prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Figli fuori dalla guerra

luglio 31, 2006 12:00 pm

La separazione è davvero un trauma quando il bambino divento l’oggetto di ricatto e di contesa È difficile, se non impossibile, affermare che la separazione dei genitori sia un evento di poca portata nella vita del bambino. Non è detto però che sia sempre la causa diretta di eventuali problematiche che questo può presentare durante…

La separazione è davvero un trauma quando il bambino divento l’oggetto di ricatto e di contesa

È difficile, se non impossibile, affermare che la separazione dei genitori sia un evento di poca portata nella vita del bambino. Non è detto però che sia sempre la causa diretta di eventuali problematiche che questo può presentare durante la sua crescita. Studi recenti hanno infatti ribadito che il divorzio dei genitori, in alcuni casi, non è un evento così distruttivo per i bambini. In particolare nei casi in cui la conflittualità è esasperata, la separazione è il male minore. Infatti il bambino, appena la coppia si separa, può apparire subito sollevato dall’angoscia che gli derivava dall’essere quotidianamente esposto a litigi e discussioni.

Il danno è nel conflitto
Non bisogna però ignorare che tale circostanza di vita rappresenta un fattore di rischio e di vulnerabilità per una crescita armoniosa del bambino, soprattutto laddove tra i coniugi permanga un legame fondato sulla rabbia ed il rancore. Infatti gli aspetti problematici nei figli, in termini di disagio psicologico, compaiono soprattutto quando le relazioni della coppia genitoriale sono molto conflittuali e disturbate. Il fatto che ci sia un solo genitore in casa non rappresenta un “problema” per il bambino, che non lo vive come tale se la relazione con il papà/mamma, che abita in un’altra casa, è buono. Né rappresenta da solo un fattore di rischio. Oserei parlare quasi di una questione di abitudine.

La crisi oltre la separazione
La cosa importante è che cambiare casa non voglia dire “dimenticare” cosa e chi si è lasciato nella vecchia. La separazione allora sì che rischia di diventare un evento a dir poco stressante e fonte di seri problemi, non solo per il bambino, che non dimentichiamolo mai, è colui che “non c’entra veramente niente in quello che sta accadendo”. Questo soprattutto se i grandi, dimentichi di essere tali, non riescono ad elaborare il loro fallimento matrimoniale e, perdendo la lucidità connessa alla maturità, non vedano più quale è la cosa migliore per una creature che dipende in tutto da loro. Basti pensare a quante volte il bambino diventa il l’oggetto di ricatto e di contesa tra i due ex coniugi. Se qualcosa è finito, sia questo anche l’amore che univa una coppia, non è necessario, per ritirare su la testa, farlo a spese di un essere indifeso quale è il bambino che sta crescendo. La maturità è fondata sulla “capacità di pensiero” e non su “l’azione diretta” propria di altre fasi di vita. Anche se la crisi dovuta alla rottura e fine di un legame affettivo può mettere in ombra questo modus vivendi, bisogna sempre rivolgersi altrove (parenti, amici, psicologi, preti, avvocati, eccetera) e non sul bambino, per sfogare le proprie amarezze.

Un papà, una mamma: indispensabili
Il bambino/a ha bisogno di entrambi i genitori per diventare un uomo/donna in grado di amare. Ha bisogno della vicinanza del papà, del suo modo più burbero di entrare in relazione con lui/lei, dei giochi senza fiato che solo lui può assicuragli, delle coccole al maschile, dell’autorità, della protezione. Ha bisogno della mamma come luogo di amore indiscusso e di accettazione, degli abbracci e delle carezze materne, delle favole e delle merende in cucina. Nessuno ha il diritto di privarlo/a di una tale esperienza affettiva. Tantomeno coloro che lo hanno messo al mondo. Sempre di più questo pensiero di pluralità affettiva si sta facendo strada. Sempre di più gli organi preposti ad occuparsi del benessere psicofisico del bambino si rendono conto che l’affidamento congiunto nei casi di separazione è la cosa migliore per un sano sviluppo del bambino. L’equazione del resto è semplice. Sempre più genitori cercano di mantenere un buon rapporto con l’ex coniuge per il bene del bambino, sempre meno bambini perderanno uno dei due genitori.

 

Dott.ssa Ilaria Ronchetti
Psicologo

- -


ARTICOLI CORRELATI