prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

La prevenzione della meningite

Dicembre 2, 2010 12:41 pm

Vaccino sì, vaccino no. Il dubbio sempre più attanaglia i genitori. Non si può però ignorare che la malattia meningococcica, quando colpisce, lo fa piuttosto pesantemente. Qualche settimana fa, in un post lasciato da Venusia nei nostri Forum e precisamente su Spazio Aperto, una delle frasi contenute nel testo ha suscitato il nostro sconcerto. La…

La prevenzione della meningite

Vaccino sì, vaccino no. Il dubbio sempre più attanaglia i genitori. Non si può però ignorare che la malattia meningococcica, quando colpisce, lo fa piuttosto pesantemente.

Qualche settimana fa, in un post lasciato da Venusia nei nostri Forum e precisamente su Spazio Aperto, una delle frasi contenute nel testo ha suscitato il nostro sconcerto. La frase era: “Il pediatra… mi ha sconsigliato VIVAMENTE il nuovo vaccino antimeningite…”. Sulla base di questo messaggio abbiamo pensato di parlare della meningite, soprattutto di meningite batterica, in considerazione del fatto che l’inverno è la stagione che fa registrare il maggior numero di casi, e come proteggerci.

La malattia delle meningi cerebrali
La meningite è una infiammazione delle meningi cerebrali o del midollo spinale e può avere una base infettiva o asettica, è una delle malattie più comuni del Sistema Nervoso Centrale. A volte l’infiammazione coinvolge sia le meningi che l’encefalo, in questo caso si definisce meningoencefalite. La malattia può manifestarsi nel giro di pochissime ore o di giorni o in un periodo di tempo più lungo. La forma batterica acuta è una malattia che in poche ore può attaccare e provocare il decesso di soggetti sani, lasciando, nella migliore delle ipotesi, delle conseguenze gravi come la cecità, la sordità o la perdita di arti.

I batteri che possono provocare la malattia sono:

  • gli streptococchi di gruppo B;
  • i meningococchi i cui sierogruppi più comuni sono A, B, C, Y e W135. Questi agenti infettivi sono i responsabili del 90% dei casi di meningite;
  • gli pneumococchi;
  • l’Haemophilus influenzae di tipo B.

Essendo, come abbiamo descritto, moltissime le varietà batteriche oltre che virali che possono provocare la malattia e che pur sempre di una malattia importante si tratta, è consigliabile la somministrazione del vaccino per le varietà batteriche disponibili piuttosto che andare incontro alla possibilità di contrarre la malattia meningococcica, non proprio innocua.

Perché il vaccino è così utile
Durante il secolo scorso è anche grazie all’introduzione della vaccinazione che sono state eliminate la maggior parte delle malattie infettive pediatriche. L’aspettativa di vita in Europa si è innalzata dai 35 anni del 1750 agli oltre 80 anni dei giorni nostri proprio per via del progresso scientifico e al fatto che si è iniziato a controllare le malattie infettive: abbiamo assistito a una progressiva riduzione della mortalità infantile e di conseguenza, grazie a un sistema immunitario più forte, a un allungamento della vita media.

Per la meningite batterica esistono già vaccini in commercio che difendono da:

  • meningococchi – dopo il vaccino per il sierogruppo C, l’ultimo nato è il vaccino coniugato contro il meningococco di ceppo A, C, W, e Y, mentre il vaccino per il sierogruppo B è attualmente in fase finale di sviluppo clinico;
  • pneumococchi – esistono due tipi di vaccino: il vaccino polisaccaridico, con 23 sierotipi antigenici, maggiormente efficace nei bambini grandi e negli adulti, non è in grado di stimolare le difese immunitarie nei bambini di età inferiore ai due anni; il vaccino coniugato, con 10 o 13 sierotipi antigenici, efficace nella prevenzione della malattia nei neonati e nei bambini piccoli (2-24 mesi);
  • l’Haemophilus influenzae di tipo B – è disponibile da alcuni anni nella combinazione esavalente; in un‘unica iniezione vengono somministrati vaccini contro la difterite, la poliomielite, il tetano, l’epatite virale B, la pertosse e le infezioni invasive da Hib.

Vaccini oggi, strumento di salute
L’approccio alla preparazione dei vaccini del XX secolo era completamente diverso rispetto alla preparazione dei vaccini moderni. I primi vaccini, seppur efficaci e con benefici superiori ai rischi, in casi rari potevano avere effetti collaterali gravi e perfino mortali. Nell’attuale era genomica i vaccini, non sono più preparati grezzi: sono diventati composti più sicuri ed efficaci, progettati tramite modelli al computer ed esperimenti di laboratorio. Le nuove tecnologie permettono di rendere inoffensivi i germi che in passato parevano impossibili da prevenire, come per la meningite e l’influenza. Il progresso nella ricerca sui vaccini è però avvenuto in maniera molto veloce rispetto al nostro modo di ragionare: ci sono ancora paure infondate nei confronti della vaccinazione da abbandonare e ottime opportunità da cogliere per la nostra salute. I vaccini del XXI secolo hanno, infatti, il potenziale per continuare ad essere protagonisti di una rivoluzione nel campo della salute mondiale: costano poco -rappresentano lo 0,5% circa del budget di spesa sanitaria – salvano miliardi di vite umane e sono di gran lunga più efficaci delle migliori medicine esistenti.

Che cosa ci riserva il futuro
La terapia antibiotica sta segnando il passo è infatti preoccupante il fenomeno dell’antibiotico resistenza dovuto ad un uso massiccio, alcune volte inappropriato dal “fai da te”, allarme lanciato qualche giorno fa dal dottpr Guido Rasi, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) il quale ha sottolineato che bisognerà attendere almeno sei anni per avere nuovi antibiotici disponibili sul mercato. La ricerca sta quindi spostando l’obiettivo, dalla cura alla prevenzione. Stiamo infatti assistendo ad una rivoluzione nel campo dei vaccini che prima erano concepiti esclusivamente come metodo di prevenzione delle malattie pediatriche mentre oggi i vaccini sono sviluppati anche per gli adolescenti (papilloma virus e meningococco) o per gli anziani (influenza). La strada dei ricercatori ci porta a pensare che nel nostro secolo tutte le fasce d’età avranno i loro vaccini come forma di prevenzione per le malattie trasformando così i vaccini del XXI secolo in una sorta di assicurazione sulla nostra vita.

 

dott.ssa Rosalba Trabalzini

- -


ARTICOLI CORRELATI