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Campi estivi per obesi

luglio 11, 2003 12:00 pm

Una settimana di sport ed educazione alimentare per imparare a mangiare in maniera sana e corretta Obesità ed eccesso di peso. Sono un problema per il 35% dei bambini italiani complici la vita sedentaria, la televisione e, soprattutto, le abitudini alimentari sbagliate. Correre ai ripari si può e anche senza diete costrittive e privazioni, tanto…

Una settimana di sport ed educazione alimentare per imparare a mangiare in maniera sana e corretta

Obesità ed eccesso di peso. Sono un problema per il 35% dei bambini italiani complici la vita sedentaria, la televisione e, soprattutto, le abitudini alimentari sbagliate. Correre ai ripari si può e anche senza diete costrittive e privazioni, tanto più difficili quando si tratta di bambini. La parola d’ordine, infatti, è imparare a mangiare bene. Come? Affidandosi a specialisti, medici, dietisti e psicologi che, nell’ambito di percorsi biennali, guidano mamme, papà e piccini, alla scoperta dei segreti e dei vantaggi di una corretta alimentazione. E’ quello che succede presso il Centro di Auxologia e Nutrizione dell’Unità operativa pediatrica dell’Ospedale San Liberatore di Atri (Teramo), in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Teramo. Il Centro ha maturato in questo ambito un’esperienza quasi decennale e, per mettere meglio a fuoco le nozioni apprese sul cibo, organizza ogni anno ‘campi estivi per bambini obesi’.

La rieducazione alimentare
Se educare è prevenire, educare è anche il modo migliore per curare. Il problema dell’obesità infantile, infatti, si affronta meglio imparando a correggere le abitudini alimentari sbagliate fin da piccoli. Naturalmente con l’aiuto di specialisti e la presenza di mamma e papà. Ed è proprio su questo concetto di ‘rieducazione alimentare’ che lavorano i programmi proposti dalla Asl di Teramo che impegnano genitori e figli in una serie di incontri sul cibo, fino a culminare nei ‘campi’ estivi in cui i piccoli pazienti in sovrappeso hanno la possibilità di approfondire e mettere in pratica le nozioni imparate insieme agli specialisti. “Nel 95% dei casi – spiega il dott. Mario Di Pietro, primario Pediatra dell’Ospedale di Atri e coordinatore dei campi estivi – l’obesità infantile è essenziale, cioè non dipende da cause organiche, endocrine o genetiche, bensì è il risultato di un’alimentazione sbagliata e della sedentarietà. Spesso – continua – riscontriamo un eccesso di televisione e merendine, e i principali responsabili sono proprio i genitori, per cui è necessario intervenire sul problema con programmi di terapia cognitivo – comportamentale che diano, ai bambini e alle famiglie, informazioni e nozioni su come cambiare il loro stile di vita, alimentare e motorio. L’obiettivo non è il dimagrimento ma insegnare a chi partecipa a ‘prendere buone abitudini’ a tavola, aiutando anche a recuperare fiducia sulla propria possibilità di riuscire a dimagrire”. Si perché, anche se non lo danno a vedere, i nostri figli soffrono nel sentire fare apprezzamenti sulla loro ‘taglia’ e, spesso, la frustrazione di non riuscire a perdere peso apre la strada a farli ancora più voraci. Certo il percorso è lungo e difficile: “La terapia dell’obesità infantile – riprende il dott. Di Pietro – prevede un programma di almeno due anni e vede un alto tasso di abbandono: quasi il 50% dei partecipanti ‘lascia’ perché non ha fiducia nei propri risultati. Per cercare di ovviare a questo si è pensato – continua – ad organizzare dei ‘campi estivi per bambini obesi’, sulla scorta dell’esperienza consolidata dei campi per bambini diabetici”. Non sono ovviamente queste “settimane della salute” che risolvono il problema ma, per i bambini molto in carne, l’esperienza nel gruppo dei pari, dove tutti condividono lo stesso problema, aiuta molto a prendere fiducia in se stessi e limitare l’abbandono che, per i bambini che partecipano ai campi, è di solo il 15% a due anni.

Ginnastica e giochi pasti e spuntini
Indicativamente nella prima settimana di settembre, ogni anno, circa 40/50 bambini tra i 7 e i 10 anni che seguono i programmi della Asl, passano otto giorni nell’agriturismo ‘Il berrettino’, nei dintorni di Atri, in compagnia di mamma e papà per il solo primo giorno. Affidati a specialisti per piccoli gruppi, trascorrono il tempo tra attività sportive, ricreative, giochi ed escursioni, con la giornata rigorosamente scandita da tre pasti principali inframezzati da due spuntini. I menù sono a base di cibi naturali, con tanta frutta e verdura, e tengono conto della stagionalità e della territorialità dei prodotti. Per evitare di cadere in tentazione durante le escursioni il denaro viene consegnato agli istitutori. “I bambini – sottolinea il dott. Di Pietro – non sono affatto sottoposti a privazioni. Non ci sono limiti alle quantità di cibo e non si rinuncia a gelati o alle pietanze che i più piccoli amano di più”. E il risultato è decisamente soddisfacente. “Durante queste settimane, i bambini – riprende Di Pietro – imparano le buone abitudini alimentari, come ad esempio quella di mangiare pesce e verdure, loro autentici ‘nemici’, che poi mantengono una volta rientrati a casa. Inoltre – conclude il medico – imparano a mangiare con regolarità e a scoprire il piacere dell’attività fisica, aiutandosi a vicenda e senza vergognarsi perché hanno tutti gli stessi problemi”.
Per maggiori informazioni: Centro di Auxologia e Nutrizione di Atri: tel. 085/8707360 – 316; fax 085/8707338, e-mail del Dott. Di Pietro: mario.dipietro@alsteramo.it

 

Antonella Valentini

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