La favola infinita era quella del pomeriggio

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La favola infinita era quella del pomeriggio

Era la favola che accompagnava la merenda e raccontava di una grande tavola imbandita frequentata dalle mie figlie e da animali che sedevano con loro davanti a dolci e pasticcini.

Ogni giorno immaginavamo che ci raggiungesse per l’occasione della merenda un nuovo amico animale e mangiasse con noi. Nell’occasione eravamo tutti in cucina quando si sentiva bussare alla porta, la mia mano agile sfiorava il tavolo. Ogni volta tutti tacevamo e la curiosità di sapere chi sarebbe stato il nuovo ospite era la sorpresa che faceva rimanere le mie figlie con la bocca aperta e in trepida attesa.

Allora uno degli ospiti fantastici del giorno si proponeva di andare ad aprire… tutti guardavano verso la porta e, dopo un cauto ma deciso girare della chiave nella toppa, l’uscio lentamente si apriva scricchiolando e faceva capolino un altro nostro amico animale. Dopo un “ohoooo!!” e un sospiro liberatorio entrava un cavallo o un orsetto o un pulcino e si sedeva con noi. Si aggiungeva quindi un piatto e dell’altro cioccolato.

Ogni giorno era l’attesa di altri personaggi e la favola ovviamente non finiva mai. Ogni giorno si parlava fin dal mattino di chi sarebbe arrivato e questa attesa era motivo di discussioni e di scommesse.

In quei giorni raccontavo alle bambine che la vita sarebbe stata la loro favola infinita e che le avrebbe tenute sempre con il fiato sospeso nell’immaginare chi dei loro futuri amici sarebbe entrato a far parte della loro vita.
Papà Massimo

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