Computer e disabilità
2 Febbraio 2009
Prevenire il reflusso del lattante
3 Febbraio 2009

I dolori di crescita

Ne soffre il 10-20% dei bambini, le cause restano sconosciute ma non hanno conseguenza sullo sviluppo

Frequentemente, intorno alla questione dei dolori dei bambini durante la crescita, si creano dubbi e ai genitori vengono proposte teorie diverse e talvolta contrastanti. Per i pediatri specialisti del settore, cioè per i pediatri reumatologi, i dolori di crescita esistono, eccome. Essi sono una condizione di frequente riscontro in età pediatrica interessando il 10-20% dei bambini in età scolare.

I sintomi
Il dolore ha carattere intermittente, è spesso crampiforme, non è articolare, colpisce più frequentemente gli arti inferiori localizzandosi in profondità nella coscia o nella superficie anteriore della gamba. Raramente i dolori di crescita interessano gli arti superiori, ma anche in questo caso non si hanno localizzazioni articolari e permane una discreta simmetria di interessamento.
I sintomi, in genere, si presentano di notte, nella fase di addormentamento e possono durare da alcuni minuti a ore. Essi non ostacolano la normale deambulazione durante il giorno e non alterano le condizioni generali del bambino quali la crescita, le capacità motorie, l’appetito.

Le cause e le terapie
La causa resta ancora oggi sconosciuta ma talvolta il dolore consegue da uno sforzo fisico eccessivo o da particolari fattori emozionali. Spesso è comunque presente una storia familiare: se interpelliamo i nonni del bambino questi riferiranno che gli stessi genitori o qualche zio di primo grado ha presentato nell’infanzia una analoga sintomatologia. Generalmente si interviene con comuni analgesici, con la massoterapia o con l’ applicazione locale di calore.

Quando i dolori non sono di… crescita
Una causa frequente di dolore agli arti senza segni di infiammazione è la cosiddetta Sindrome da Iperlassità Ligamentosa Benigna (SILB). E’ una condizione presente in circa il 10-15% dei bambini, più frequente nelle femmine e spesso viene scambiata con i dolori di crescita.
La diagnosi viene posta secondo i quattro criteri di Carter – Wilkinson:

 

    • Possibilità di avvicinare passivamente il pollice alla superficie volare dell’avambraccio.

 

    • Possibilità di estendere passivamente le dita in modo da renderle parallele all’avambraccio.

 

    • Iperestensione delle ginocchia superiore a 10°.

 

    • Iperestensione dei gomiti superiore a 10°.

 

L’iperlassità dei legamenti determina una instabilità articolare che, in seguito ad esercizio fisico, può determinare microtraumatismi e quindi vaghi dolori osteoarticolari, specie durante le ore serali. Nel tentativo di compensare l’instabilità articolare si determina una spiccata contrattura muscolare che a lungo andare causa dolore. Anche qui la storia familiare è un elemento utile per indirizzare la diagnosi. Purtroppo non esistono terapie specifiche ma solo accorgimenti di igiene motoria. E’ infatti fondamentale evitare sport che determinino un carico articolare improvviso e importante specie a livello delle ginocchia quali corsa, salti, sci. Sono invece da favorire sport in cui non ci sia carico gravitario quali nuoto o ciclismo.
Nelle giornate particolarmente impegnative dal punto di vista motorio quali gite scolastiche, scampagnate in montagna, è utile ricorrere a provvedimenti miorilassanti quali il bagno caldo o una delicata massoterapia sempre in acqua calda che può praticare tranquillamente il genitore.
Se questo non dovesse bastare, l’uso dei comuni analgesici è sufficiente per dominare i sintomi. E’ sottinteso che qualora il dolore serale o notturno sia importante, ben localizzato o associato a sintomi sistemici quali febbre, sudorazione, calo ponderale o altri sintomi sistemici è necessario consultare il medico per un più accurato inquadramento diagnostico.

 

Prof. Francesco Zulian

Registrati o Accedi

Lascia un commento