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Enuresi notturna, i bambini non vanno sgridati

Novembre 28, 2019 10:00 am

Se nostro figlio bagna il letto ancora a cinque o sei anni la tentazione del rimprovero è forte, ma è bene evitare perché alla base c’è un forte disagio. La comprensione è necessaria

Fare pipì a letto non sempre è una abitudine che si perde con il passare del tempo. Secondo la Società Italiana di Pediatria, l’enuresi notturna, questo è il termine scientifico, a cinque anni riguarda circa il 10-15% dei bambini, alcuni ragazzi si portano il problema anche fin verso i dieci – undici anni. Non è colpa del ragazzino, non è né pigro né viziato, se non ha mai smesso di bagnare il letto, se a cinque anni deve ancora indossare la mutandina assorbente, se riprende a fare pipì addosso la notte significa che c’è qualche problema. Il modo giusto per affrontarlo sono la pazienza, l’affetto e la consulenza del pediatra di concerto con lo psicoterapeuta.

Enuresi: capire le cause è necessario per la risoluzione

L’enuresi o incontinenza notturna può essere di due tipi: primaria o secondaria. Se il bambino non ha smesso di bagnare il letto da quando ha interrotto l’uso del pannolino di giorno, significa che è un problema genetico oppure ormonale, la vescica è iperattiva nelle ore notturne. Se, invece, il problema si ripresenta alcuni mesi dopo che il bambino ha correttamente imparato a fare pipì nel vasino, può essere colpa di una infezione urinaria come una cistite oppure un disagio psicologico, come la nascita del fratellino oppure un periodo difficile a scuola. Soprattutto se il bambino ha già compiuto cinque anni, è bene andare dal pediatra, che già con la visita può capire se è un problema fisico oppure psicologico. Un disagio che causa incontinenza è accompagnato da nervosismo, crisi di pianto, insonnia. Un problema fisico come la cistite causa dolore e bruciore alla minzione: in questo caso può essere utile l’analisi delle urine ed eventualmente l’ecografia dei reni e della vescica. 

Regole semplici ma utili per affrontare l’enuresi

Il bambino può essere aiutato a trattenere la pipì di notte con alcuni accorgimenti. Occorre una adeguata igiene dei genitali per evitare fenomeni di irritazione locale, possono infatti aumentare lo stimolo a urinare. È bene assumere una dose adeguata di liquidi nella prima parte della giornata e fino al pomeriggio, a cena è permesso mezzo bicchiere di acqua e niente più fino al momento di andare a letto. Inoltre, è fondamentale non punire il bambino ma comprenderlo e sostenerlo, spiegandogli di non scoraggiarsi e di stare tranquillo perché il suo problema è risolvibile. Occorre correggere le abitudini nell’alimentazione specialmente la sera, evitando l’assunzione di cibi o bevande con caffeina: tè, energy drink e cioccolato, oltre ad avere effetto diuretico impediscono il corretto riposo. Vanno anche eliminati, la sera, i cibi troppo dolci o troppo salati, non sono comunque mai benefici per la salute.

Ascoltare i pediatri per sostenere il bambino con enuresi

Per aiutare sia i bambini sia le famiglie, i Pediatri SIP hanno stilato un elenco di consigli per i genitori. Eccone qualcuno:

  • Instaurare clima di dialogo con il proprio figlio, condividendo anche la propria eventuale esperienza a riguardo se da piccoli si era soggetti allo stesso problema.
  • Il bambino va rassicurato e supportato.
  • Mai rimproverare, colpevolizzare, punire o deridere, soprattutto in presenza di parenti e amici.
  • Prestare attenzione alle richieste di aiuto: tornare a bagnare il letto può essere un modo per comunicare un disagio che il piccolo non sa esprimere.
  • Il problema deve essere affrontato senza perdere la calma, insieme al bambino, in modo che partecipi attivamente alla risoluzione.
  • Coinvolgimento del bambino nella pulizia quando bagna il letto, allo scopo di responsabilizzarlo.
  • Non usare il pannolino per evitare il rischio di bagnare il letto.
  • Garantire quantità e qualità del sonno, senza sollecitare il bambino a svegliarsi per andare in bagno.

Lina Rossi

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