prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Antipolio, nuove regole

settembre 5, 2002 12:00 pm

Ecco perché le due dosi di vaccino orale sono state sostituite con quelle somministrate via iniezione Dal 18 giugno 2002, è cambiata la normativa che stabilisce con quale tipo di vaccino debbono essere immunizzati i bambini contro la Poliomielite. Con il decreto legge del 18 giugno 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 163 del 13…

Ecco perché le due dosi di vaccino orale sono state sostituite con quelle somministrate via iniezione

Dal 18 giugno 2002, è cambiata la normativa che stabilisce con quale tipo di vaccino debbono essere immunizzati i bambini contro la Poliomielite. Con il decreto legge del 18 giugno 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 163 del 13 luglio 2002, sono state dettate le nuove direttive in materia. Già dal 1999 lo schema per la vaccinazione era stato modificato e in luogo della somministrazione di quattro dosi di vaccino orale (detto anche vaccino Sabin) utilizzato fino a quel momento, era stato adottato uno schema “misto” che prevedeva la somministrazione delle prime due dosi con vaccino Salk (somministrato per iniezione) e delle successive due con vaccino Sabin. La nuova normativa in vigore da agosto 2002 stabilisce che venga usato il vaccino per iniezione ovvero il vaccino Salk per tutte e quattro le dosi previste dal calendario.

I due modi per immunizzare dalla poliomielite
Vaccino orale (OPV) – Questo tipo di vaccino consiste nel somministrare una soluzione , attraverso alcune gocce messe in bocca del bambino, contenente dei Polivirus vivi i quali inducono l’organismo ad organizzare una risposta immunitaria verso il virus.
Vaccino inattivato (IPV) – La soluzione, somministrata attraverso quattro punture, contiene dei virus uccisi chimicamente, quindi inattivi ma in grado comunque di stimolare il sistema immunitario a riconoscere il polivirus e conseguentemente di procedere alla loro eliminazione.

Perché è stato deciso il cambiamento
Premesso che entrambi i modi di vaccinare forniscono una ottima protezione verso il rischio del contagio, la vaccinazione OPV (orale) da una migliore protezione nelle situazioni in cui è prevedibile una epidemia o comunque nelle aree dove la proporzione di persone vaccinate non è ottimale ed omogenea. Nel luglio 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato buona parte dei paesi europei liberi dalla poliomielite. In molti di questi paesi è già in uso il vaccino IPV per l’immunizzazione dei bambini. Il vaccino OPV (orale), contenendo poliovirus vivi, può provocare in rarissimi casi una malattia del tutto simile a quella naturale. Questo rischio è estremamente basso (un caso ogni alcuni milioni di dosi) e riguarda soprattutto gli individui con malattie del sistema immunitario. Dato che il virus del vaccino OPV (orale) viene eliminato con le feci per alcune settimane e può essere trasmesso, tale rischio non riguarda solo la persona che riceve il vaccino. Questo meccanismo, tuttavia, è vantaggioso dove il rischio di insorgenza di un’epidemia è consistente dato che permette di vaccinare “indirettamente” anche altre persone non direttamente vaccinate.

Soluzioni diverse per situazioni diverse
Questo ultimo aspetto induce ad una riflessione rispetto ai due tipi di vaccinazione.
Con la vaccinazione OPV (vaccino attivo – orale) si possono tollerare piccole lacune nella vaccinazione di massa perché il fatto che alcuni soggetti non siano vaccinati trova rimedio nella circolazione del virus del vaccino che conferisce protezione circolando nell’ambiente.
Con la vaccinazione IPV (vaccino inattivo – iniezione) la vaccinazione deve essere assolutamente praticata a tutti i soggetti perché il virus del vaccino non può essere diffuso e quindi la possibilità di una immunizzazione naturale non esiste. Nei paesi asiatici, ed in tutti i paesi dove la polio è ancora presente e rappresenta un serio problema, continua la somministrazione di OPV.

Le conseguenze per le famiglie
Dato che dal 1999 è in vigore il calendario “misto” è possibile che alcuni bambini si trovino oggi nella condizione in cui abbiano effettuato due dosi di vaccino IPV ed una dose di vaccino OPV, e debbano effettuare la quarta dose del vaccino contro la polio che secondo il vecchio schema sarebbe dovuta essere somministrata con OPV. La sostituzione di questa dose con una dose di vaccino IPV, come raccomandato dal decreto, può essere fatta senza alcuna conseguenza per la buona riuscita della vaccinazione.
Coloro che hanno già iniziato la vaccinazione con IPV ricevendo due dosi di questo prodotto possono tranquillamente continuare ricevendo le successive due dosi di IPV.
Negli Usa veniva già usato da tempo un calendario “misto”, dove le prime due vaccinazioni avvenivano con il vaccino IPV e le successive due con il vaccino OPV. Oggi anche negli Usa viene usato il protocollo dove sono previste le quattro dosi IPV.

Il calendario della vaccinazione antipolio
1° dose: al terzo mese di vita del bambino, mai prima delle 8 settimane di vita.
2° dose: al quinto mese di vita del bambino, mai prima di sei settimane dalla prima dose.
3° dose: tra l’undicesimo e il dodicesimo mese di vita del bambino.
4° dose : al terzo anno di vita del bambino e comunque mai prima che siano trascorsi 12 mesi dall’ultima somministrazione.

 

Dott. Alberto Eugenio Tozzi

- -


ARTICOLI CORRELATI