prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Pillole senza felicità

gennaio 7, 2003 12:00 pm

Negli Stati Uniti via libera all’uso del Prozac nella cura dei bambini depressi: ma è la soluzione più giusta? Bambini e psicofarmaci: è di nuovo allarme dopo la decisione della Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia federale americana che vigila sulla salute degli americani, di autorizzare l’uso del Prozac, il più famoso dei farmaci antidepressivi,…

Negli Stati Uniti via libera all’uso del Prozac nella cura dei bambini depressi: ma è la soluzione più giusta?

Bambini e psicofarmaci: è di nuovo allarme dopo la decisione della Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia federale americana che vigila sulla salute degli americani, di autorizzare l’uso del Prozac, il più famoso dei farmaci antidepressivi, nella cura di bambini e adolescenti. La decisione del governo americano riaccende una polemica sull’uso degli psicofarmaci in età pediatrica, già esplosa intorno al crescente ricorso al Ritalin, uno stimolante del sistema nervoso usato nel trattamento dei disturbi da deficit dell’attenzione e disordini di iperattività. Solo in America, dal 1990 al 1995, le ricette del Ritalin sono aumentate del 600 per cento ed oggi sarebbero tra i 6 ed i 7 milioni i bambini americani trattati con questo psicofarmaco. Il sospetto è che troppo spesso si ricorra al Ritalin per il trattamento di bambini che non sono realmente affetti da un deficit dell’attenzione e disordini di iperattività, ma da disturbi del comportamento che denunciano una condizione di sofferenza psicologica. L’idea che qualcosa di simile possa avvenire in futuro anche con il Prozac è all’origine delle polemiche che dall’America sono rimbalzate nei giorni scorsi anche in Italia. Lo spettro è quello di un sempre più massiccio quanto ingiustificato ricorso agli psicofarmaci nel trattamento di bambini e ragazzi: soluzione comoda e rapida, che permette agli adulti di fuggire dagli interrogativi sulle ragioni vere e profonde che sono all’origine del crescente disagio psicologico che si registra nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.

In aumento il disagio infantile
Almeno su questo punto, infatti, non ci sono discussioni: ricerche e studi confermano un aumento dei disturbi del comportamento nei bambini e negli adolescenti. In America, come in Europa. La Food and Drug Administration (Fda), nell’annunciare il via libera al Prozac e a tutti gli altri farmaci basati sulla fuloxetina, ha citato le statistiche del National Institute of Mental Health (Nimh), secondo il quale il 2,5% dei bambini americani e l’8% degli adolescenti soffrono di depressione, mentre circa il 2% della popolazione è affetto da disturbi ossessivo-colpulsivi, che si manifestano soprattutto nell’adolescenza. L’ampliamento dell’uso del Prozac anche in età evolutiva rappresenta dunque la risposta ad un problema concreto e reale con il quale si confrontano ogni giorno migliaia di pediatri e di psicologi americani. Il Prozac è un antidepressivo a base di fluoxetina, la molecola che a partire dagli anni Ottanta ha aperto la strada ad un nuovo metodo di cura basato sull’uso di farmaci inibitori della serotonina, che uno dei neurotrasmettitori del cervello, responsabile del nostro umore. La decisione del Fda si è basata sul risultato di due studi, non finanziati dall’industria farmaceutica, che dimostrano l’efficacia e la tollerabilità della fluoxetina in bambini e adolescenti, ma che hanno messo in luce anche effetti collaterali non trascurabili: dopo 19 mesi di sperimentazione i piccoli pazienti trattati sono cresciuti un centimetro in altezza e un chilo di peso in meno rispetto ad un gruppo di bambini che non avevano preso il farmaco.

Il farmaco come soluzione estrema
Anche per questo è necessario usare la massima cautela nella somministrazione in età pediatrica di farmaci, come il Prozac, che interferiscono con le funzioni cerebrali. Oggi nessuno è in grado di dire quali potrebbero essere le conseguenze, a distanza di tempo, dell’uso di questi farmaci sullo sviluppo cerebrale del bambini, quali meccanismi di dipendenza si possono venire a creare. La soluzione farmacologica deve dunque essere considerata una soluzione estrema, da utilizzare nei casi più gravi e in periodi non particolarmente lunghi, solo dopo l’eventuale fallimento di un intervento ambientale e psicologico. Nessuna pillola potrà infatti mai risolvere le ragioni che sono spesso all’origine di una depressione infantile: situazioni di disagio ambientale, rapporti affettivi lacerati, dinamiche familiari distorte e contraddittorie.

Le responsabilità degli adulti
Certo la pillola è un rimedio meno “coinvolgente” per i genitori di un bambino depresso di quanto possa essere una psicoterapia. L’intervento psicologico su un bambino che mostra il proprio disagio emotivo richiede infatti la disponibilità di un papà e di un mamma a mettere in discussione il proprio ruolo, le proprie capacità, le proprie responsabilità, il proprio stile di vita. Al di là degli allarmi e delle polemiche, la decisione del governo americano deve diventare dunque l’occasione per fermarci ancora una volta a riflettere sulle nostre responsabilità di adulti. Il Prozac è stato chiamato per anni la “pillola della felicità”. Se i nostri bambini, che per definizione anagrafica dovrebbero essere felici, hanno sempre più bisogno di una “pillola della felicità” c’è qualcosa che in questa società che abbiamo costruito proprio non va. I bambini non sono responsabili della loro felicità, lo sono gli adulti che li circondano. Adulti che troppo spesso non ci sono, che quando ci sono sono distratti o troppo stanchi, che nella loro distrazione non sanno o non possono costruire un dialogo e che nel silenzio rimangono anche di fronte alle richieste di aiuto e di attenzione. Che tutto questo possa risolverlo una pillola è e resterà una illusione.

 

 

Ha collaborato:
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

- -


ARTICOLI CORRELATI