Dalla SIP: troppe diagnosi arrivate in ritardo per il Covid

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Dalla SIP: troppe diagnosi arrivate in ritardo per il Covid

diagnosi malattie covid

Poche le conseguenze positive e tante quelle negative della pandemia di Covid-19 si sono verificate per quanto riguarda la salute dei bambini. Alla luce di eventi simili, secondo gli esperti, è importante rinnovare i sistemi di cura rivolti ai più giovani, dall’utilizzo della telemedicina per migliorare le cure a distanza alla necessità di accelerare il recupero delle vaccinazioni perse durante l’emergenza Covid. Ecco in breve di che cosa si è discusso nell’ultimo congresso della Società italiana di Pediatria www.sip.it,  conclusosi la scorsa settimana.

Le malattie infettive sono diminuite

Uno dei tratti che ha caratterizzato l’inverno passato è stata la quasi totale scomparsa di malattie infettive tipiche dell’infanzia, ma soprattutto il drastico calo di oltre l’80% di ricoveri e accessi al pronto soccorso per bronchioliti e altre infezioni respiratorie fra i neonati, grazie alle misure adottate contro il Sars-Cov-2: dalle mascherine al distanziamento. Si è visto pochissimo, per esempio, il Virus Respiratorio Sinciziale, che colpisce ogni anno tre milioni e mezzo di bambini nel mondo ed è uno dei più frequenti motivi di accesso al pronto soccorso nei primi mesi di vita. Uno studio italiano in pubblicazione su Jama e condotto presso il Policlinico Umberto I di Roma-Università La Sapienza ha osservato nella stagione 2020-21 una diminuzione dell’82% di ricoveri per malattie respiratorie sotto i cinque anni rispetto a quella 2018-19. Inoltre, nei ricoverati a farla da padrone era il rinovirus nell’86% mentre il virus respiratorio sinciziale appariva solo nell’8,5% dei campioni, con una diminuzione dell’88% rispetto all’inverno 2018-19.

Il futuro delle mascherine

Ad esser scomparse sono anche influenza, morbillo e infezioni da streptococco. Un recente studio multicentrico che ha coinvolto 15 ospedali italiani e pubblicato sul Journal of Environmental Reasearch of Public Health, ha osservato una diminuzione complessiva dell’85% degli accessi al pronto soccorso, per merito soprattutto della riduzione di infezioni trasmesse per via aeree. La pandemia Covid, spiegano gli esperti, ha lasciato un’eredità importante che dobbiamo conservare: l’efficacia dell’uso di mascherine, areazione delle aule, controllo della temperatura all’ingresso a scuola e nei locali affollati. Unita all’igiene delle mani e una maggior attenzione da parte di pediatri e genitori nel non portare i bambini a scuola se presentano febbre, tosse o se sono appena guariti. Questo ha migliorato la salute dei più piccoli e alleggerito gli ospedali.

Troppe le diagnosi arrivate in ritardo

Sono invece aumentati, purtroppo, i casi di bambini arrivati in pronto soccorso in condizioni critiche per ritardo di diagnosi di diabete scompensato, leucemie e tumori infantili. E il ritardo delle diagnosi si fa sentire pesantemente anche su malattie del tratto intestinale, i cui sintomi sono spesso sottovalutati. In uno studio condotto in Campania i pediatri hanno notato, per il 2020, una riduzione del 30% delle diagnosi di celiachia, intolleranza al glutine che colpisce cinquantadue mila giovanissimi a cui si aggiungono centomila casi ancora non diagnosticati. Tutto questo fa sì che le terapie mirate per alcune malattie arrivano in ritardo. Ed è del tutto probabile che questo dato riguardi anche le altre regioni italiane e ancor di più quelle che hanno avuto, nell’anno passato, un maggior impatto con la pandemia coveriana. Al fine di evitare i rischi legati a malattie non curate in tempo, è importante che i genitori interpellino immediatamente il proprio pediatra di base e si facciano tutti gli accertamenti del caso senza alcun timore di infezioni da Covid-19.

Sahalima Giovannini


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