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Ultima festa di Carnevale

marzo 4, 2019 10:00 am

Molti bambini hanno paura delle maschere di Carnevale e non vogliono saperne di andare alle feste né di mascherarsi. È meglio non forzarli, la paura fa parte del processo di crescita

Martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale: festa del divertimento a tutti i costi, degli scherzi anche pessimi che devono essere accettati di buon grado, del chiasso, dell’esagerazione…Ed è proprio questa esigenza di divertimento a tutti i costi che, per tanti bambini, è fonte di disagio e di paura. Soprattutto se di mezzo ci sono le maschere. E non stiamo parlando delle maschere da strega, vampiro, zombie che circolano ad Halloween: queste, per quanto mostruose, non nascondono nulla e i bambini le trovano quasi rassicuranti. Al contrario, molti piccoli provano un vero e proprio terrore nei confronti delle maschere nostrane. La mascafobia è la paura, irrazionale quanto travolgente, che un bambino prova quando vede una maschera.

 

Lasciare che imparino con il tempo

Va detto che se a tre-quattro anni un bambino può provare un vero terrore per le maschere, al punto da non voler partecipare alle ultime feste organizzate a scuola, con il tempo potrà vincere questa paura grazie alla maturazione psicologica e cognitiva, quando capirà che non c’è davvero motivo di spaventarsi. Tuttavia potrà essere un ragazzino e poi un adulto che non apprezzerà davvero questo tipo di divertimento. Anche per questa ragione, nessun bambino va obbligato, trascinato a forza a partecipare alla festa, costretto a sentirsi dire: che fifone, non c’è nulla da temere. Il suo sentimento va rispettato; non significa che sarà poco coraggioso nella vita, poco deciso o che avrà problemi di relazione.

 

Strategia per vincere la paura della maschera

È preferibile mettere il bambino di fronte alla realtà concreta, ma soprattutto per rassicurare lui e non fargli vivere questi giorni come un periodo insopportabile. Ci si può divertire a costruire insieme una maschera, lasciando però che sia il bambino a crearla: con cartoncino, forbici arrotondate, lustrini e stelle filanti il piccolo creerà una maschera che lo rassicurerà perché uscita dalle sue mani, una maschera che potrà indossare, toglier, perfino distruggere e gettare via se questo lo aiuta. È anche utile il gioco del cucù, soprattutto con i piccolissimi: la mamma si pone sul viso una maschera e poi la toglie, emettendo il versetto rassicurante e sorridendo. Ancora, si può invitare a casa un amico o un parente simpatico, che ispiri fiducia al bambino … e che si lasci travestire di tutto punto, anche con la maschera che, alla fine, non farà più troppa paura. Insomma… spazio alla fantasia.

 

Lina Rossi

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