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Anemia emolitica impariamo a riconoscerla

14 Febbraio, 2020 10:00 am

Anemia emolitica: condizione in cui i globuli rossi vanno incontro a distruzione improvvisa per cause esterne. Il favismo ne è un esempio ed è diffuso anche nel nostro paese

La vita dei globuli rossi dura circa centoventi giorni: quando diventano troppo vecchi per svolgere il loro ruolo efficacemente, vengono distrutti ed eliminati. Quando il ciclo vitale dei globuli rossi è ridotto si parla di emolisi. Tali anemie possono essere compensate o scompensate. Sono compensate quando la riserva funzionale nel midollo ripara l’accorciamento della vita dei globuli rossi. Le anemie  si dicono scompensate quando la vita media dei globuli rossi è inferiore alle due-tre settimane o quando il midollo osseo non riesce a produrne a sufficienza per compensare, appunto, l’emolisi.

 

Favismo: anemia emolitica diffusa

Si tratta di un’anemia emolitica ereditaria, diffusa soprattutto in Africa, in Asia meridionale e nel bacino del Mediterraneo. Viene chiamata anche favismo perché le persone che ne soffrono vanno incontro a problematiche varie quando entrano in contatto con determinate sostanze, per esempio quelle che si trovano nelle fave o nei piselli. I sintomi possono manifestarsi anche in seguito all’ingestione di medicinali, per esempio acido acetilsalicilico o sulfamidici. Solo gli individui di sesso maschile sono colpiti dai sintomi del favismo: le femmine sono portatrici sane dell’anomalia. Il favismo è legato al difetto congenito di un enzima presente nei globuli rossi, il glucosio-6-fosfato-deidrogenasi – G6PD, essenziale per la vita dei globuli rossi stessi. Quando le persone che soffrono della carenza di questo enzima ingeriscono fave, piselli o alcune farmaci, queste sostanze agiscono come fattori scatenanti impoverendo ulteriormente i globuli rossi già carenti dell’enzima. I globuli rossi allora vanno incontro a una distruzione: la così detta: emolisi.

 

Cosa fare in caso di favismo

Il disturbo si manifesta in modo improvviso, da 12 a 48 ore dopo che sono state ingerite le fave o le altre sostanze non tollerate. La pelle assume un colorito giallo intenso, detto ittero, dovuto a una sostanza, la bilirubina, che entra in circolo nell’organismo, rilasciata dalla distruzione dei globuli rossi. Anche l’urina si colora: è di un giallo intenso. La persona inoltre avverte una grande debolezza e difficoltà di respirazione; il polso è debole e rallentato. A meno che un bambino non sia stato sottoposto a esami del sangue specifici perché in famiglia si sospetta la presenza di favismo, in genere l’anomalia si scopre del tutto casualmente, in seguito, appunto, all’ingestione delle sostanze mal tollerate. Se un bambino è preda dei sintomi descritti sopra, la mamma o chi è presente deve chiamare immediatamente il pediatra. Non somministrare al piccolo farmaco di alcun tipo, né alimenti. È invece importante che il medico sappia quali sostanze il bambino ha ingerito nelle ultime 48 ore. La crisi di favismo richiede l’immediato ricovero in ospedale.

Terapia dell’anemia emolitica

L’unico modo per risolvere la crisi emolitica è infondere una trasfusione di sangue, così da ripristinare un numero e una qualità sufficiente di globuli rossi sani. Una persona affetta da favismo può condurre una vita del tutto normale, a patto di evitare nel modo più assoluto di entrare in contatto con fave, piselli e con i farmaci potenzialmente pericolosi.

 

Lina Rossi

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