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Tetano, se vaccinati nell’infanzia protegge per la vita

13 Marzo, 2020 10:00 am

Il vaccino contro il tetano inoculato nell’infanzia ha un ruolo protettivo per la vita, lo sostengono gli esperti a patto che siano stati effettuati i richiami previsti

La vaccinazione antitetanica andrebbe somministrata come da calendario vaccinale fin da piccoli per aver la protezione per tutta la vita, ovviamente a patto che si osservino le dosi di richiamo. La stessa cosa vale per la difterite. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Infectious Disease che, precisano i ricercatori, è in linea con le recenti raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, suggerendo di sottoporre gli adulti ai richiami se non hanno completato i richiami necessari.

Tetano e prevenzione vaccinale

Nell’analisi sono stati valutati i dati di milioni di persone provenienti da trentuno paesi nordamericani ed europei tra il 2001 e il 2016. Si tratta, chiariscono gli esperti, di uno studio a favore dei vaccini, ribadendo come tutti dovrebbero ricevere i richiami vaccinali di tetano e difterite da bambini. Una volta effettuato l’intero ciclo vaccinale, la protezione dovrebbe essere per la vita. La ricerca ne segue un’altra, svolta nel 2016 dallo stesso team di esperti, che aveva notato come il vaccino antitetano e antidifterite copriva solo trenta anni di immunizzazione. Di conseguenza, i ricercatori hanno raccomandato da quel momento di vaccinare gli adulti contro queste malattie solo ogni trenta anni.

Conoscere il tetano

Ma perché è così importante vaccinarsi contro il tetano, una malattia che spesso si crede possa colpire solo se si vive in campagna?  La convinzione completamente errata: è possibile, infatti, ammalarsi anche ferendosi a un ginocchio mentre si gioca, oppure se ci si punge un po’ in profondità con una spina di rosa. Il tetano è causato da un batterio, il – clostridio del tetano – il   quale entrando nell’organismo può provocare effetti dannosi per nervi e cervello. Ecco perché è opportuno sottoporsi al vaccino. Il primo vaccino si fa al terzo mese di vita, chiamato anche esavalente perché copre: difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, Hib prima dose. La seconda dose si fa al quinto mese e la terza dose a un anno. A cinque anni – sei anni si effettua il richiamo di difterite, tetano, polio e a sedici – venti anni l’ultimo richiamo, quello che dovrebbe garantire immunità per sempre.

Effetti collaterali del vaccino

In seguito alla somministrazione del vaccino contro la difterite e il tetano possono comparire gonfiore e arrossamento nel punto dell’iniezione. A volte la parte può risultare indurita al tatto proprio come se fosse una nocciolina e può rimanere tale fino a un mese circa. Si tratta di una manifestazione normale destinata a scomparire da sola nel giro di poco tempo. In qualche raro caso può comparire qualche linea di febbre. In ogni caso, davanti a qualsiasi tipo di manifestazione anomala, è sempre opportuno telefonare al pediatra.

Quando è necessario rinviare la seduta vaccinale

Il bambino non deve essere sottoposto a vaccinazione durante o nei primi sette giorni successivi ad una malattia infettiva, esempio l’influenza, il vaccino potrebbe indebolire un organismo già provato ed essere conseguentemente, meno efficace, poiché non ci sono difese immunitarie sufficientemente attive per fornire una reazione corretta. Il vaccino va evitato anche quando si ha il sospetto di qualche malattia in arrivo: esempio una crisi di vomito oppure appare stanco e debole.

Giorgia Andretti

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