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Allergia al freddo: una reazione sproporzionata alle basse temperature

dicembre 5, 2013 9:30 am

Sono in costante aumento i bambini allergici e analogamente è sempre più diffusa è anche l’allergia al freddo intesa come fattore scatenante. Il sintomo localizzato primariamente sulla pelle può interessare anche le mucose.

Qualcuno forse ricorderà il caso di Connor, bambino americano di cinque anni che fece parlare di sé perché affetto da un disturbo raro e particolare: l’allergia al freddo. Il piccolo è costretto a evitare qualsiasi fonte di freddo, dalle bevande ai bagni in mare o in piscina: perfino camminare su un pavimento fresco può provocare una reazione che non si limita all’eruzione cutanea, ma provoca anche starnuti, difficoltà respiratorie e gonfiore alla gola. Il caso di Connor è eccezionale, ovviamente, ma è vero che sono sempre più numerose le persone che soffrono di allergia al freddo. In generale, l’incidenza delle allergie è in aumento, al punto che, secondo gli esperti, colpiscono ormai un bambino su quattro.

Perché compare l’allergia
L’allergia è la risposta esagerata dell’organismo a contatto con una sostanza innocua per la maggior parte delle persone, ma verso la quale alcuni soggetti hanno sviluppato un problema di ipersensibilità. Quando inalano, ingeriscono o toccano gli allergeni vanno incontro a una serie di malesseri. In questo caso, infatti, si attivano gli anticorpi dell’allergia, detti anche IgE – immunoglobuline E, che vengono prodotti in quantità eccessiva coinvolgend anche altre cellule deputate alla difesa dell’organismo, come i basofili e i mastociti. Tutte queste cellule, entrate a contatto con l’allergene, liberano istamina, una sostanza bio-chimica altamente irritante responsabile del gonfiore e dell’arrossamento di tessuti e mucose. Gli allergeni, ossia le sostanze che scatenano l’allergia, sono innumerevoli: gli acari della polvere, il pelo degli animali domestici, i pollini, alcuni farmaci, certi alimenti e persino materiali come il lattice o il nickel. A tutti questi si aggiunge oggi il freddo, nelle persone più sensibili funge esattamente come un allergene, in grado cioè di scatenare una reazione cui segue la produzione di IgE. La pelle, nel punto di contatto, si arrossa e si copre di puntini pruriginosi: per questo si parla comunemente di orticaria da freddo. La diagnosi non è semplice, perché il freddo è un agente allergizzante piuttosto recente. È quindi indispensabile recarsi dall’allergologo che provvederà a isolare l’agente da altri allergeni più comuni, anche attraverso l’esecuzione di test cutanei o in vitro.

Se il freddo porta la dermatite atopica
Alla reazione al freddo è legato anche un altro problema della pelle: la dermatite atopica. I medici oggi sono propensi a ritenere che questo disturbo sia dovuto a motivi genetici. Un bambino, in altre parole, erediterebbe dai genitori la predisposizione a soffrire di questo tipo di eczema. La dermatite atopica è comunque dovuta a un problema di fondo di tipo allergico, cioè a un deficit del sistema immunitario. A scatenare la dermatite atopica sono allergeni di vario tipo, tra cui sostanze che vengono inalate, oppure alimenti ingeriti dal bambino a partire dalla prima poppata di latte in polvere o dallo svezzamento. Nel bambino atopico, poi, la pelle è particolarmente chiara e delicata, per cui le sostanze allergizzanti che provengono dall’esterno, come tessuti irritanti o detergenti aggressivi, seccano ulteriormente la pelle o addirittura superano la barriera cutanea, peggiorando il quadro della situazione. Anche forti stress emotivi o fisici possono contribuire a rendere più serie le manifestazioni esterne della malattia. E anche il freddo è coinvolto o è, per lo meno, un agente peggiorativo: infatti durante la stagione fredda il disturbo si acuisce, per regredire poi con la bella stagione. Sia la dermatite atopica sia l’allergia da freddo possono essere tenute sotto controllo con antistaminici suggeriti dallo specialista ma è importante anche una corretta idratazione della pelle, soprattutto di quella esposta al freddo, come per esempio il viso e le mani del bambino. Per lenire il fastidioso prurito e sensazione di bruciore si possono applicare creme emollienti alla Vitamina E.

Giorgia Andretti

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