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Autunno, con il fresco tornano le otiti

Ottobre 25, 2019 10:00 am

Con i primi freddi aumenta il rischio di ammalarsi di raffreddore e sindromi para influenzali, disturbi che nei bambini più piccoli possono trasformarsi in otite media

Le orecchie sono un punto delicato per i bambini, in tutte le stagioni. In estate si corre di più il rischio di otite esterna, causata spesso dall’ingresso di acqua nel condotto del timpano a causa di nuotate in mare o in piscina, tanto è vero che si parla anche di orecchio del nuotatore. L’otite esterna può anche essere dovuta a un colpo di aria, per vento o climatizzazione troppo intensa, o ancora per l’ingresso di piccoli corpi estranei o per igiene insufficiente o troppo aggressiva. Più seria è l’otite media, la forma che si verifica con maggiore frequenza con i primi freddi.

 

Otite media, la forma più seria

L’otite media è un disturbo più serio, tanto per le lesioni che può produrre quanto per i disturbi che genera oltre alle eventuali complicanze che, se trascurata, può provocare. Generalmente l’otite dà origine ad una fase acuta, purulenta, accompagnata da dolori, sordità, ronzii, finché si rompe la membrana timpanica e dal condotto fuoriesce il pus. Il morbillo, la scarlattina e i processi infiammatori della faringe possono essere tra le cause delle otiti medie purulente. Per fortuna oggi è difficile che le otiti medie si presentino come conseguenze di queste malattie infettive, perché la maggior parte delle famiglie sottopone i propri bambini alle vaccinazioni contro queste malattie, che possono appunto complicarsi in infezioni alle orecchie. Anche un banale raffreddore, l’influenza stagionale o le forme influenzali possono causare nei bambini infiammazioni all’orecchio medio. Nell’infanzia il naso, la gola e le orecchie sono anatomicamente più ravvicinati e il ristagno di muco e secrezioni favoriscono lo sviluppo di germi in queste zone, migrando più facilmente nel condotto uditivo.

 

Affrontare per tempo il disturbo dell’otite

Il segnale tipico dell’otite è il dolore è meno intenso rispetto a quello provocato dall’otite esterna. Il fastidio è comunque avvertito dal bambino, che accusa anche una diminuzione delle capacità uditive a causa delle strutture infiammate. È opportuno sottoporre il bambino a una visita dal pediatra, il quale osservando il canale uditivo e il timpano con uno speciale strumento può individuare la presenza di rossore e infiammazione. Se queste otiti sono trascurate, possono passare allo stato cronico, con ispessimento della cute che può chiudere il condotto stesso e rischiando una sordità cronica. È necessario curare in tempo e con costanza ogni forma di otite, per evitare l’insorgere di complicanze a carico di tutto l’apparato uditivo. Prima di tutto è importante la prevenzione, valutare quindi l’opportunità anche del vaccino contro l’influenza, può infatti evitare le complicanze a carico delle orecchie. Per evitare di ammalarsi è anche essenziale lavarsi con cura le mani e soprattutto è essenziale l’igiene del naso: effettuare mattina e sera la pulizia con la soluzione fisiologica oppure con le specifiche soluzioni saline o termali, aiuta a sciogliere il muco e quindi impedisce ai batteri di proliferare e raggiungere le orecchie. Se invece l’infezione è già presente, il pediatra potrebbe prescrivere una cura a base di antibiotici, deve essere seguita scrupolosamente, nelle dosi indicate e per il tempo necessario.

 

Lina Rossi

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