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Vomito, febbre e diarrea: la gastroenterite colpisce anche a primavera

aprile 22, 2014 10:00 am

È proprio nel periodo in cui le temperature salgono che adulti e, soprattutto, bambini, possono essere colpiti dalla gastroenterite virale accompagnata dalla febbre. I piccoli rischiano soprattutto la disidratazione.

Il clima è tiepido, le giornate sono lunghe e luminose: l’inverno e i suoi malanni, insomma, sembrano proprio lontani. Eppure un po’ in tutta Italia sono ancora molte le persone costrette a curare un fastidioso insieme di disturbi come la dissenteria, il vomito, febbricola e malesseri generali. È colpa dell’influenza intestinale o, come sarebbe più corretto chiamarla, della gastroenterite virale: un’affezione caratterizzata da problemi a stomaco e intestino, non legati, però, a eccessi alimentari oppure a colpi di freddo, bensì ad agenti infettivi di tipo virale. In particolare, il virus più diffuso è il cosiddetto Rotavirus, pericoloso soprattutto per i bambini piccoli. È abbastanza frequente però anche il virus Norwalk, che colpisce soprattutto i ragazzi e i giovani adulti. Ecco le manifestazioni e che cosa fare.

Rotavirus, occhio alla disidratazione
Il Rotavirus ha questo nome perché, esaminato al microscopio, ha una forma a ruota ed è tondeggiante. Si tratta di un virus presente in tre varianti: A, B e C. Quando si è colpiti da una delle sue varianti, si acquisisce per sempre immunità perché si creano gli anticorpi, ma è possibile ammalarsi fino a tre volte nella vita di diarrea da Rotavirus proprio perché esistono tre tipi di versi di agente patogeno. I bambini piccoli, fino a quattro – sei mesi di età, solitamente non sono soggetti a questo disturbo perché nel sangue contengono gli anticorpi trasmessi dalla madre. Se sono allattati al seno, ricevono quotidianamente attraverso il latte altre importanti sostanze che rafforzano il loro sistema immunitario. Quando però, il sistema di difesa dell’organismo inizia a funzionare in modo autonomo, il bambino si trova privo di anticorpi propri. È a questo punto che può essere soggetto all’infezione del Rotavirus. L’età più a rischio è proprio dai sei mesi ai tre anni di età. Il bambino è soggetto a scariche di feci liquide, di colore giallo-marroncino e maleodoranti. Inoltre può avere febbre e vomito, ed essere soggetto a uno stato di malessere e di prostrazione. Il rischio maggiore legato alla gastroenterite da Rotavirus è la disidratazione. Infatti il bambino piccolo perde molti liquidi con le feci e il vomito ed è necessario reintegrare la riserva d’acqua.

Come affrontare la diarrea da Rotavirus
Per capire se il piccolo è disidratato, bisogna prestare attenzione ad alcuni fattori: se il pannolino è regolarmente bagnato di urina e se il bambino fa normalmente la pipì; se i lineamenti del viso sono normali e il colorito è roseo; se la fontanella del capo, nei piccolissimi, è invisibile. Se il piccolo fa pipì, non ha viso scavato e colorito grigiastro e la fontanella non si vede, nessun problema. In caso contrario è necessario contattare il pediatra o addirittura portare il piccolo al pronto soccorso: se, infatti, non riesce ad assumere abbastanza liquidi per compensare le perdite con le scariche diarroiche e il vomito, può essere necessario ricorrere alla flebo. Ma anche se il piccolo non mostra segni di disidratazione è opportuno rivolgersi al pediatra per una visita e per avere indicazione su come comportarsi. Il latte materno può continuare a essere somministrato per la sua azione anti-infettiva, mentre il latte vaccino, anche quello di formula, va sospeso, per essere sostituito con tè deteinato, spremute se il piccolo ha almeno otto – nove mesi, brodo vegetale e soluzioni saline reintegranti che vanno appunto suggerite dal medico. Andrebbero anche sospesi i cibi proteici: latticini, uova, carni a vantaggio di riso, pasta, patate. Anche le carote hanno un effetto astringente: cotte al vapore sono gradevoli e ricche di vitamine. Nel giro di dieci giorni, comunque, il bambino si sente meglio.

Quando è colpa del Norwalk
La gastroenterite dovuta al virus di Norwalk, così chiamato dalla cittadina dell’Ohio negli Usa, dove fu isolato per la prima volta, ha una durata simile a quella da Rotavirus, ma i sintomi sono più leggeri: compaiono dissenteria, a volte vomito e nausea, malessere. Colpisce i bambini e i ragazzini più grandi che frequentano bar, mense scolastiche, piscine infatti il virus è forte e resiste anche al cloro. Può anche essere veicolato da cibi contaminati come vegetali e frutti di mare. I disturbi più lievi possono essere tenuti sotto controllo alimentandosi in modo leggero, eliminando grassi e proteine e bevendo molto. Solitamente, però, l’organismo dei bambini più grandi è sufficientemente resistente e affronta il disturbo nel giro di pochi giorni.

Lina Rossi

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