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Gay: non un singolo gene ma una combinazione genetica

Settembre 9, 2019 10:00 am

È quanto è emerso da una ricerca a livello internazionale, non esiste quindi un singolo gene a guidare il comportamento sessuale in adolescenza ma un insieme di geni modificati a più livelli

A sostenere questa tesi è il direttore di una delle ricerche più imponenti degli ultimi anni. I soggetti a campione sono stati ben 493.001 dislocati tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Svezia. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista – Science – lo scorso 29 agosto. A capo del lavoro un ricercatore italiano. Andrea Ganna, in forza al Center for Genomic Medicine, Massachusetts General Hospital, Boston ed al Program in Medical and Population Genetics, Broad Institute of MIT and Harvard, Cambridge.

 

L’attrazione sessuale verso lo stesso sesso

A guidare l’attrazione sessuale in generale è il pool ormonale rilasciato dall’ipofisi, la ghiandola centrale che stimola a sua volta le gonadi, rilasciando gli ormoni testosterone  e gli e gli estrogeni. Lo studio genetico ha dimostrato che l’attrazione emozionale non è dovuta solo ed unicamente ai geni che determinano la sessualità, ma l’informazione genetica è stata rilevata a vari livelli del cromosoma umano.  In un numero considerevole di soggetti gay sono stati rilevati geni modificati sul tratto di codice che determina il senso dell’olfatto. È stato trovato, ad esempio, che nella sindrome di Kallman  i cui sintomi primari sono:  mancanza di maturazione puberale dovuta all’ipogonadismo, il disturbo si verifica in entrambi i sessi, ed è caratterizzata da livelli ridotti di ormoni sessuali, da assenza delle caratteristiche sessuali secondarie come la crescita dei peli sul viso  e sul corpo ed  è anche presente una problematica relativa all’olfatto, non è possibile riconoscere gli odori. Altra modificazione riscontrata è nel codice che trascrive la calvizie maschile, la variazione è strettamente legata al modo in cui il corpo regola gli ormoni sessuali e potrebbe suggerire una relazione tra regolazione degli ormoni e attrattiva sessuale verso lo stesso sesso. Questi dati dimostrano che non esiste un singolo codice genetico a guidare il comportamento sessuale di una persona verso un sesso specifico.

 

La sessualità umana è altamente personalizzata

L’argomento esplorato nello studio del prof. Ganna, è complesso e si interseca tra sessualità, l’identità e attrazione, potenzialmente ha quindi anche implicazioni civili e politiche. Ciò che si è evidenziato è che l’attrazione verso lo stesso sesso è modellata da una complessa mescolanza di influenze genetiche e ambientali, ed è simile a ciò che si vede nella maggior parte degli altri tratti genetici umani, è una parte naturale e normale della variazione nella nostra specie. Il team della ricerca ha scoperto ben cinque varianti genetiche specifiche significativamente associate al comportamento gay, ma quando ricombinate, queste varianti spiegavano meno dell’1% dell’attrazione di una persona per il proprio genere. I cinque geni alterati specifici legati al desiderio gay erano dislocati in vari tratti del DNA.  Le conclusioni del ricercatore sono quindi state che nel complesso, la genetica rappresenta tra l’8% e il 25% dell’attrazione per lo stesso sesso di una persona. La ricerca quindi mostra chiaramente che non si può perseguire nessuno sulla base dell’identità o dell’attrazione sessuale percepita. È impossibile quindi prevedere il comportamento sessuale di un individuo dal suo genoma. La genetica ancora non è in grado di capire perfettamente la distribuzione dei codici sul DNA anche se è un fattore molto importante. Questi risultati rafforzano l’importanza della diversità come aspetto chiave del comportamento sessuale.

 

L’identità delle persone gay non è in discussione

I risultati della ricerca hanno mostrato chiaramente che la variazione di tratti del codice genetico hanno un’influenza decisa sul comportamento sessuale e quindi, l’attrazione verso lo stesso sesso. Inoltre, questa variazione genetica è maggiore negli uomini rispetto alle donne, probabilmente ciò è dovuto alla maggiore complessità della sessualità femminile. Questo lavoro dovrebbe illuminare tutte quelle persone che pensano di poter modificare un adolescente che sta scoprendo la sua identità sessuale, il ragazzo gay deve essere semplicemente accettato senza andare alla ricerca di  cure appropriate per una falsa risoluzione.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Psichiatra, Psicologo clinico, psicoterapeuta cognitivista

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