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Bambini leader o gregari: dipende dal DNA e dall’epigenetica

Novembre 29, 2019 10:00 am

Non tutti i bambini sono uguali nelle dinamiche del gruppo. Qualcuno si mostra più trainante, altri tendono a seguire. Ciascuno ha il suo carattere ed è giusto valorizzarlo

Certe dinamiche si vedono già quando sono piccoli, ai giardinetti o nel gioco in casa quando sono in gruppo. Alcuni bambini scelgono i compagni di gruppo, iniziano le liti, quando parlano vengono ascoltati. Altri – e sono la maggior parte – stanno a sentire, si adeguano alle scelte, se possibile fanno da pacieri durante i litigi. Succede a qualsiasi età: qualcuno è leader, la maggiori parte sono gregari.

Un ruolo che può cambiare con il tempo

Insomma, anche da bambini c’è chi conduce e decide e chi si adegua, proprio come avviene tra i grandi. È una questione di carattere: alcuni sono più decisi e forse un filo prepotenti, oppure possiedono quell’indefinibile quid che li rende interessanti e li fanno emergere tra i coetanei. La maggior parte dei bambini costituisce invece il gruppo dei gregari, di coloro che seguono e che si adeguano, che preferiscono riflettere prima di parlare e che possibilmente ascoltano più opinioni prima di dire la loro. Sono molti i fattori che contribuiscono a far entrare i bambini in un profilo piuttosto che nell’altro. Il carattere di base in parte è iscritto nel codice genetico, nel DNA e in parte dipende dall’epigenetica, ovvero dall’educazione e dal contesto in cui si è immersi durante i famosi primi mille giorni di vita, tempo in cui si abbozza il carattere. Un bambino sicuro di sé, che ha ricevuto stimoli appropriati, vissuto esperienze o spesso è stato particolarmente ascoltato e un po’… viziato dai genitori può configurarsi come un leader. Nel gruppo spesso i gregari sono i più giovani, i più timidi, i bambini che in famiglia non sono adeguatamente valorizzati e quindi pensano di non valere abbastanza per mettersi in luce. Non è detto però che la situazione resti la medesima per sempre: le esperienze, a partire dall’adolescenza, possono modificare il carattere dei ragazzi e far crescere alcuni, rendendoli più sicuri e quindi capaci di imporsi come nuovi modelli nel gruppo. Al contrario, ragazzini che si erano mostrati più svegli e capaci possono chiudersi in loro stessi, preferendo ruoli più marginali.

Non esiste un modello perfetto

Ovviamente il modello che qualsiasi genitore o qualsiasi bambino perseguono è quello del leader, perché in tutte le culture, da sempre, è considerato positivo colui che guida e che impone le scelte. Pensiamo all’antichità, a eroi come l’omerico Achille che correva davanti a tutti, oppure a Giulio Cesare, il cui motto pare che fosse: meglio il primo in un piccolo villaggio che il secondo a Roma. Per questa ragione si cerca sempre di crescere i propri figli perché diventino dei leader, ma non è detto che sia davvero una cosa positiva e che asseconda le tendenze dei ragazzi. Si può essere dei vincenti semplicemente seguendo le proprie tendenze e aspirazioni: non dimentichiamo che il gregario ha un ruolo strategico nel gruppo, perché è colui che riflette, che sa mediare, che è meno impulsivo e quindi prende quasi sempre la decisione giusta. È una persona che sa ascoltare gli altri e che viene considerato un amico fedele e leale. Quindi è importante educare e soprattutto essere un modello da imitare per i  figli, insegnando loro a pensare con la propria testa, a non assumere atteggiamenti ambigui e doppi, ad ascoltare le varie campane prima di formulare giudizi affrettati. Stare bene con sé stessi e sviluppare nel tempo le proprie capacità è il modo migliore per esprimersi e per crescere sereni, indipendentemente dal ruolo che si assume con gli amici.

Giorgia Andretti

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