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L’importanza del gruppo

aprile 24, 2002 12:00 pm

Ecco come cambia con l’età il rapporto con gli amici, il loro potere d’influenza, il valore di stimolo I compagni di scuola, gli amici, il gruppo, insomma, riveste una importanza notevole nello sviluppo della socializzazione di un ragazzo. La natura dell’influenza del gruppo dei coetanei sul singolo dipende dal bagaglio psicologico che il ragazzo porta…

Ecco come cambia con l’età il rapporto con gli amici, il loro potere d’influenza, il valore di stimolo

I compagni di scuola, gli amici, il gruppo, insomma, riveste una importanza notevole nello sviluppo della socializzazione di un ragazzo. La natura dell’influenza del gruppo dei coetanei sul singolo dipende dal bagaglio psicologico che il ragazzo porta con sé quando entra a far parte del gruppo. Così un ragazzo che sia in forte contrasto con la famiglia tenderà ad adottare con maggiori probabilità il gruppo dei coetanei come punto di riferimento primario.

Il gruppo come riferimento
Si ritiene che il gruppo sia assai più significativo durante l’adolescenza che durante gli altri periodi della vita, sia per i ragazzi che per le ragazze. L’adolescenza rappresenta uno stadio fondamentale di passaggio per la vita mentale dell’individuo per provare diversi tipi di identità personale, prima di definirsi in modo più radicale per ciò che riguarda i ruoli sociali, sessuali e professionali. In tale passaggio, che presenta ostacoli e difficoltà, i coetanei possono rappresentare un sostegno morale contro le incomprensioni degli adulti. È probabile che il gruppo dei coetanei svolga diverse funzioni tra cui quella di convalidare, tramite il consenso comune ed il senso di identità, l’identità personale dell’adolescente alla ricerca di un più stabile ruolo sociale. Il gruppo dei coetanei assolve quindi la funzione di essere uno schema di riferimento preciso nella fase di transizione dell’individuo verso ruoli adulti.

I maschi da una parte, le femmine dall’altra
Dapprima verso gli 11-16 anni il gruppo sarà composto o da soli ragazzi o da sole ragazze. Questo perché siamo in una fase di definizione della propria identità sessuale. Una composizione eterogenea renderebbe più difficile ed ansioso questo passaggio. Inoltre non sono insoliti movimenti di tipo paranoide nei confronti degli individui dell’altro sesso, che verranno sentiti come pericolosi ed in grado di mettere in dubbio le caratteristiche del gruppo di appartenenza. Come a dire “Noi siamo i migliori, perché siamo così. Voi non siete così e perciò non potete stare con noi”. Così tali gruppi porteranno avanti una “guerriglia” tra i sessi con lo scopo di dimostrare la loro superiorità. A differenza delle “compagnie dell’età di latenza” che si compattano sulla base delle somiglianze tra i membri, sul conformismo e sulla tendenza a “compiacere” gli altri, i gruppi adolescenziali sono tenuti insieme più che dalle affinità dall’eterogeneità dei membri. Sono gruppi che devono permettere infatti una molteplicità di identificazioni. Ogni membro del gruppo viene vissuto come una parte di sé e l’intero gruppo come il contenitore delle ansie scatenate dalla definizione di se stessi.

Adolescenti: in gruppo, ma diversi
Con l’uscita degli adolescenti da questo tipo di gruppi si attua il passaggio dal gruppo pubere al gruppo adolescenziale vero e proprio, dotato di buone possibilità di sviluppo, in cui ogni membro può fare esperienza della sofferenza maturativa connessa alla crescita, dove può scoprire che ogni esperienza emotiva provoca ansia e sofferenza e che l’essere grandi può voler dire riuscire a tollerare tali emozioni nella propria mente e aspettare che sia essa a restituire la confusione risolta. Obiettivo del gruppo adolescenziale sarà proprio quello di dare risalto ed importanza alle abilità e alle risorse di ogni singolo partecipante. Alcuni avranno maggiore o minore esperienza, maggiori o minori abilità da offrire, ma l’importante è che queste differenze siano non solo riconosciute ma usate in modo creativo.

Adulti lontani, ma non tanto
I valori e gli atteggiamenti rinforzati dal gruppo dei coetanei sono spesso considerati in conflitto con i valori dei genitori e delle autorità scolastiche. Gli adulti che detengono posizioni di autorità considerano spesso la cultura giovanile come un nemico, ovvero come una minaccia ai valori che essi cercano di trasmettere. Nel complesso, tuttavia, i valori delle culture dei gruppi dei coetanei tendono a rinforzare i valori della cultura degli adulti che non ad opporvisi, per quanto differenti possano sembrare le espressioni superficiali di tali valori. Se ad esempio una cultura dà grande valore al conformismo nell’aspetto esteriore è difficile affermare che questo valore viene messo in discussione quando si esprime insistenza nella cultura giovanile, su un particolare e specifico tipo di abbigliamento oppure, per esempio, sui capelli lunghi piuttosto che su quelli corti.
Nuovamente è l’adulto nella sua maturità a dover “comprendere”. Il modo per non interrompere la comunicazione tra le due parti è proprio quello di accettare le differenze ed il discorso che l’adolescente ed il suo gruppo portano avanti, nel rispetto della loro natura e dei loro modi di espressione di personalità, lasciandolo libero di affrontare la vita, con occhio vigile, ma non oppressivo, né invadente.

 

Dott.ssa Ilaria Ronchetti
Psicologo

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