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Le diagnosi di allergia alle proteine del latte sono in continuo aumento

maggio 12, 2014 10:07 am

Il latte di vaccino è stato considerato per tanto tempo l’alimento ideale per i bambini: bianco, cremoso e dolce, è ricco di proteine importanti, di zuccheri e di preziosi minerali. Purtroppo, non fa bene a tutti i bambini.

Freddo o tiepido, con aggiunta di polvere di cacao o semplicemente come base per creare deliziosi frullati. Il bianco buono da bere e da mangiare ci regala dei numeri non proprio rassicuranti, le informazioni rilevate da Europrevall, a proposito di uno studio internazionale ci dicono che ben un bambino su 100 è allergico alle proteine del latte.

I sintomi poco chiari dell’allergia
L’allergia alle proteine del latte è difficile da riconoscere, i sintomi sono simili a quelli della gastroenterite a meno che non compaia una reazione immediata come nel caso dello shock anafilattico e dell’angioedema. I disturbi digestivi, come nausea e vomito, compaiono molto lentamente mentre i sintomi a carico dell’epidermide possono comparire sotto forma di orticaria o di dermatite atopica. Le coliche addominali arrivano con dolorabilità intensa associata a diarrea mista a sangue oppure a stitichezza. Chiude il corollario dei sintomi la tosse ed il broncospasmo. La caratteristica dell’allergia al latte è che una piccola quantità di alimento è sufficiente per scatenare i disturbi. Sono infatti le proteine a scatenare la reazione esattamente come succede per altri alimenti, farmaci o pollini. Il sistema di difesa dell’organismo del bambino, entrando in contatto con le proteine del latte, sviluppa immediatamente una reazione con liberazione di particolari sostanze, come l’istamina, con un effetto infiammatorio sui tessuti. È bene tenere presente che l’allergia al latte è ben diversa dall’intolleranza al lattosio. L’intolleranza, infatti, è dovuta alla carenza della lattasi, un enzima necessario per digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte e conseguentemente nei latticini. I sintomi, inoltre, sono meno marcati, non compaiono immediatamente dopo l’ingestione e consistono soprattutto in gonfiori intestinali e diarrea.

Come fare la diagnosi di allergia
Se si ha il sospetto che il bambino soffra di allergia al latte è bene rivolgersi al pediatra, saprà infatti, valutare in base alla storia clinica e consigliare eventualmente di contattare un allergologo pediatrico. Dopo l’anamnesi, necessaria per inquadrare il problema, lo specialista propone specifici test, come il Prick test, una prova del tutto indolore, viene eseguita sfiorando la pelle con aghi, che inoculano gli allergeni. Nel giro di qualche minuto, compare una piccola eruzione cutanea simile a una puntura di zanzara in corrispondenza dell’allergene responsabile.
Con un prelievo del sangue si possono esaminare le IgE specifiche, gli anticorpi che vengono prodotti quando l’organismo entra in contatto con le proteine del latte. Il test si esegue sia con il latte sia con le sue proteine separate. È infatti importante sapere a quale tipo di proteina del latte è allergico il bambino. L’allergia al latte può scomparire dopo il terzo anno di età. Una volta diagnosticata l’allergia è necessario trovare un alimento che garantisca le proprietà nutrizionali del latte: minerali, vitamine e amminoacidi essenziali.

I sostituti del latte vaccino
Il latte materno è l’alimento ideale per i neonati, il problema arriva quando la mamma di un piccolo allergico al latte vaccino non ha più latte e deve allora ricorrere a un sostitutivo. Quasi tutti i latti formulati sono però ottenuti dalla lavorazione del latte vaccino e quindi possono creare problemi. È quindi necessario chiedere al pediatra il tipo di latte più adatto: latte umano da assumere con il biberon, rivolgendosi alla Leche league, oppure scegliendo un latte di riso o di soia per bambini piccoli, opportunamente arricchito con minerali. Si spera che in futuro gli esperti riescano a mettere a punto un latte per i bambini allergici che riunisca le caratteristiche nutrizionali corrette unita all’assenza di proteine allergeniche.

Sahalima Giovannini

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