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Attenti alle erbe curative

febbraio 13, 2003 12:00 pm

I rimedi naturali non sono innocui e a volte nascondono dei rischi, soprattutto in gravidanza Medicina naturale questa sconosciuta. E’ proprio il caso di dirlo quando, a curarsi con le erbe, sono persone che, senza affidarsi alla guida di un medico esperto, pensano che innocui estratti di qualsiasi genere di pianta, visto che “tanto non…

I rimedi naturali non sono innocui e a volte nascondono dei rischi, soprattutto in gravidanza

Medicina naturale questa sconosciuta. E’ proprio il caso di dirlo quando, a curarsi con le erbe, sono persone che, senza affidarsi alla guida di un medico esperto, pensano che innocui estratti di qualsiasi genere di pianta, visto che “tanto non fanno male”, si possano assumere per curare alcuni disturbi senza preoccuparsi delle conseguenze. In realtà non sempre è così e se intolleranze e allergie sono tra le conseguenze più comuni, a volte dietro innocue “erbe” si celano effetti collaterali che in alcuni casi possono essere gravi. Tanto di più quando ad utilizzare la fitoterapia e ad “autocurarsi” sono le donne in gravidanza o le mamme in allattamento, all’oscuro dei rischi che possono correre e che possono far correre ai loro bebè.

Ciò che è naturale non è innocuo per definizione
“Le sostanze contenute nelle piante, per quanto naturali, hanno – spiega il dottor Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di Medicina naturale della Asl di Empoli e presidente dell’Associazione nazionale medici fitoterapeuti – una loro struttura chimica con sue caratteristiche peculiari e possono fare bene ma anche male”.
Attenzione, allora a usarle indiscriminatamente, pensando che non abbiano effetti collaterali. “Esiste – continua Firenzuoli – una profonda differenza tra l’estratto di una pianta e il principio attivo in essa contenuto e che produce un diverso effetto biologico”. Un esempio? Se l’estratto di valeriana ha una funzione sedativa, i singoli principi attivi contenuti in questa pianta non producono lo stesso effetto. Un altro terreno pericoloso è, poi, quello delle “interazioni – continua lo specialista – tra piante e farmaci tradizionali, oppure degli effetti collaterali provocati da prodotti che mescolano insieme i principi attivi di diverse erbe. Se il funzionamento di molte sostanze naturali è noto – continua Firenzuoli – di numerosissime altre non si conoscono ancora gli effetti biologici e tossicologici”. Premesse che, insomma, devono indurre ad evitare il “fai da te”.

In gravidanza e allattamento aumentare la soglia d’attenzione
Meglio combattere le nausee della dolce attesa con l’agopuntura, che non ha effetti farmacologici e tossici, piuttosto che con lo zenzero, talora utilizzato per questo disturbo. Questa pianta contiene infatti un numero altissimo di sostanze, molte delle quali non note. “Se l’uso dello zenzero – riprende Firenzuoli – è conosciuto da tempo, alcuni studi sulle sostanze in esso contenute hanno dimostrato di produrre delle mutazioni a livello cellulare”. Allo stesso modo, in dolce attesa, vanno evitati gli oli essenziali perché superano rapidamente la barriera placentare, e possono risultare embriotossici.
In allattamento diffidare invece di tutte le tisane miracolose per stimolare la produzione del latte. Qui il rischio, oltre alla mamma, lo corre infatti anche il bebè. “La galega, pianta normalmente contenuta in questo tipo di tisane – riprende Firenzuoli – ha dato ad esempio evidenze tossicologiche negli animali. Per prevenire le coliche gassose nei bebè invece sono molto utilizzate – continua – anche le tisane a base di anice stellato. Ma attenzione a controllare che la sua provenienza sia cinese e non giapponese. In questo secondo caso, infatti, si tratta di una pianta che presenta un alto grado di neurotossicità ed ha provocato crisi convulsive nei bebè”.
Fiorenzuoli invita ad una grande cautela quando si intende utilizzare le erbe per curare i bambini. Nei bebè, spiega, vanno evitate tutte le piante composite e che contengono derivati di tipo salicilico, presenti ad esempio nella betulla. Per la cura delle infezioni alle vie respiratorie non si devono utilizzare tutte le echinacee mentre la propoli va bene ma solo se depurata dalle resine, per evitare le allergie.
Per maggior informazioni: Centro Clinico di Medicina Naturale presso la Asl 11 di Empoli. Tel: 0571/70.26.01

In Rete:
Centro Clinico di Medicina Naturale

 

Antonella Valentini

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