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Non solo l’influenza, ma anche la gastroenterite è endemica in inverno

gennaio 14, 2013 11:59 am

Dissenteria, nausea, vomito e leggero rialzo termico, per i bambini piccoli la gastroenterite è una questione seria. Il più delle volte a provocarla sono i Rotavirus o Norovirus, è importante affrontarla nel modo corretto.

Quando si pensa ai malesseri dei mesi invernali, il pensiero corre subito all’influenza e alle malattie da raffreddamento. Da non trascurare è invece la gastroenterite, arriva non solo con il freddo ma anche verso la primavera, a sostenerla sono i virus specifici ed i sintomi spaziano da un malessere caratterizzato da febbre, nausea, vomito, debolezza e soprattutto da scariche diarroiche. Sono soprattutto queste ultime a mettere in difficoltà un bambino che, quanto più è piccolo, tanto più è infastidito dai dolori addominali e corre un più elevato rischio di andare incontro a disidratazione.

Norovirus, causa di una vera epidemia
I virus responsabili di gastroenterite sono molti: alcuni si fanno sentire in determinati periodi dell’anno. È il caso del Norovirus, un germe molto diffuso in tutto il mondo, causa di gastroenterite con vomito e diarrea. Durante le ultime vacanze di Natale ha scatenato una vera e propria epidemia in Inghilterra colpendo oltre 150.000 persone. Il ceppo di Norovirus responsabile è una variante chiamata Sydney 2012 e ha causato una vera e propria congestione dei reparti ospedalieri, soprattutto di pediatria: molti di essi hanno dovuto essere chiusi. Il Norovirus, chiamato così dalla parola Norwalk-like, visto che è stato individuato per la prima volta a Norwalk, in Ohio, negli Usa, è un piccolo virus di cui esistono diversi ceppi. È causa di una forma di gastroenterite caratterizzata solitamente da vomito e diarrea, con nausea e crampi. Possono inoltre comparire malessere generalizzato, dolori muscolari, mal di testa e brividi. La febbre, non molto elevata, compare in un caso su due. Compaiono scariche diarroiche, da quattro a otto nell’arco della giornata. La durata del malessere da dai due ai tre giorni: i sintomi iniziano quindi a diminuire. Il Norovirus si diffonde nelle piccole comunità attraverso la saliva e il contatto diretto. Per i bambini una frequente causa di diffusione è lo stare vicini, in ambienti chiusi, manipolando gli stessi giocattoli e oggetti. Il Norovirus è il secondo agente patogeno per gastroenterite dopo il Rotavirus.

C’è anche il Rotavirus
Il Rotavirus, frequente soprattutto nei mesi invernali, in particolare nei bambini che frequentano la scuola materna. Il Rotavirus è caratterizzato dall’insorgenza improvvisa di vomito e scariche diarroiche liquide. Possono comparire anche qualche linea di febbre e dolori addominali. La fase acuta dura uno o due giorni, ma la nausea e le scariche, più sporadiche, si manifestano per altri sette-dieci giorni circa. Una volta guarito, il bambino resta però piuttosto debole e inappetente ancora per alcuni giorni. Contro le infezioni da Rotavirus e da Norovirus non esistono armi se non la vaccinazione oppure, affrontare il disturbo nel momento in cui si presenta. La gastroenterite, infatti, causa una notevole perdita di liquidi attraverso la diarrea e il vomito: liquidi che una persona e soprattutto un bambino non riesce a procurarsi proprio per l’impellenza a rigettarli attraverso i conati e le scariche. Il rischio è la disidratazione, tanto più elevato quanto più un bambino è piccolo. Solitamente la gastroenterite si affronta in casa, dopo avere ovviamente chiesto il parere del pediatra. È bene portare il bambino al pronto soccorso pediatrico se compaiono i primi segni di disidratazione: colorito pallido, pianto sommesso, sonnolenza priva di reattività, fontanella più visibile e pannolino asciutto. In questi casi, è bene non perdere tempo.

Come affrontare a casa la gastroenterite
È essenziale garantire un apporto sufficiente di liquidi per reintegrare quelli che vengono persi. Se un bambino viene allattato al seno, non c’è ragione per interrompere l’allattamento: assumere il latte materno assicura l’apporto di liquidi e anticorpi tali da contrastare i disturbi della gastroenterite, mentre la vicinanza del corpo materno è per il bambino una fonte di conforto e benessere. Andrebbe invece sospeso, dietro parere del pediatra, il latte ricostituito di derivazione vaccino, un alimento che può rendere più fastidiosa la gastroenterite o ritardare la guarigione. Il medico potrà consigliare l’assunzione, per qualche giorno, di un preparato sostitutivo, a base vegetale, con effetto astringente. Se il bambino è più grandicello, deve evitare comunque l’assunzione di frutta, verdura e di alimenti proteici, soprattutto di latticini. Deve invece cercare di assumere più liquidi possibile attraverso bevande come tè deteinato con poco limone, spremute, brodo leggero, semplice acqua. Sono importanti le soluzioni idrosaline, caratterizzate dalla presenza di minerali e vitamine con la finalità reidratante, restituendo all’organismo le sostanze perdute. Sia le soluzioni idrosaline che i liquidi in bevanda vanno proposti lentamente, a piccole cucchiaiate, in questo modo si evita il possibile vomito. Una volta superato il malessere e quindi nausea, vomito e scariche diarroiche terminate, è possibile provare a introdurre cibo solido ma digeribile, come una fetta biscottata, una patata lessa o un pugno di riso bollito.

Sahalima Giovannini

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