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Prurito strano, attenti agli ossiuri

8 Gennaio, 2020 10:00 am

Gli ossiuri, i più diffusi parassiti intestinali dei bambini: il sintomo principe è prurito intenso nelle parti intime. La loro diffusione avviene con estrema facilità. Vediamo come debellarli

L’Ossiuriasi è un’infezione parassitaria intestinale tipica dei bambini piccoli, ovvero coloro che frequentano la scuola dell’infanzia e la primaria. Secondo gli esperti, un bambino su quattro entra in contatto con l’Enterobius vermicularis, il parassita responsabile dei fastidiosi sintomi di questa infezione. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – Waidid – ha descritto come riconoscere, prevenire e curare questa infestazione.

Ossiuri: parassiti contagiosi

I parassiti intestinali colpiscono soprattutto i bambini che trascurano le regole basilari dell’igiene: come lavarsi le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno. Oltre alla carenza di igiene, altro fattore di rischio da non sottovalutare è il consumo di cibo poco cotto o crudo, in particolar modo le carni, oppure gli alimenti non lavati in modo adeguato come spesso accade con frutta e verdura. Gli ossiuri si trasmettono facilmente, tra compagni di classe ma anche in famiglia, a genitori e fratelli. Seguire alcuni precisi accorgimenti di fondamentale importanza per evitare la diffusione dell’infestazione e per evitare il contagio una volta che un soggetto, all’interno della famiglia, o di un gruppo, sia stato infestato.

Ossiuri, alle volte i sintomi non sono chiarissimi

Il prurito localizzato nella zona perianale è intenso soprattutto nelle ore notturne, deve destare il sospetto per una successiva verifica. Spesso compaiono anche manifestazioni accessorie come dolore addominale, diarrea e irrequietezza. Nei casi più seri e trascurati, propri perché non si è dato peso ai sintoni, possono comparire forme di anemia da deficit di vitamina B12 e disturbi a livello uro-genitale. Nelle bambine, le larve di ossiuri possono inoltre raggiungere le parti intime provocando vaginiti. In caso di sospetto di ossiuriasi, è bene ispezionare la zona anale e perianale il mattino appena svegli: nelle prime ore del mattino, infatti, è possibile rilevare la presenza di piccoli filamenti bianchi in movimento. Le femmine degli ossiuri durante la notte depongono le uova e sono proprio i movimenti compiuti dalle femmine a causare il prurito. Le larve nate dalla schiusa possono risalire fino al colon oppure, a seguito del grattarsi, in conseguenza del prurito, passare dalle mani alla bocca. Il contagio, dunque, avviene per via oro-fecale.

Come si effettua la diagnosi di ossiuriasi

È utile osservare accuratamente anche le feci e la biancheria intima, è infatti possibile accertare la presenza di ossiuri. Lo scotch test conferma l’infezione: è un’indagine che si esegue applicando nastro adesivo sulla zona anale così da poter raccogliere, nell’eventualità, le uova incriminate, da analizzarle attraverso un microscopio una volta trasferite su un vetrino di laboratorio. I campioni, almeno tre, devono essere raccolti al risveglio. Una volta diagnosticata, l’infezione da ossiuri, questa va trattata con farmaci attivi sui parassiti nella loro forma vitale, non lo sono però sulle uova. Per questo motivo, è necessario somministrare due dosi del farmaco: la prima al momento della diagnosi, la seconda dopo due settimane per poter eliminare i nuovi parassiti.  Comunque, nonostante il trattamento, l’infezione da ossiuri può ripresentarsi, soprattutto se la seconda dose viene assunta in ritardo o se l’infezione è stata contratta da più persone all’interno di uno stesso gruppo. Per evitare contagio, è bene non condividere asciugamani, biancheria da letto, sanitari, ma anche dei giocattoli tra i più piccoli, aumenta in modo esponenziale il rischio di contagio.

Ossiuri: regole importanti da osservare per prevenire l’infezione e il contagio

1.       lavare accuratamente le mani prima di maneggiare il cibo

2.       evitare di consumare carni poco cotte o pesce crudo

3.       lavare accuratamente frutta e verdura prima del loro consumo

4.       non lasciare cibi fuori dal frigo per più di due ore

5.       lavare biancheria intima, lenzuola e asciugamani ad alte temperature almeno a 60° e separatamente da altri indumenti

6.       igienizzare sanitari, banchi e tavoli da cucina

7.       far sì che il bambino non avvicini i giocattoli alla propria bocca

8.       far sì che compagni di asilo e scuola non utilizzino i giochi del proprio bambino nel periodo di infezione

9.       far indossare al bambino mutandine in cotone durante tutto il periodo così da alleviare il prurito

10.     applicare localmente una pomata antistaminica per alleviare il prurito

Giorgia Andretti

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