prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Autismo, un grande aiuto arriva dalla musica

marzo 7, 2019 10:00 am

Musicisti e medici insieme per sostenere nello sviluppo i ragazzi autistici. La musico-terapia valorizza le capacità numeriche, in questo modo aiuta i ragazzi a comunicare con il mondo

Che la musica riempia di gioia l’anima non è una novità, ma ancora una volta si dimostra che può anche essere il tramite per curare alcuni disturbi come l’autismo e la sindrome di Asperger, aiutandoli anche a trovare un posto gratificante nella vita. Medici e musicisti del Conservatorio di Santa Cecilia si sono incontrati in un innovativo progetto per valorizzare la capacità di memoria e l’orecchio musicale dei ragazzi con autismo.

 

Valorizzare le doti dei ragazzi autistici

E’ quanto prevede il progetto pilota del Conservatorio Santa Cecilia e che vedrà un’equipe medica affiancare docenti di canto e strumento. Tra i progetti ci sono concerti per gli ospedali e collaborazioni con centri di ricerca: il Conservatorio Santa Cecilia, a Roma, già da due anni si è aperto a eventi a sfondo sociale. L’ultimo evento in ordine di tempo riguarda i giovani con sindrome dello spettro autistico, in particolare ragazzi tra i diciotto e trentacinque anni, una fascia di età lasciata spesso senza assistenza specifica e alle prese con difficoltà di inserimento sociale e lavorativo. Il progetto – Recercare a mente – sviluppato insieme alla Fondazione Exodus, vincitore di un bando della Regione Lazio, prevede un programma di lezioni collettive e individuali per un periodo di dieci mesi. Le lezioni prevedono insegnamenti di canto, strumento, accordatura e composizione. I docenti insieme a psicologi e neuropsichiatri si impegneranno affinché i ragazzi abbiano l’offerta didattica più completa. I ragazzi autistici hanno fortemente sviluppata l’area biologia cella memoria, il senso del ritmo e quello che chiamiamo – orecchio assoluto – ovvero la capacità di riconoscere perfettamente l’altezza di una nota: è un caso emblematico di quello che chiamiamo diverse abilità e che è doveroso valorizzarle al massimo.

 

Autismo, l’aiuto arriva dalla musica

L’autismo e i disturbi dello spettro autistico, come la Sindrome di Asperger e collegati, sono disturbi di tipo neurobiologico, le cui cause sono ancora tutte da accertare. I ragazzi autistici sono caratterizzati da difficoltà a comunicare con gli altri e ad interagire socialmente oltre che da problemi di sonno e alimentazione, da disarmonie motorie e cognitive, da scarsa autonomia personale e sociale. I ragazzi con autismo sono soggetti a difficoltà comportamentali e aggressività anche rivolta verso se stessi. Cure farmacologiche appropriate non esistono, se non supporti che mirano a rendere il malato il più possibile autosufficiente e capace di comunicare con il mondo esterno. La musica in questo si rivela di grande importanza, perché riesce a risvegliare particolari aree cerebrali anche collegate con la capacità di comunicazione. Questo è stato dimostrato tempo fa da esperti dell’Università di Nottingham che hanno potuto osservare come il feto reagisca, attraverso l’attivazione del lobo temporale del cervello, all’ascolto di musica, in particolare della musica classica. Questa certezza è stata acquisita utilizzando la Risonanza Magnetica, ma le conferme ci sono state direttamente, nei primi mesi di vita. Dall’osservazione di novanta neonati è stato scoperto che i piccoli mantenevano un comportamento calmo e silenzioso se esposti all’ascolto di musiche armoniche come quelle di Mozart. Esperti, anche italiani, confermano gli effetti positivi di queste melodie sul sistema nervoso. Ben vengano allora iniziative come quelle del Conservatorio di Santa Cecilia, che oltre ad aiutare i giovani ad aprirsi al mondo li preparano a trovarsi una professione e quindi ad essere indipendenti.

 

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI