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L’obesità infantile può modificare la struttura cerebrale

14 Gennaio, 2020 10:00 am

L’obesità nella prima infanzia potrebbe essere collegata a cambiamenti nella struttura del loro cervello. Secondo un recente studio, i bambini sembrano più impulsivi nelle loro reazioni

Una recente ricerca condotto dalla dott.ssa Jennifer Laurent, professore associato presso l’Università del Vermont College of Nursing and Health Sciences, a Burlington sostiene che i bambini in sovrappeso e obesi tendono ad avere una corteccia prefrontale più sottile, è questa una delle aree cerebrali associata al processo decisionale e alla risoluzione dei problemi. Inoltre, è sempre questa area del cervello che funge da controllo all’aggressività.

Correlazione tra peso corporeo e corteccia prefrontale

La ricercatrice dell’Università del Vermont College of Nursing and Health Sciences, si occupa dell’obesità e delle sue conseguenze. Già precedenti studi hanno associato l’obesità infantile al rischio precoce di malattie cardiache e diabete di tipo 2 ma nella sua nuova ricerca c’è la struttura cerebrale. La ricercatrice è partita dall’ipotesi: potrebbe l’obesità avere qualche effetto sul cervello in via di sviluppo? Questo, considerato che i chili in più influenzano il flusso sanguigno, i livelli di zucchero nel sangue e l’infiammazione. I ricercatori, con a capo la dott.ssa Jennifer hanno raccolto dati da uno studio effettuato nel 2017 su bambini di nove e dieci anni in ventuno siti negli Stati Uniti sullo sviluppo del cervello degli adolescenti. Furono pesati circa 3.200 bambini e successivamente sottoposti a una serie di pensieri e test di memoria Gli stessi bambini furono anche sottoposti ad una risonanza magnetica cerebrale. Del campione, circa il 13% dei bambini era in sovrappeso e il 15% obeso. In questi stessi bambini lo strato della corteccia prefrontale, alle immagini della RMN era più sottile del gruppo di controllo. L’effetto dell’assottigliamento era particolarmente evidente nella corteccia prefrontale, l’area cerebrale che sviluppa nell’adolescenza. Questo ovviamente fa ben comprendere perché in adolescenza i ragazzi sono più impulsivi, manca infatti la capacità di astrazione e conseguentemente la capacità di ragionare, organizzare le informazioni e decidere in modo congruo. Questi risultati sono stati pubblicati su JAMA Pediatrics lo scorso dicembre. Lo studio è stato solo di osservazione, quindi si è constatata la correlazione ma non è possibile dimostrare causa ed effetto.

Considerazioni sulla ricerca: obesità e corteccia prefrontale

La dott.ssa Jennifer non potendo appurare quale sia la causa e quale l’effetto della correlazione individuata nella ricerca, ipotizza che l’obesità potrebbe facilitare lo sviluppo di una corteccia prefrontale più sottile, ma potrebbe anche essere che è la corteccia sottile a produrre un cattivo processo decisionale che causa l’obesità. In realtà non sapendo esattamente come stanno le cose i risultati dovrebbero fungere da campanello d’allarme finalizzato a prevenire l’obesità infantile allo stesso modo di quando si parla di una disfunzione metabolica che colpisce cuore e cervello. Capita nella ricerca di vedere fatti che accadono uno affianco all’altro facendo ipotizzare causa ed effetto, ma come ha suggerito la dott.ssa Eliana Perrin direttore del Duke University Center for Childhood Obesity Research di Durham, N.C. alcune cose non le sappiamo affatto e nella ricerca il lavoro deve essere graduale.  L’ipotesi di partenza non deve essere trasformata in qualcosa se prima non si completano tutti i passaggi che confermano o meno l’ipotesi iniziale. Quindi questi dati a proposito dell’assottigliamento della corteccia prefrontale non devono far pensare che i ragazzi obesi siano stupidi o non normali cognitivamente, al contrario, l’intelletto è ben sviluppato. La dott.ssa Perrin ha aggiunto che potrebbe anche esserci qualche fattore aggiuntivo ancora sconosciuto che influenza il peso dei bambini, la struttura del cervello e le prestazioni decisionali del cervello o tutti e tre.


Dott.sa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico GuidaGenitori.it

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