prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Le allergie aumentano nella stagione dei fiori e dei pollini volanti

marzo 17, 2014 10:06 am

Non per tutti la primavera è sinonimo di rinascita alla vita: per molti rappresenta la stagione più difficile da vivere. Tutta colpa delle allergie respiratorie di cui soffrono sempre più adulti e bambini.

L’inverno appena trascorso sarà ricordato come uno dei più bizzarri: temperature troppo miti e tantissima pioggia. E gli effetti di questo clima simil-tropicale si avvertono sulla vegetazione in anticipo sulle fioriture di alberi e cespugli. La salute di chi soffre di allergie ne è messa a dura prova! Gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dopo i nubifragi di gennaio e febbraio hanno registrato un + 20% di accessi per malattie respiratorie. I disturbi respiratori sono stati una conseguenza dell’eccesso di umidità unito ad una maggiore quantità dei pollini nell’aria. La pioggia abbondante ha sicuramente rappresentato un beneficio contro l’inquinamento nelle grandi città, perché ha lavato l’atmosfera portando via gli inquinanti sospesi nell’aria secca.

Più pioggia, più allergie
Grandi concentrazioni di acqua, inoltre, favoriscono la proliferazione di muffe e, conseguentemente, di micro-tossine. Nei soggetti più delicati, come i bambini, possono scatenare reazioni allergiche anche immediate: dermatiti, eczemi, riniti, ma anche problemi dell’apparato respiratorio come bronchiti e asma. Ulteriori dati arrivano anche da recenti studi internazionali. Ricercatori di Cincinnati hanno rilevato che l’esposizione, nel secondo semestre di vita di un bambino, ad alte concentrazioni di alcune micro-tossine – in particolare Aspergillus ochraceus, Aspergillus unguis, e Penicillium variabile. A seguito di eventi come le alluvioni, aumenta il rischio di sviluppare asma in età scolare, intorno ai 7 anni d’età. Da Londra arriva, invece, la segnalazione di un picco di accessi ai Pronto Soccorso per asma registrato durante le alluvioni che hanno colpito il paese nel luglio 2013. Mentre da Seoul viene segnalato il report di un picco di visite per rinite allergica e per recrudescenza di eczema nei 7 giorni seguenti un’inondazione.

I pollini si comportano in modi diversi
E non è tutto: i pollini possono causare anche reazioni differenti a seconda dell’individuo, del luogo di esposizione e del periodo. Lo rivela uno studio importante pubblicato sulla rivista Atmospheric Environment, svolto da un team di ricercatori europei coordinato dal tedesco Jeroen T.M. Buters dello Zentrum Allergie & Umwelt – ZAUM – della Technische Universität München – TUM. I ricercatori hanno analizzato i dati dello studio Health Impacts of Airborne Allergen Information Network, durato tre anni, che ha monitorato i tre pollini che causano più frequentemente allergie in Europa: betulla, graminacee, ulivo. Si è scoperto che, a seconda del loro grado di maturazione, i pollini non solo producono differenti proteine allergeniche, ma ne producono in quantità assai diverse. Misurando la concentrazione delle proteine BET v 1 – betulla, PHL p 5 – graminacee e OLE e 1 – ulivo, si è dimostrato che esistono fluttuazioni importanti a seconda del luogo e del periodo della misurazione. Gli esperti hanno chiarito che il potenziale allergenico misurato variava anche di 10 volte: questo significa che in determinati periodi vengono diffuse nell’atmosfera quantità fino a 10 volte più elevate di allergeni. La localizzazione geografica ha un impatto decisivo sul potenziale allergenico dello stesso tipo di polline. Il polline di graminacee campionato in Francia, per esempio, presenta quantità di PHL p 5 sette volte più elevate di quello presente in Portogallo.

Pollini, piccoli ma pericolosi
I pollini sono microscopici granelli simili ad una polvere di colore giallognolo, prodotti durante l’epoca della fioritura dagli elementi maschili delle piante. Sono minuscoli e leggerissimi, per poter essere trasportati dal vento ad altre piante della stessa specie. Durante la stagione della fioritura, l’aria di campagna e città è satura di questi pollini: è stato valutato che un centimetro cubo d’aria ne ospiti fino a 20-25.000. I pollini vengono inalati durante la respirazione e penetrano in profondità nell’apparato respiratorio, fino a raggiungere i bronchi. Chi soffre di allergia spesso non può nemmeno a uscire di casa senza essere preda di starnuti, tosse e difficoltà di respirazione. I disturbi aumentano maggiormente nelle ore centrali della giornata, quando la concentrazione dei pollini è massima e la luce intensa accentua la sensazione di disagio. Conoscere a quali specie si è allergici e tenere a mente il periodo della fioritura è importante per prevedere in modo approssimativo la comparsa dei sintomi e adottare quindi le opportune misure di sicurezza.

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI