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La delusione con il partner stimola a parlare di più con i figli

Settembre 11, 2019 10:00 am

Se le madri sono insoddisfatte del rapporto con il compagno, tendono a parlare molto di più con i figli. I piccoli però non devono rappresentare il surrogato di quello che non c’è più

Quando una donna non è soddisfatta del rapporto con il partner, tende a riversare più attenzioni sui figli, soprattutto i figli maschi. Proprio così: madri insoddisfatte della relazione di coppia parlano di più con i loro bambini. Sarà un bene o un male? Dipende: parlare con i bambini è sicuramente educativo, perché permette di creare fin dall’infanzia una buona relazione genitore-figlio che poi cresce con il tempo e si rinforza nella fiducia e nella confidenza. Diverso è se la donna riversa sui piccoli le proprie frustrazioni, pretendendo che diventino una sorta di surrogato a una relazione poco appagante. Il tema è stato oggetto di una ricerca.

 

Più insoddisfazione, più chiacchiere

Una ricerca dell’Università di Cambridge, pubblicata sulla rivista Journal of Family Psychology ha analizzato la relazione tra 93 gruppi di genitori e misurato la frequenza con cui parlavano al loro bambino di sette mesi usando un dispositivo di registrazione attaccato agli abiti del piccolo. Si è scoperto che, quanto più una coppia si dichiarava insoddisfatta della propria relazione, tanto più la madre parlava con il suo bimbo. In media, le mamme che hanno riportato un legame di insoddisfacente con il partner hanno usato circa il 35% in più di parole verbalizzate al loro bambino durante la giornata, rispetto a quelle la cui relazione era accettabile. Hanno anche iniziato circa il 20% in più di conversazioni con i loro piccoli. Secondo gli esperti, è come se le mamme stessero investendo la loro energia nella relazione maschile vicina più stretta. In questo modo, il rapporto madre-figlio diventa un luogo in cui le mamme compensano il fatto di avere un legame più debole con i mariti o partner.

 

I bambini hanno bisogno di rispetto

Se il comportamento è così diffuso, si tratta evidentemente di una reazione inconscia da parte di molte donne, che tendono a vedere nel figlio di sesso maschile una sorta di riproduzione del partner che non le soddisfa. Evidentemente una donna ha la speranza di riprodurre una copia dell’uomo che ha evidentemente amato, al punto di arrivare a matrimonio o convivenza: il bambino è piccolo, ha il futuro davanti e quindi è tutto da plasmare, trasformandolo nell’essere ideale sognato dalla mamma. Purtroppo, è questo un comportamento sbagliato, anche se accade forse a fin di bene. Un figlio è un figlio, non un sostituto del partner ed è essenziale che la mamma comprenda la distanza tra i ruoli e li rispetti, se non ne è capace è bene che si faccia aiutare da uno specialista. Un bambino infatti deve poter crescere con tutti gli stimoli possibili, ma nel rispetto della propria personalità, senza divenire la cassa di risonanza di un rapporto sbagliato.

 

Parole giuste e tempi giusti

Il rischio è anche quello di caricare il bambino di aspettative che quasi sicuramente verranno disattese, come è normale e giusto che sia. Se la mamma non approverà un comportamento o una decisione del bambino, se ne potrebbe uscire con la frase classica – sei identico a tuo padre –  che è più affermazione di delusione che un complimento. È una frase che racchiude frustrazione e delusione, ma il bambino non ha colpa, anche se potrebbe sentirsi inadeguato per avere deluso le aspettative. Così la sua autostima ne risentirà, diverrà insicuro e sarà sempre alla ricerca di approvazione. Ci si deve sforzare di non ingaggiare questo circolo vizioso: parlare con il bambino va benissimo, scegliendo le parole e le immagini adatte alle sue capacità. Non si deve parlare con lui di argomenti che possano lasciare trasparire la propria frustrazione: sì alle letture, ai programmi educativi visti insieme, ai racconti di quello che si è fatto a scuola. Ma tutto deve rispettare le sue esigenze di bambino.

 

Giorgia Andretti

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