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Diabete infantile: per verificare è sufficiente fare analisi

settembre 13, 2019 10:00 am

Il diabete dell’infanzia, purtroppo, è sempre più diffuso e non sempre ci si accorge che il proprio bambino ne soffre. Per esserne a conoscenza basterebbe eseguire il test delle urine

Sempre più ragazzini incorrono nel diabete di tipo 1, una disfunzione metabolica che non ha relazione con il diabete 2, quello degli adulti e degli anziani. Il diabete 2 infatti è legato all’eccesso di zuccheri semplici e in generale di grassi e di calorie, oltre che alla sedentarietà: quindi tutte situazioni responsabili del peso in eccesso. Al contrario, il diabete dei giovanissimi è presumibilmente legato a una predisposizione, alla quale si somma un forte stress psico-fisico come una malattia o un trauma, oppure un’infezione.

 

Sintomi del diabete 1: sete -fare spesso pipì – stanchezza – perdita peso

Il guaio del diabete dei giovanissimi è che presenta sintomi molto sfumati e quindi trascurati: il bambino che ne soffre perde peso anche se si alimenta normalmente, perché lo zucchero, a causa del malfunzionamento del pancreas, non viene più utilizzato come fonte energetica. L’organismo deve quindi attingere risorse dal tessuto grasso e dai muscoli. Questo causa nel bambino debolezza estrema e una situazione di chetoacidosi, ossia la formazione di corpi chetonici nel sangue, risultato del consumo di grassi e proteine. Altro segnale è la sete intensa, cui segue la necessità di urinare tanto e spesso. Si tratta di un meccanismo messo in atto dall’organismo per cercare di eliminare gli zuccheri in eccesso nel sangue, facendo lavorare i reni e quindi smaltendo lo zucchero attraverso le urine. Sono sintomi poco indicativi e non di rado vengono sottovalutati dai genitori, per quanto attenti. In questo modo il bambino rischia di finire in coma diabetico, una situazione molte pericolosa.

 

L’importanza del test urine e sangue

L’ideale sarebbe introdurre un sistema semplice e non troppo fastidioso per il ragazzino, per scoprire se c’è zucchero in eccesso nel sangue. È il consiglio che arriva dalla Siedp – Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica e dalla Sip – Società italiana di pediatria. In una valutazione di pronto soccorso pediatrico, infatti, effettuare la glicemia capillare permetterebbe il pronto riconoscimento della situazione. È la rilevazione di sangue dal polpastrello, attendibile e indolore anche per i più piccoli, ma essenziale per la diagnosi di una malattia sempre più diffusa. Si stima infatti che in Italia siano presenti almeno 16.000 bambini affetti da diabete e che ogni anno circa 1.500 presentino l’esordio della malattia. Da studi effettuati e presentati da Siedp e Sip, negli ultimi dieci anni circa il 40% dei bambini diabetici all’esordio presenta proprio la chetoacidosi  diabetica, una complicanza che una volta instaurata richiede una attenta gestione in ambito ospedaliero specialistico. La Siedp ha definito un protocollo per la sua gestione, in modo da evitare le temibili complicanze (0,15-0,3%) della chetoacidosi diabetica che vanno da conseguenze neurologiche serissime, fino alla morte.

 

Sahalima Giovannini

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