Morbillo, pochi bambini vaccinati a causa del Covid

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Morbillo, pochi bambini vaccinati a causa del Covid

morbillo ai tempi del covid

Si pensa ancora troppo spesso che il morbillo sia solo una malattia esantematica infantile e che può essere superata serenamente. Purtroppo, non è così: il morbillo è una malattia grave e può lasciare complicanze importanti in grado di condizionare la vita di un bambino anche in età adulta. Qualcuno può superare la malattia senza problemi, se si ammala. Ma questa non è una buona ragione per non vaccinarsi, infatti, le complicanze sono serie e non poi così tanto rare tra: sordità sensoriale, polmoniti ed encefaliti. Con la vaccinazione  antimorbillosa le complicanze sono rarissime.

Le cause legate alla pandemia

Purtroppo, moltissimi bambini hanno dovuto rinunciare alla difesa dal morbillo a causa della pandemia: circa 22 milioni di bambini nel mondo. È vero che i casi malattia morbillosa sono calati ma secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è un periodo di calma apparente prima della tempesta, perché al momento i distanziamenti, il lavaggio delle mani, la mascherina ha limitato i contagi, ma ha anche causato un drastico calo delle vaccinazioni e ha ridotto la capacità di diagnosi e sorveglianza. Non appena si riprenderà una vita normale, senza interventi immediati l’infezione potrebbe presto diffondersi nuovamente in tutto il mondo. Lo spiega una nota diramata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dai Centers for Disease Control and Prevention americani. Nel 2020 milioni di bambini non hanno ricevuto la prima dose del vaccino contro il morbillo, 3 milioni in più rispetto all’anno precedente. Si è ridotto il numero di campioni biologici inviati in laboratorio per confermare l’infezione, prova di un peggioramento della capacità di sorveglianza.

Morbillo: tanti focolai della malattia

Importanti focolai della malattia si sono verificati in ben 26 paesi, a causa del grande numero di bambini non vaccinati, e del peggioramento della capacità di rilevamento e diagnosi. Il dirottamento delle risorse nella risposta a Covid-19 ha fatto sì che aumentasse la probabilità di decessi correlati al morbillo e gravi complicazioni nei bambini. In generale, con 7,5 milioni di casi a livello globale, nel 2020 si è registrato un calo di oltre l’80% dei casi di morbillo. Ma anche se i casi segnalati sono diminuiti nel 2020, le prove suggeriscono che probabilmente stiamo assistendo ad un aumento del rischio della malattia morbillosa in tutto il mondo. È fondamentale che i paesi vaccinino il più rapidamente possibile contro il Covid-19, ma servono ulteriori risorse affinché ciò non vada a scapito dei programmi di immunizzazione essenziali delle altre malattie infettive dell’infanzia.

Morbillo: una malattia pericolosa

Frequente soprattutto tra i 3 e i 9 anni di età, il morbillo è una malattia molto contagiosa. I sintomi iniziali sono quelli di una normale influenza con febbre, tosse, raffreddore, malessere e stanchezza. In seguito compare fastidio alla luce, lacrimazione oculare, congiuntivite e macchie biancastre sulla mucosa della bocca. Quindi ha inizio la fase dell’esantema, un’eruzione cutanea con macchie di colore rosa-rosso vivo, in rilievo e a margini frastagliati, con tendenza a raggrupparsi in chiazze più grosse. La fase acuta dura 3 o 4 giorni, quindi le chiazze diventano più chiare, la febbre scende e tutti i sintomi si riducono. Una cura vera e propria non esiste ed è solo sintomatica: si può somministrare paracetamolo per alleviare la febbre e i dolori, proporre molti liquidi da bere per mantenere l’organismo idratato, effettuare impacchi di acqua fresca o di camomilla contro il bruciore agli occhi. Il bambino deve stare a riposo in una stanza senza luce troppo intensa. Poiché il rischio di complicanze serie, come l’encefalite, è elevato, è essenziale scegliere l’arma del vaccino, che nel nostro paese ai bambini è offerta gratuitamente.

Sahalima Giovannini


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