenza, mirati ad eliminare dall’organismo le sostanze tossiche. Se il medico lo ritiene opportuno, si esegue una lavanda gastrica: eliminando i residui alimentari presenti nello stomaco, si riduce l’assorbimento delle tossine da parte dell’organismo. Si somministra poi carbone vegetale, una sostanza che svolge un’azione di assorbimento delle sostanze nocive, che vengono quindi eliminate dall’organismo con le feci. Se l’intossicazione ha procurato vomito e dissenteria, la persona può essere sottoposta a cicli di fleboclisi, necessari per ripristinare la perdita di liquidi subita.

 

Lina Rossi

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