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La diarrea dei bambini

Luglio 21, 2011 12:50 pm

Con il caldo le diarree tornano a fiorire, indipendentemente se sono acute o croniche. La terapia è nella reidratazione e alimentazione ricca di vitamine liposolubili. L’esordio della diarrea in fase acuta è in genere improvviso e spesso è accompagnato da vomito, febbre ed apatia associata a inappetenza. La diarrea cronica è sostenuta soprattutto da malattie…

La diarrea dei bambini

Con il caldo le diarree tornano a fiorire, indipendentemente se sono acute o croniche. La terapia è nella reidratazione e alimentazione ricca di vitamine liposolubili.

L’esordio della diarrea in fase acuta è in genere improvviso e spesso è accompagnato da vomito, febbre ed apatia associata a inappetenza. La diarrea cronica è sostenuta soprattutto da malattie infiammatorie che prendono origine dall’intestino. I responsabili della diarrea possono quindi essere: i comuni germi che proliferano nei cibi e nell’acqua, responsabili delle infezioni acute ed i virus. Tra questi, il rotavirus è il maggior responsabile delle diarree del primo anno di vita dei bambini.

La diarrea acuta
Viene definita acuta quando il bimbo produce feci liquide, almeno 3-4 volte al giorno per meno di 2 settimane. La diarrea, in genere, è il segno di una infezione intestinale che si contrae per via orale attraverso cibi contaminati o mani sporche. Può essere accompagnata da febbre e vomito ed in genere guarisce spontaneamente, senza conseguenze. Il disagio però può anche essere scatenato da un’infezione virale. Nei bambini più grandicelli, una lieve forma di diarrea può essere dovuta a una congestione, per l’ingestione di un cibo o di una bevanda troppo gelati, o, ancora, a un colpo di freddo subito durante la digestione. In questo caso però, la diarrea, si limita a una sola scarica accompagnata da vomito e malessere generale. Osservare un giorno o due di dieta leggera, con pochi grassi, è il miglior sistema per far tornare il bambino in forma. A volte una forma di diarrea acuta può essere scatenata anche dall’introduzione, nell’alimentazione del bambino, di un cibo nuovo, che l’organismo non è ancora preparato ad accogliere. In questo caso l’intestino dà luogo a una reazione che si manifesta anche con una o più scariche di tipo diarroico. Questa manifestazione in genere compare nei bambini più piccoli, nell’età dello svezzamento. Se dovesse verificarsi questa evenienza, è opportuno rivolgersi al pediatra, spiegandogli la situazione.

Le forme che cronicizzano
La diarrea cronica si manifesta con episodi diarroici meno eclatanti rispetto alla forma acuta. Non espone agli stessi rischi di disidratazione, ma non va trascurata perché, anche se sembra meno evidente, può esporre il bimbo ad anemia e disturbi nutrizionali. Si manifesta con episodi sporadici di diarrea, magari due o tre scariche leggere, qualche linea di febbre e nervosismo. Quindi, tutto sembra risolversi anche se il disturbo rimane. Con il passare dei mesi, il bimbo cresce meno rispetto ai coetanei, può essere pallido con l’addome un po’ gonfio. In caso di episodi di diarrea ricorrente anche se lieve, occorre contattare il pediatra. Il disturbo può infatti essere il segno di un’allergia a un alimento o di un disturbo serio come la celiachia, che va diagnosticato con esami appositi e affrontato nel modo corretto. Anche l’intolleranza al lattosio, lo zucchero contenuto nel latte di mucca può provocare la diarrea che si manifesta con scariche liquide, dolori addominali, irritabilità e vomito. Questo disturbo può colpire anche i bambini più piccoli, se alimentati con latte in polvere derivato dal latte vaccino.

L’importanza dell’igiene
Non vanno offerti al bambino alimenti crudi o lavati con acqua corrente, tanto meno è il caso di aggiungere cubetti di ghiaccio alle bevande. Biberon e tettarelle vanno sterilizzati con apposite soluzioni o con acqua bollente anche se a casa questa precauzione è stata già sospesa. Se si viaggia in paesi tropicali, dove i germi responsabili della diarrea sono diffusi nelle acque, è necessario offrire al bambino solo acqua minerale in bottiglia sigillata, anche per l’igiene personale. Contro la diarrea da batteri è possibile vaccinarsi, a partire dai due anni in poi. Il vaccino è in vendita in farmacia dietro prescrizione del pediatra. Si tratta di una soluzione da diluire in d’acqua e da assumere in due dosi alcuni giorni prima della partenza.
La cura della diarrea
Qualsiasi ne sia la causa del disturbo, questa si risolve spontaneamente nel giro di un giorno o due. Nel contempo, è importante cercare di far bere il più possibile il bambino, per evitare che le scariche liquide e il vomito provochino una forma di disidratazione. E’ bene ricordare che un bimbo piccolo è composto per il 70% circa da acqua e la disidratazione può rappresentare il vero pericolo. È quindi importante far bere non solo semplice acqua, succhi di frutta o tisane, ma apposite soluzione elettrolitiche che sostituiscano i liquidi e i sali minerali persi con le scariche e con il vomito. È anche utile assumere dei probiotici, microrganismi viventi che combattono i germi patogeni. Il più adatto è il Lactobacillus casei GG. Va seguita un’alimentazione leggera, a base di alimenti astringenti come riso, patate, carote bollite, mele crude e banane. Il latte non va somministrato per due giorni, a meno che il bimbo non sia allattato al seno, quindi può essere reintrodotto gradualmente dietro indicazione del pediatra. Non vanno somministrati farmaci contro il vomito. Quando un bambino ha la diarrea, devono essere tenuti sotto controllo gli eventuali segnali della disidratazione. Se il piccolo perde oltre il 5 per cento del peso che aveva prima del disturbo, non bagna il pannolino o non va a fare la pipì per molte ore, ha il viso pallido e scavato e manifesta sonnolenza e svogliatezza, è necessario chiamare il pediatra. E’ necessario invece il ricovero quando lo stato di coscienza risulta compromesso, se è presente del muco o sangue nelle feci, se il bimbo è al di sotto dei 6 mesi di vita e quando la famiglia ha difficoltà a gestire la situazione.

 

Giorgia Andretti

 

Ha collaborato:
dott.ssa Rosalba Trabalzini

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