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Tristezza invernale, come scacciarla

gennaio 14, 2019 10:00 am

Il buio, il freddo, la poca voglia di uscire e di studiare: ecco la tristezza invernale, una vera e propria forma di depressione lieve che tocca il suo massimo nel mese di gennaio

Gli esperti la chiamano DAS –  Disturbo Affettivo Stagionale. È una sorta di tristezza, nervosismo e poco entusiasmo verso un po’ tutti gli aspetti della vita quotidiana, classificata dagli esperti tra le forme depressive. Viene definita stagionale perché è tipica di questo periodo. Inizia a farsi sentire in autunno, quando le giornate si abbreviano e con la minore quantità di luce inizia a calare anche il tono dell’umore.

 

Meno luce, meno serotonina

Quando la luce del sole scarseggia, il nostro organismo è soggetto a una serie di modificazione biochimiche. Calano i neuromodulatori come la serotonina e le endorfine, la cui produzione viene stimolata proprio dalle radiazioni ultraviolette ad aumentare è invece il livello di melatonina, il neuromodulatore che induce sonnolenza e aiuta a prendere sonno più facilmente. Purtroppo queste modificazioni biochimiche fanno abbassare il tono dell’umore. È un retaggio di quando gli animali andavano in letargo e tutte le funzioni organiche erano rallentate. Oggi noi siamo svegli e attivi tutto l’anno, ma il nostro corpo risente ancora degli influssi della luce, oltre che del freddo. Il discorso è valido soprattutto per i bambini, il cui organismo è delicato perché hanno ancora i ritmi circadiani immaturi e il sistema di termoregolazione non funziona ancora alla perfezione. Quindi i piccoli risentono maggiormente della fatica dell’inverno. Se pensiamo che a questa situazione si aggiunge il fatto che molti piccoli hanno sofferto di raffreddore e di forme influenzali, oltre che è il periodo più impegnativo dal punto di vista scolastico. Insomma: in inverno si crea un cocktail davvero micidiale contro il benessere psico-fisico dei bambini. Consoliamoci pensando che con l’arrivo della primavera questa situazione si allevierà spontaneamente perché i bambini reagiscono decisamente meglio rispetto agli adulti al ritorno della bella stagione e si ritrovano rapidamente pieni di energia.

 

Bambini nervosi e giù di morale

Non è giusto, però, che fino ad aprile i piccoli vivano in questa situazione di malessere che li rende irritabili, nervosi e apatici, talvolta inappetenti. Ne può risentire la loro salute, il rendimento a scuola oltre a perdere tante occasioni di svago piacevoli. Per aiutarli a sentirsi meglio, dobbiamo convincere i bambini ad andare a letto presto, dormendo 10 ore almeno ogni notte. Oltre a svegliarsi riposati, saranno anche di umore migliore perché il buon sonno è connesso al benessere psico-fisico. È anche importante che i bambini stiano il più possibile alla luce solare, e anche se scarsa le radiazioni U.V.  ci sono e adempiono al loro lavoro. E’ quindi opportuno far stare il più possibile i bambini all’aria aperta per giocare almeno un’ora al giorno.   Nel fine settimana ogni occasione è buona per stare fuori casa per una corsa, un giro in bicicletta, una mezza giornata a visitare una città vicina passeggiando. L’accoppiata aria aperta-attività fisica è un vero toccasana per l’umore. Anche il cibo ha la sua importanza. Vanno limitati il più possibile gli zuccheri semplici di bibite e dolciumi, che oltre a far ingrassare creano una situazione di iper-glicemia che spesso coincide con nervosismo e irritabilità. Meglio un buon piatto di pasta o risotto integrale, a lento rilascio energetico ricchi di triptofano, l’aminoacido precursore della serotonina. Bene anche il pesce, contiene acidi grassi insaturi amici del benessere mentale. Anche un po’ di cioccolato è ammesso, meglio se fondente: studi recenti hanno confermato che è un vero elisir di benessere e serenità ed è anche ricco di sostanze antiossidanti.

 

Giorgia Andretti

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