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Influenza, è questo il periodo migliore per il vaccino

Ottobre 22, 2019 10:00 am

Il tempo giusto per effettuare il vaccino anti-influenzale è tra la fine di ottobre e le prime settimane di novembre. È bene predisporre le visite dal pediatra e dal medico per i nonni

Anche quest’anno si torna a parlare di influenza. Il primo caso in Italia è stato isolato lo scorso 25 settembre a Parma, in una bambina. Sono proprio loro, i bambini, insieme agli anziani e ai malati croniche, i soggetti più a rischio per le eventuali complicanze dell’influenza e quindi, coloro che hanno più bisogno del vaccino.

 

Influenza, previsti sei milioni di casi

I virus influenzali di quest’anno, secondo gli esperti, saranno particolarmente insidiosi, infatti, si sono diffuse due nuove varianti dei virus: H3N2 – H1N1, soprattutto l’H1N1 nei bambini e l’H3N2 negli anziani, sono i soggetti a maggior rischio di complicanze. Sono previsti circa sei milioni di casi, ai quali vanno aggiunti altri otto milioni di casi per altri virus simil-influenzali. La differenza tra l’influenza vera e propria e le sindromi influenzali sono i sintomi: insorgenza brusca della febbre oltre il 38°, dolori muscolari e articolari, tosse, naso che cola, congestione e secrezione nasale, mal di gola. Se non compaiono tutti questi sintomi significa che non si tratta di influenza vera ma di forme parainfluenzali o infezioni respiratorie acute con una minore intensità sintomatologica. Ai virus influenzali vanno ad aggiungersi le forme di virus gastrointestinali.

 

Influenza: l’importanza della vaccinazione

La vaccinazione è un’opportunità per tutti, ma lo è di più per gli anziani, per chi soffre di patologie a livello cardiaco e respiratorio a tutte le età, per i bambini e anche per le donne in gravidanza: le nuove circolari suggeriscono la vaccinazione per le gestanti a qualsiasi mese della gravidanza. Il vaccino contro l’influenza sarà prevalentemente quadrivalente, conterrà cioè quattro diversi tipi di virus. I vaccini nascono negli anni ’60 come vaccini monovalenti. Poi, con l’insorgere della stagionalità e la presenza di più virus, sono nati i vaccini bivalenti, trivalenti fino ad arrivare ai vaccini  quadrivalenti, per allargare il più possibile l’ombrello protettivo. La vaccinazione non garantisce protezione totale dai virus dell’influenza ma ne riduce notevolmente la probabilità di contagio o di un contagio in modo pesante. Soprattutto riduce per i bambini e i soggetti fragili il rischio di complicanze con possibili ricoveri ospedalieri.

 

Vaccino influenza è questo il tempo giusto

Il momento ideale è quello che precede l’arrivo del virus influenzale, in genere il virus attiva la sua virulenza a partire dai primi di dicembre, se molto precoce, fino a fine marzo. È quindi importante cercare di vaccinarsi possibile così da concedere all’organismo il tempo di produrre la risposta anticorpale immunitaria sufficiente a proteggere. Da fine ottobre a fine novembre è il periodo ideale per ricevere il vaccino, la protezione dura almeno fino a tutto il mese di aprile, quando la stagione influenzale può considerarsi conclusa. Evitare la vaccinazione sembra essere una delle cause che portano all’antibiotico resistenza: la mancata immunizzazione e le eventuali complicazioni fanno aumentare inevitabilmente il consumo di antibiotici. Tutto questo contribuisce a creare infezioni resistenti alle quali sono più a rischio proprio i bambini e gli anziani. Va ricordato che la vaccinazione antinfluenzale è gratuita per i più piccoli e per i soggetti fragili: è quindi il momento di parlarne con il pediatra.

 

Sahalima Giovannini

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